L'INCHIESTA

Abruzzo/L’ex tronista di Uomini e Donne indagato per droga. «Calunnie, io non c’entro niente»

Carmine Fummo si difende: «non ho fatto niente»

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Abruzzo/L’ex tronista di Uomini e Donne indagato per droga. «Calunnie, io non c’entro niente»

Carmine Fummo




PESCARA. «Da domenica ho appreso di essere indagato in una vicenda che non sapevo nemmeno che esistesse».
Nei giorni scorsi il suo nome è finito sui giornali per una presunta vicenda di droga. Carmine Fummo, pescarese, ex ‘corteggiatore’ di Uomini e Donne poi promosso a ‘tronista’, è accusato dalla Procura di Pescara di spaccio di droga. L’uomo, insieme al parrucchiere di Francavilla Alessandro La Selva, avrebbe ceduto in diverse occasioni, sostengono gli inquirenti, della cocaina ad un politico pescarese, al prezzo di 80 euro a dose. Durante la perquisizione nell'abitazione del parrucchiere, furono trovati 3,5 grammi di cocaina e un bilancino di precisione.
Fummo, però, respinge tutte le accuse e sulla propria pagina Facebook ha pubblicato un videomessaggio per raccontare quello che è accaduto. Si dice totalmente estraneo alla vicenda, da lui appresa domenica scorsa dai giornali e confermata lunedì dall’avviso di conclusione delle indagini notificatogli dalla magistratura.
«Sono stato dal mio avvocato», racconta Fummo ai fans che lo seguono da quando ha partecipato al programma televisivo di Canale 5, «e lui mi ha consigliato di parlare con voi. Molti mi criticano, altri invece mi esortano a lasciar perdere e non preoccuparmi. Viviamo in Italia e vorrei spiegarvi come funzionano le cose».
L’ex tronista spiega di essere completamente estraneo al giro della droga: «sono contro gli stupefacenti, contri gli spacciatori, ma non contro chi ne fa uso che secondo me è più malato che delinquente. Io non faccio parte di nessuna di queste tre categorie. Ho un figlio di 16 anni è gli insegno il rispetto della vita, chi fa uso di queste sostanze non rispetta la vita».
Fummo sostiene di essere finito nell’inchiesta a causa di alcune conversazioni telefoniche intercettate con l’amico indagato ma che non ci sia «nessun riscontro che possa avallare la tesi che io sia uno spacciatore. Se lo fossi o lo fossi stato non sarei qui a parlare con voi liberamente, mi troverei altrove. Sono una brava persona, incensurato. Ci tenevo a rispondere a questa calunnia. Ho letto che cedevo droga ai poltici, che facevo parte della notte, che conoscevo i vip. Sono cose assurde che a me fanno male. In Italia ci sono tanti casi malati, malatissimi di giustizia. Purtroppo questo è il nostro paese»