POLITICA E VELENI

Acqua, «è lotta tra ‘partito dell’acqua’ e ‘partito dell’indifferenza’»

Critiche di alcuni sindaci

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PESCARA. «Il centrosinistra avrà anche costituito il ‘partito dell’acqua’ ma il centrodestra si è dimostrato ‘il partito dell’indifferenza’».
Ne sono certi i sindaci Antonio Di Marco e Francesco Crivelli che contestano quando accaduto nei giorni scorsi durante l’assemblea dei sindaci per il servizio idrico per nominare il Cda dell’Ersi.

Prima dell’assemblea Francesco Crivelli e Rocco D’Alfonso, rispettivamente sindaco di Sant’Eufemia a Maiella e di Penne, su iniziativa di alcuni colleghi e per contrastare quella che definiscono apertamente come «inerzia degli apparati politici» hanno convocato tutti i sindaci della Provincia di Pescara il giorno 4 aprile per iniziare ad affrontare preliminarmente l’argomento da votare in sede di assemblea. Alla convocazione hanno risposto 8 amministrazioni su 46 e precisamente: il Comune di Abbateggio, Popoli, Citta Sant’Angelo, Farindola, Salle, Penne e Sant’Eufemia a Maiella.
«Dalla riunione – ha spiegato Crivelli -, anche se poco partecipata è emersa chiaramente la volontà di procedere a nomine che dessero chiaramente il segnale di cambio rispetto al passato nonché un’assunzione di responsabilità in merito all’azione da imprimere al costituendo Cda dell’ErsiI per rafforzare l’autonomia dei Comuni nella gestione delle proprie reti idriche anche attraverso una modifica della Legge Regionale».

Lunedì scorso è stata la volta dell’iniziativa politica del Pd, che, a seguito di una convocazione del segretario provinciale Tony Castricone, ha delineato delle linee d’azione per molti versi convergenti con quelle emerse nella riunione convocata dai rappresentati del Cal.

Tornando all’assemblea dell’Assi, andata deserta la prima convocazione, come per altro prevedibile in considerazione che un punto all’o.d.g. è stato aggiunto dal presidente Testa solo il giorno prima, un’ora prima dell’assemblea, 21 sindaci del Pd si sono incontrati con i rappresentanti del Cal per un confronto preliminare.
«All’unanimità», spiegano Di Marco e Crivelli, «è stato individuato il nominativo di Antonello Linari, sindaco di Torre de Passeri, per la nomina in seno al Cda dell’Ersi».

L’assemblea dell’Assi è iniziata con circa 40 minuti di ritardo con la presidenza vicaria, come da regolamento di Marcello Antonelli, assessore ai Lavori Pubblici di Pescara, alla presenza di 21 sindaci del centro sinistra pescarese e nessun sindaco o rappresentante del centrodestra pescarese.

«Sin da subito è iniziata un’accesa discussione con i rappresentanti della provincia di Chieti», continuano Di Marco e Crivelli. «La stessa discussione si è protratta per quasi un’ora, assumendo in alcuni momenti aspetti comici ed assurdi alla quale il presidente di turno, l’assessore Antonelli, si è prestato manifestando una palese incapacità di mantenere il controllo. Fino alla richiesta di 5 minuti di sospensione trasformati poi in 30 minuti. I sindaci presenti, nell’auspicio che i rappresentanti del chietino potessero raggiungere un accordo hanno concesso maggior tempo e proprio grazie a questa concessione è stato dato il tempo al presidente Testa di raggiungere l’assemblea ed assumerne la presidenza. A questo punto l’assessore Antonelli, come rappresentante del comune di Pescara ha abbondonato l’aula ed i rappresentanti del chietino si sono rifiutati di rientrare in assemblea; così facendo è venuto meno il numero legale provocando lo scioglimento dell’assemblea senza che nulla fosse deliberato».

«Alla luce di quanto rappresentato – ha concluso Antonio Di Marco, sindaco di Abbateggio -, è evidente che l’assessore Antonelli, mimando una veste super partes ha mirato semplicemente a guadagnare tempo per consentire l’arrivo di Testa così da poter far venire meno il numero legale».
Questo atteggiamento viene definito «offensivo sia nei confronti del ruolo istituzionale della presidenza dell’ASSI, e sia nei confronti dei cittadini pescaresi che si attendono maggiore senso di responsabilità da parte dei loro amministratori».
«Il presidente Guerino Testa», contesta ancora Di Marco, «ha avuto l’ipocrisia di affermare che nulla sapeva in merito a quanto stesse accadendo, facendosi anche lui protagonista di un gioco puerile ed infantile che assume toni di drammaticità se si pensa che in ballo ci sono le aspettative dei cittadini e la dignità delle istituzioni». Polemiche anche contro i rappresentanti della provincia di Chieti: «con l’insistenza mostrata nel tentativo di guadagnare tempo, sostenendo richieste assurde e per molti versi ridicole, hanno offeso la loro stessa intelligenza nonché abusato in maniera irrispettosa del tempo altrui». Mentre i sindaci del centrodestra pescarese, chiude Di Marco, «con la loro assenza hanno confermato quanto già manifestato in occasione dell’elezione dei rappresentanti in seno al Cal, quando non furono in grado neanche di organizzare la presentazione di una candidatura; si tratta di persone che di fronte a problemi di grande respiro, che riguardano l’intera comunità provinciale, non consentono neanche di poter valutare la loro capacità in quanto sono semplicemente assenti».