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Abruzzo/Villa Pini, i creditori dicono no all’offerta di Petruzzi

Parere negativo a maggioranza, «14 mln sono pochi»

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Abruzzo/Villa Pini, i creditori dicono no all’offerta di Petruzzi

Villa Pini, i creditori dicono no all’offerta di Petruzzi
Parere negativo a maggioranza, «14 mln sono pochi»
Villa pini, comitato creditori, chieti, giuseppina Ivone
CHIETI. Il Comitato dei creditori di Villa Pini ha detto no. 
Riunito stamattina a mezzogiorno in conference call per esaminare la proposta di acquisto presentata da Nicola Petruzzi, a maggioranza il Comitato ha espresso parere negativo: i 14 milioni offerti per acquistare la clinica sono pochi. Alle 13 è stato informato il curatore Giuseppina Ivone, alle 13,30 la notizia è stata comunicata al giudice delegato Nicola Valletta, in attesa della trasmissione del verbale che avverrà nel pomeriggio. In pratica Unicredit e Sorin Group (che rispettivamente rappresentano le banche ed i fornitori) hanno confermato le perplessità già emerse nella precedente riunione di lunedì scorso, con l’aggiunta che l’ordine di votare no è venuto direttamente dalla sede centrale di Unicredit. A questo punto la Sorin Group, con Marco Di Marco, non ha ritenuto opportuno differenziarsi dall’avvocato Michele Ranchino che rappresenta le banche, lasciando sola a difendere le ragioni dei lavoratori Sabrina Cavallucci che aveva votato si la scorsa volta ed ha votato sì anche oggi. 
Ora con il parere motivato espresso nel verbale, il curatore sottoporrà la questione al giudice delegato e nei prossimi giorni si saprà quale futuro attende Villa Pini. Naturalmente il pensiero va ad un’altra asta che fisserà il prezzo di vendita a 16 milioni, ma questo pone una serie di problemi e di interrogativi. Il primo è conoscere cosa farà il Policlinico Abano Terme, che ha ottenuto di gestire la clinica fino al 30 aprile. Il secondo è sapere se partirà la gestione diretta dell’esercizio provvisorio dal primo maggio. Il terzo bisognerà fare i conti sui costi di questa gestione diretta, che finora ha sopporto Petruzzi. Il quarto, ma non l’ultimo, sarà vedere se i due mln di differenza della base d’asta saranno vanificati proprio da questi costi: i 14 milioni infatti non erano il costo della clinica, ma il punto di partenza di una gara competitiva, se si fossero presentati altri imprenditori interessati. C’è poi un ultimo problema molto importante: che farà Petruzzi dopo questo no? Lascia e chiude definitivamente la pratica Villa Pini oppure parteciperà all’asta? In clinica la notizia ha provocato reazioni diverse, tutte comunque molto preoccupate, e si comincia a respirare aria di smobilitazione. 
Il che significa di fatto annullare tutto il lavoro di questi giorni, quando sono stati rifirmati i contratti per questo mese di proroga e quando è stata programmata l’attività di questo mese aggiuntivo. In realtà si tratta ancora di capire come è arrivato il no: è stato uno sgarbo a Petruzzi, quasi un avvertimento a lasciar perdere o Unicredit non ha gradito qualche comportamento del titolare del Policlinico dal quale forse si aspettava qualche offerta maggiore? Certo il rappresentante dei fornitori, cioè la Sorin Group che opera nel campo dei medicinali e delle attrezzature elettromedicali, avrà avuto le sue buone ragioni per accodarsi all’Unicredit: tra queste ci sarà anche la differenza che incasserà in più, a liquidazione dei crediti, tra i 14 mln offerti ed i 16 richiesti?
Da un conto sommario, su un debito di 400 milioni (ed oltre) da dividere tra tutti i creditori – dipendenti compresi - la differenza è così minima che non sembra decisiva per un si o per un no. Allora si fa strada il dubbio che i giochi su Villa Pini non si fanno a Chieti. 
L’attesa ora è concentrata sulla prossima asta di giugno e su eventuali offerte di acquisto. Si tratta però di arrivarci, con passaggi non molto semplici.
Sebastiano Calella

