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Abruzzo/Salvataggio Villa Pini, la parola ripassa al Comitato dei creditori

Petruzzi è disponile alla “retrocessione”, ma chiede tempi brevi

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VILLA PINI



CHIETI. Toccherà al Comitato dei creditori di Villa Pini riempire di contenuti il no alla proposta di acquisto della clinica da parte di Petruzzi. Unicredit e Sorin Group in particolare – la rappresentante del personale era infatti favorevole ai 14 mln come base d’asta per la vendita - dovranno orientare le scelte del curatore avvocato Giuseppina Ivone (che è apparsa chiaramente contrariata quando ha appreso telefonicamente il parere negativo sull’offerta) la quale a sua volta poi la sottoporrà al giudice delegato Nicola Valletta.
La sintesi di tutto questo lavorìo produrrà il sì o il no al proseguimento dell’esercizio provvisorio, che non dipende dalla “simpatia” o meno del Tribunale verso questa forma di gestione delle aziende fallite, ma solo dall’effettiva possibilità di tutelare il bene-clinica a favore dei creditori. In caso contrario, infatti, se cioè fosse troppo difficile od oneroso gestire direttamente la clinica, se non ci fosse il credito necessario, se non si potesse onorare il contratto con la Asl per le prestazioni, la legge fallimentare impone lo stop immediato dell’attività, il che significa divieto di accesso per i nuovi pazienti, dimissioni dei ricoverati e chiusura degli ambulatori.
E a cascata la sospensione dell’accreditamento regionale, seguita dal contestuale crollo verticale del valore della clinica che renderà un miraggio i 14 mln dell’offerta Petruzzi. Questo scenario, che sembra un pò troppo allarmistico, in realtà equivale alla lettura degli avvenimenti che in questi ultimi giorni di aprile porteranno all’abbandono da parte del Policlinico Abano Terme per la scadenza del contratto di affitto.

COME GESTIRE IL CAMBIO DI GESTIONE?

Petruzzi, dopo il no, ha fatto sapere di voler conoscere subito il modo in cui si realizzerà la sua “retrocessione” da Villa Pini rendendosi disponibile a collaborare. Però i problemi del cambio gestione sono molti e li dovrà affrontare il Comitato dei creditori ai quali la legge affida il timone delle operazioni. Tra le urgenze da affrontare e risolvere ce ne sono due decisive: l’acquisto dei nuovi macchinari che il Policlinico Abano Terme ha utilizzato in sostituzione di quelli vecchi e la ricerca di una banca che possa assicurare denaro sufficiente alla gestione dell’esercizio provvisorio per gli stipendi e le forniture.
 Qui non si tratta di acquistare un ecografo nuovo al posto di uno vecchio, ma di acquisire la nuova Tac o il mammografo, indispensabili per erogare le prestazioni accreditate. Si acquistano o no? E il credito a che tassi sarà erogato e quale banca si renderà disponibile a correre il rischio? Su questi due punti e su molti altri la parola ora tocca al Comitato dei creditori, che dovrà pure fare in fretta per tradurre in atti il no a Petruzzi. Preoccupati, molto preoccupati della piega che stanno prendendo gli avvenimenti, i dipendenti pressano i sindacati e Cgil, Cisl e Uil hanno concordato di chiedere un incontro con il curatore per capire in che direzione muoversi.

Sebastiano Calella