IL PORTO DELLE RABBIE

Abruzzo/E alla fine (ri)esplode la rabbia dei pescatori contro i politici insabbiati

Insulti e urla nella nuova riunione prodiga di promesse

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fiaccolata per il porto di pescara

Marineria ridotta al "lumicino"

 


 

PESCARA. Urla, parole grosse, dita puntate contro gli amministratori pubblici ed i responsabili della ditta incaricata dal dragaggio.

Alla fine è esplosa come prevedibile la rabbia scomposta dei pescatori oggi pomeriggio durante l’annunciato incontro per cercare di fare chiarezza sulla ingarbugliatissima e opacissima procedura del dragaggio.
La situazone paradossale, assurda è senza via di uscita ancora oggi dopo anni di rimpalli, promesse a vuoto, scontro tra istituzioni e ora anche notizie su rapporti ambigui tra politica, tecnici incaricati e imprenditori che la procura dice aver dato e intascato mazzette.
E nonostante gli arresti e le inchieste su corruzione e smaltimento illecito dei rifiuti la politica non si smuove e non chiarisce.
 
Ed oggi all'incontro non si e' presentato il Provveditorato alle opere pubbliche, che ha appaltato i lavori alla ditta Sidra.
E non appena il referente della Sidra, la società aggiudicataria dell'appalto, ha preso la parola, un gruppo di operatori portuali si è alzato in piedi ed ha cominciato ad inveire contro i presenti, interrompendo bruscamente il dibattito.
La situazione è subito degenerata: i pescatori si sono avvicinati ai rappresentanti istituzionali - ci sono tra gli altri il Prefetto, Vincenzo D'Antuono, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il sindaco, Luigi Albore Mascia, e l'assessore regionale Mauro Febbo - ed hanno sfogato, tra urla ed insulti, la loro rabbia. Presenti in sala decine di uomini delle forze dell'ordine. La marineria ha lasciato provvisoriamente l'aula, per poi rientrare una volta placati gli animi.
I pescatori criticano, tra l'altro, quella che definiscono la "gravissima" assenza del Governo, dato che nessun rappresentante del Provveditorato alle Opere pubbliche è intervenuto all'incontro odierno.

LA DITTA: SI PARTE
La riunione e' ripresa tra mille tensioni, per fare il punto della situazione. Il prefetto Vincenzo D'Antuono, che e' in contatto con il Provveditorato, ha comunicato che nei prossimi giorni, una volta consegnate le controanalisi, i lavori potrebbero partire e oggi c'e' stato un incontro in Regione per fissare i tempi, che dovrebbero essere quelli prefissati.
E' emerso - ha spiegato il prefetto - che ci sarebbero dei risparmi, rispetto alla spesa inizialmente prevista, e cio' consentirebbe di effettuare ulteriori lavori per liberare il porto dalla sabbia. Dall'assessore regionale alla Pesca Mauro Febbo e' partito un Sos chiarissimo: «Se entro il 30 aprile la marineria non esce in mare avremo problemi, sara' un disastro economico per la categoria».
Di qui la necessità di fare chiarezza, subito, sull'iter del dragaggio. 

Carlo Alberto Marconi, della Sidra, impresa incaricata di svolgere i lavori di dragaggio al porto di Pescara, ha risposto alle richieste della marineria sui tempi dell'intervento promosso dal Provveditorato e ha spiegato che la ditta e' «organizzata per avviare i lavori il 15 aprile. Si parte dalla imboccatura della canaletta - ha detto - e si va verso l'interno. Quindi si provvedera' prima nella canaletta e poi nel porto canale. Si conta di andare avanti fino al 30 aprile per consentire alla marineria di tornare in mare dopo questa data».
 Si prevede di scavare 1000 - 1400 metri cubi al giorno, lavorando fino a 12 ore al giorno. In seguito si prosgeuira' «a massimo regime».
 Il materiale e' destinato a finire nella vasca di colmata.
Gli e' stato fatto notare che in base a questo cronoprogramma i lavori (il bando prevedeva 200mila metri cubi) non termineranno in 85 giorni come previsto. Nel corso della riunione ha preso la parola, tra gli altri, Mario Amicone, direttore generale dell'Arta il quale ha spiegato che quello delle analisi del materiale affidate ai tecnici dell'Arta «non e' mai stato un problema».
«Le analisi sono pronte, ha assicurato, il dirigente del laboratorio sta facendo la relazione e lunedi' sara' consegnato il tutto al Provveditorato».
 Ha anche fatto notare che solo una piccola quantita' del materiale dragato sara' destinata a ripascimento, il resto andra' in vasca di colmata o sara' destinato a trattamento e poi a discarica. La vasca di colmata e' una «idea nuova' dell'ultimo momento, e a questo proposito c'e' stato un incontro il 25 marzo. Grazie all'Arta - ha aggiunto Amicone - e' stato sventato il rischio di mettere il materiale nella vasca di colmata non impermeabilizzata».
 Marconi ha ammesso che inizialmente, a seguito della aggiudicazione dei lavori, era stato stabilito che il materiale finisse in Belgio.

E LA TRASPARENZA?
E' stato molto polemico nei confronti di chi dovrebbe eseguire i lavori di dragaggio Camillo Grosso, dell'Associazione Armatori, che si e' chiesto che fine faranno i fanghi, considerato che a questa risposta non e' stata ancora data risposta nonostante l'aggiudicazione dei lavori sia avvenuta da tempo.
Già che fine faranno i fanghi e perché un dettaglio così essenziale della vicenda rimane segreto?
Lo stesso Grosso ha anche fatto notare che per capire come stanno le cose l'Associazione ha presentato una richiesta di accesso agli atti ma non ha mai ricevuto risposta dal Provveditorato.
I problemi di chi lavora in mare sono legati non solo ai pagamenti che incombono ma anche al fatto che per il 2013 non ci sono, al momento, le condizioni per accedere alla Cassa integrazione guadagni.
Ci sono poi 60 famiglie che non hanno ancora percepito la Cig per il 2012. A breve, inoltre, si attende un'altra "tegola", cioe' il fermo pesca estivo che la marineria di Pescara vuole evitare, non lavorando dal mese di luglio dell'anno scorso.
Al centro degli attacchi dell'Associazione anche il presidente della Regione Gianni Chiodi per le mancate risposte ad una serie di richieste avanzate dagli armatori in vista del ritorno in mare. Grosso ha confermato che si pensa ad una manifestazione di protesta clamorosa.
Le cose vanno così e nella tempesta fioccano nuove promesse ma nessun documento.