RICOSTRUZIONE?

Terremoto L’Aquila, carriole sbarcano a Roma. Ugl: «è isteria pura»

Il sindacato: «manifestazione non concordata, contro chissà chi»

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Terremoto L’Aquila, carriole sbarcano a Roma. Ugl: «è isteria pura»




L’AQUILA. L’annuncio lo ha fatto ieri il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente.
«Martedi prossimo andremo insieme ad assessori, consiglieri e sindaci del cratere sismico a manifestare a Roma, davanti a palazzo Chigi, e porteremo con le carriole cinquemila progetti».
Il primo cittadino contesta, per l’ennesima volta, il fatto che i soldi per la ricostruzione sono finiti, ci sono 1.914 pratiche pronte che non possono partire.
Proprio martedì a Roma si terrà presso il Senato un’apposita assemblea nella quale di discuterà della ricostruzione. Ma l’Ugl non gradisce la ‘trovata’ delle carriole nella Capitale e protesta: «dagli enfatici, e poco credibili, proclami si è passati agli isterismi di oggi: …”togliamo la bandiera, prepariamo le molotov, chiudiamo la Prefettura, andiamo con le carriole a Roma”…..No, non ci siamo! Non è questa la strada che gli aquilani e gli abruzzesi vogliono. Una manifestazione non concordata con nessuno e contro non si sa chi, visto che un nuovo Governo non c’è, ha solo il sapore della propaganda che serve esclusivamente a nascondere le proprie incapacità. E’ legittimo protestare ma ora è il momento di fare».
Piero Peretti, segretario generale dell’Ugl sostiene che «invece di perdere una preziosa giornata di lavoro, oltre a quelle trascorse in ospedale per motivi pensionistici, il sindaco dedichi il giorno di martedì 16 Aprile a risolvere la gestione della manutenzione del progetto Case che rappresenta un vero patrimonio per la collettività futura e per le quali il Comune deve provvedere alla conservazione. Sono 4 i milioni di euro previsti a tal riguardo per il 2013 che diverranno 9 per ogni anno (cifre comunicate dallo stesso Cialente). Allora, caro sindaco, concentri gli sforzi al buon utilizzo delle somme a disposizione e faccia qualcosa di concreto. Noi siamo pronti a collaborare. Il clima da eterna campagna elettorale questa città non può più permetterselo».