POLITICA E VELENI

Montesilvano, Di Mattia passa al Partito Democratico. ‘Guai’ in vista per la sua giunta

Pdl contro D’Alonzo, Rc contro l’assenza di donne

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Attilio Di Mattia

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MONTESILVANO. Il sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, eletto in quota Italia dei Valori a maggio dello scorso anno, è passato al Partito Democratico.
Dopo l’implosione dell’Italia dei Valori si registra un fuggi fuggi generale. Nei giorni scorsi aveva lasciato il partito di Di Pietro anche il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, e adesso, insieme al primo cittadino di Montesilvano lasciano anche l'assessore Enea D'Alonzo e i consiglieri Stefania Di Nicola (ex assessore alla Cultura) e Fabio Vaccaro, anch'essi eletti in quota Idv. L'ufficializzazione del passaggio c'é stata sabato scorso, nel corso di un incontro pubblico in Comune.
All'iniziativa hanno preso parte i parlamentari Giovanni Legnini e Antonio Castricone, che è anche segretario provinciale del Pd, il segretario regionale del partito, Silvio Paolucci, l'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso e i primi cittadini di Città Sant'Angelo e Spoltore (Pescara), Gabriele Florindi e Luciano Di Lorito.
«Scelte di questo tipo, spesso - ha affermato Di Mattia - rappresentano un travaglio. Per me passare al Pd è stato un processo naturale rispetto al mio percorso politico. Il Pd è l'unico partito realmente riformista. Entro in un partito che garantisce la migliore filiera amministrativa, in quanto altamente rappresentato su tutti i livelli, locale, nazionale ed europeo». 


D'Alfonso ha illustrato quelli che a suo parere sono i punti chiave da promuovere per la città: la lotta all'inquinamento del fiume Saline, la promozione dello sviluppo delle attività produttive sul territorio e la lotta al traffico, da sempre un problema a Montesilvano.
Non si spegne, invece, il ‘caso’ Enea D’Alonzo, nominato la settimana scorsa assessore della giunta di Mattia con delega allo Sport, nonostante una squalifica a cinque anni (in veste di allenatore del Real Dem Montesilvano) per aver aggredito un cronometrista durante una partita federale di calcio A5. Nei giorni scorsi il Pdl aveva già bollato come «inopportuna» questa scelta. Oggi rincara la dose Alessandro D’Alonzo, dirigente del Popolo delle Libertà e responsabile Area Sportiva di AgorAbruzzo. D’Alonzo chiede al neo assessore di rinunciare all’incarico, «dando esempio di rispetto, e profonda onestà, verso l’istituzione comunale che egli amministra».
La squalifica secondo lui «è una macchia che considero indelebile e che deturpa l’immagine dell’ente. Credo che sia opportuno, questa volta sì, che il consigliere comunale D’Alonzo lasci l’esecutivo comunale a rappresentanti di una di quelle società sportive che oggi animano la città di Montesilvano. Sarebbe – conclude il dirigente del Pdl di Pescara – un gesto nobile e un esempio per molti giovani che oggi si avvicinano al mondo dello sport»


Intanto per questa mattina è stata indetta una conferenza stampa di Rifondazione Comunista (forza politica non presente in Consiglio comunale) con la quale si annuncerà un ricorso vista l’assenza di donne nella seconda giunta Di Mattia. «Sono già decine le sentenze in Italia che hanno azzerato Giunte senza donne», annunciano Amanda De Menna, segreteria regionale Rifondazione Comunista, Viola Arcuri, comitato politico Regionale Rifondazione Comunista, Corrado Di Sante lista “in movimento per i beni comuni Rifondazione Comunista – Verdi”.
A gennaio scorso il Tar ha azzerato la giunta comunale di Roma a causa dell’assenza di donne nella squadra del sindaco Alemanno, qualche mese prima stessa condanna anche a Favara, in Sicilia, Ascoli, Barano d’Ischia, Asola (provincia di Mantova) e prima ancora la giunta regionale di Cappellacci. Anche la giunta Di Mattia (che nel rimpastoha lasciato a casa Stedania Di Nicola) rischia la stessa sorte?

ANELLI: «MONTESILVANO E’ UN COVO DI SERPI»
«In questi giorni abbiamo assistito all'esodo dall'Idv al Pd», commenta il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Manuel Anelli. «Attilio senza terra si è riposizionato nei ranghi della politica tradizionale, quella stantia e che puzza di naftalina. Di Mattia poteva rientrare nel partito che più lo ha fatto salire sulla poltrona più alta di Montesilvano: Bene comune, che nel nome porta anche "per Attilio Di Mattia sindaco". Ma non ha scelto così. Ha deciso di correre tra le braccia di Massimiliano Pavone, che altro non aspettava. Ora le parti i invertono e si scambiano: non si sa chi sia il braccio destro di chi, Di Mattia lo è di Pavone o viceversa?»
Per Anelli la nuova giunta non è che «una enorme foglia di fico. La giunta è stata azzerata per eliminare Anthony Aliano e per sostituire Stefania Di Nicola per favorire le pretese di Enea D'Alonzo come assessore allo sport. Quest'ultimo è reduce da una squalifica di 5 anni per aggressione ad un arbitro durante una partita di Calcio a 5. Non è un esempio da mettere sulla poltrona di assessore allo sport di Montesilvano. Infine Germano d'Aurelio è stato il colpo di reni di Di Mattia. Dietro la sua professionalità si nasconde accovacciato il primo cittadino. Germano, ti auguro buon lavoro, ma attento.. Montesilvano politicamente è un covo di serpi. Il giorno prima servi ma quello successivo non più, e Di Mattia lo ha dimostrato».