ANNIVERSARIO

Abruzzo/Terremoto L’Aquila, Cialente: «la mia colpa? Non aver messo le bombe»

Il primo cittadino contro tutti

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Abruzzo/Terremoto L’Aquila, Cialente: «la mia colpa? Non aver messo le bombe»

Massimo Cialente




L’AQUILA. La vigilia della fiaccolata è stata segnata dagli attacchi, frontali al governo nazionale, (Monti e Berlusconi).
Non ha usato mezze parole il sindaco (allora come oggi) del capoluogo, Massimo Cialente, che di fronte al mancato decollo della ricostruzione dice a Radio24: «la responsabilità dell'Amministrazione comunale nei ritardi della mancata ricostruzione del centro storico? Non aver messo le bombe».
E poi: «se io ora non ho i soldi per ricostruire, nel 2016 non ci saranno neanche 40mila abitanti, qui resteranno solo vecchi e dipendenti pubblici. Nell'ultimo anno se ne sono andate seimila persone».
Se ne vanno soprattutto i giovani, le coppie, i professionisti. Sono sempre di meno i residenti all'Aquila, a quattro anni dal terremoto. E all'abbandono della città si unisce alla diffusione di alcol tra i giovani e l'aumento della depressione. «Ora la città sta mollando, vivere qui è impossibile, ora sto peggio di due anni fa» ha raccontato ancora a Radio24 il primo cittadino che ha detto di «essere in credito col Governo. Si sono preoccupati più dell'Emilia, che di noi: la mancanza di una tassa di scopo è stato il peccato capitale». «Ho pensato di scrivere anche a Grillo, ma visto che non si preoccupa di un Paese allo sbando - ha concluso - figuriamoci se si prende la responsabilità di risolvere la questione dell'Aquila».
Non da meno il responsabile green economy del Pd, Ermete Realacci. «Alle 3.32 ricorre il quarto anniversario del tragico terremoto che ha colpito L'Aquila e molti paesi limitrofi. Ad oggi la ricostruzione è in ritardo e sono evidentemente traditi gli appelli alla prevenzione che da più parti sono stati fatti, in primis quello del presidente Napolitano. Il modo migliore per ricordare le vittime del sisma e i tanti cittadini che hanno perso le loro case sarebbe investire finalmente nella prevenzione. Dopo ogni terremoto - ha aggiunto - si fanno solenni proclami e si prendono altrettanto solenni impegni, poi il nulla».
Grillo, citato dal sindaco dell'Aquila, nel pomeriggio di ieri aveva annunciato: «non vado all'Aquila» per l'anniversario del terremoto «perché se mi scappa qualche idea viene vanificato tutto».