CHIETI. Il Comitato dei creditori di Villa Pini ha detto no. Riunito stamattina a mezzogiorno in conference call per esaminare la proposta di acquisto presentata da Nicola Petruzzi, a maggioranza il Comitato ha espresso parere negativo: i 14 milioni offerti per acquistare la clinica sono pochi. Alle 13 è stato informato il curatore Giuseppina Ivone, alle 13,30 la notizia è stata comunicata al giudice delegato Nicola Valletta, in attesa della trasmissione del verbale che avverrà nel pomeriggio. In pratica Unicredit e Sorin Group (che rispettivamente rappresentano le banche ed i fornitori) hanno confermato le perplessità già emerse nella precedente riunione di lunedì scorso, con l’aggiunta che l’ordine di votare no è venuto direttamente dalla sede centrale di Unicredit. A questo punto la Sorin Group, con Marco Di Marco, non ha ritenuto opportuno differenziarsi dall’avvocato Michele Ranchino che rappresenta le banche, lasciando sola a difendere le ragioni dei lavoratori Sabrina Cavallucci che aveva votato si la scorsa volta ed ha votato sì anche oggi. Ora con il parere motivato espresso nel verbale, il curatore sottoporrà la questione al giudice delegato e nei prossimi giorni si saprà quale futuro attende Villa Pini. Naturalmente il pensiero va ad un’altra asta che fisserà il prezzo di vendita a 16 milioni, ma questo pone una serie di problemi e di interrogativi. 

Il primo è conoscere cosa farà il Policlinico Abano Terme, che ha ottenuto di gestire la clinica fino al 30 aprile. Il secondo è sapere se partirà la gestione diretta dell’esercizio provvisorio dal primo maggio. Il terzo bisognerà fare i conti sui costi di questa gestione diretta, che finora ha sopporto Petruzzi. Il quarto, ma non l’ultimo, sarà vedere se i due mln di differenza della base d’asta saranno vanificati proprio da questi costi: i 14 milioni infatti non erano il costo della clinica, ma il punto di partenza di una gara competitiva, se si fossero presentati altri imprenditori interessati. C’è poi un ultimo problema molto importante: che farà Petruzzi dopo questo no? 

Lascia e chiude definitivamente la pratica Villa Pini oppure parteciperà all’asta? In clinica la notizia ha provocato reazioni diverse, tutte comunque molto preoccupate, e si comincia a respirare aria di smobilitazione. Il che significa di fatto annullare tutto il lavoro di questi giorni, quando sono stati rifirmati i contratti per questo mese di proroga e quando è stata programmata l’attività di questo mese aggiuntivo. In realtà si tratta ancora di capire come è arrivato il no: è stato uno sgarbo a Petruzzi, quasi un avvertimento a lasciar perdere o Unicredit non ha gradito qualche comportamento del titolare del Policlinico dal quale forse si aspettava qualche offerta maggiore? 

Certo il rappresentante dei fornitori, cioè la Sorin Group che opera nel campo dei medicinali e delle attrezzature elettromedicali, avrà avuto le sue buone ragioni per accodarsi all’Unicredit: tra queste ci sarà anche la differenza che incasserà in più, a liquidazione dei crediti, tra i 14 mln offerti ed i 16 richiesti?Da un conto sommario, su un debito di 400 milioni (ed oltre) da dividere tra tutti i creditori – dipendenti compresi - la differenza è così minima che non sembra decisiva per un si o per un no. Allora si fa strada il dubbio che i giochi su Villa Pini non si fanno a Chieti. L’attesa ora è concentrata sulla prossima asta di giugno e su eventuali offerte di acquisto. Si tratta però di arrivarci, con passaggi non molto semplici.Sebastiano Calella