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«4 mln di euro alla Regione dalla proroga delle concessioni idroelettriche»

Franco Caramanico (Sel) chiede di applicare la formula Friuli

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«4 mln di euro alla Regione dalla proroga delle concessioni idroelettriche»

Una centrale




ABRUZZO. Oltre 4 milioni di euro potrebbero arrivare nelle casse regionali – e poi ai Comuni - dalla proroga delle concessioni alle aziende idroelettriche che producono elettricità utilizzando l’acqua dei fiumi e dei laghi abruzzesi.

La stima, molto precisa, è contenuta in un disegno di legge presentato in questi giorni dal consigliere regionale Franco Caramanico (Sel) sulla alla proroga di queste concessioni che riguardano - ad esempio - i laghi di Bomba e di Casoli o le derivazioni di Bussi e di Canistro, per citare i posti più conosciuti.
«Che proroga sia, se lo ha deciso il governo Monti – spiega Caramanico – ma che almeno porti soldi nelle casse regionali. Troppo semplice prorogare solo a favore delle aziende. Intanto il provvedimento governativo è forzato, perché la competenza su questo settore è della Regione. Ma se proroga deve esserci, le condizioni economiche vanno rinegoziate. E non è una mia invenzione. Nella regione Friuli, che ho preso a modello, è stato applicato un sovrapprezzo. Perché in Abruzzo no?».
Infatti il disegno di legge prevede di far pagare 60 euro per Kw alla grandi derivazioni e 7 euro per quelle piccole.
«Con questo progetto di legge - aggiunge Caramanico - si stabilisce la quota che i concessionari titolari delle grandi derivazioni idroelettriche scadute devono alla Regione Abruzzo. Le stesse concessioni vengano prorogate per un periodo di 5 anni dalla data di entrata in vigore del decreto interministeriale, ma chi beneficia della proroga dovrà pagare un canone aggiuntivo rispetto a quello già versato. I proventi di queste concessioni, pari per l’appunto a 4 milioni di euro, saranno destinati al “Fondo speciale” destinato a finanziare i Comuni montani per interventi di tutela ambientale e di salvaguardia idrogeologica».
 Questo progetto di legge, sempre secondo Caramanico, si inserisce in un più vasto programma di interventi a favore delle comunità locali, inaugurati dall’emendamento al bilancio regionale con il quale fu stabilito l’aumento dei canoni idroelettrici da 27,50 a 35 euro per ogni Kw. Il che ha consentito di incamerare a titolo di “ristoro ambientale” decine di milioni di euro che sono stati una boccata di ossigeno per molti Comuni.

Sebastiano Calella