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Abruzzo/Villa Pini, oggi i creditori decidono sull’offerta di Petruzzi

Se passa, la base d’asta per la vendita sarà di 14 mln

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Abruzzo/Villa Pini, oggi i creditori decidono sull’offerta di Petruzzi

Nicola Petruzzi




CHIETI. E’ prevista per stamattina a mezzogiorno la conference call, cioè l’incontro telefonico del Comitato dei creditori di Villa Pini, per decidere sulla proposta di acquisto presentata da Nicola Petruzzi.
Il Comitato dovrà esprimere un sì o un no a questa proposta da 14 mln per acquisire la clinica, pervenuta attraverso la società che controlla il Policlinico Abano Terme. La scorsa settimana, nell’incontro convocato al Tribunale con la presenza del giudice delegato Nicola Valletta, si decise di non decidere subito, ma di prendere una settimana di tempo per valutare meglio questo nuovo scenario in vista della prossima asta di vendita.
A quanto se ne sa, in quell’incontro si registrò una spaccatura: i creditori (per le banche l’avvocato Michele Ranchino di Unicredit e per i fornitori Marco Di Marco della Sorin Group Italia) sollevarono qualche perplessità sui 14 mln ritenuti poco remunerativi.
 Al contrario il rappresentante del personale Sabrina Cavallucci ed il curatore Giuseppina Ivone erano favorevoli, visto che vendere a 14 mln piuttosto che a 16 (come sarebbe il prezzo ribassato per la quinta asta) poco inciderebbe sulla ripartizione dell’attivo, a fronte di un passivo di oltre 400 mln. Senza dire che i 14 mln sarebbero solo la base d’asta, il che non escluderebbe eventuali rilanci e quindi un aumento dell’incasso. 


In realtà il problema non sembra essere quello dei soldi: si tratta in verità di decidere se mettere in vendita subito Villa Pini oppure far riprendere la gestione della clinica dall’esercizio provvisorio. Nel primo caso (vendita subito) si deve decidere se porre l’offerta da 14 mln come base d’asta o rifiutarla, magari decidendo 16 mln e rischiando un’altra gara deserta.
Nel secondo caso (gestione diretta del curatore) si dovranno valutare le difficoltà finanziarie per pagare gli stipendi, visto che – a detta del curatore – l’esercizio provvisorio non ha un euro in cassa né per il personale né per altri interventi necessari o per le attività assistenziali che saranno pagate dalla Asl solo tra qualche mese. Il che significa il solito pellegrinaggio nelle banche per ottenere credito, con tutti i costi del caso che assottiglierebbero la differenza tra i 16 mln preferiti ed i 14 offerti. Da quello che si capisce, è difficile comunque che passi una decisione che non sia guidata dalla necessaria prudenza che la legge fallimentare impone per tutelare i creditori. Come ha dimostrato il nuovo giudice delegato con l’allungamento della gestione Petruzzi al 30 aprile. 


Sebastiano Calella