POLITICA

Abruzzo/ Montesilvano. ‘Nduccio assessore alla cultura. Fuori Aliano, Iovine e Di Nicola

Domani l’annuncio ufficiale: si cambia passo?

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5985

Abruzzo/ Montesilvano. ‘Nduccio assessore alla cultura. Fuori Aliano, Iovine e Di Nicola




MONTESILVANO. L’ufficialità arriverà solo domani mattina ma ormai la nuova squadra del sindaco è stata ricomposta.
Tre assessori non saranno riconfermati dopo l’azzeramento della giunta di 14 giorni fa. Fuori Anthony Aliano, ormai sempre più distante dal primo cittadino e trasformatosi in grande accusatore. Nei giorni scorsi è stato in procura per denunciare un presunto illecito penale «imputabile al sindaco e non solo, relativo al verbale di giunta di alcune delibere».
Mancata riconferma anche per Vittorio Iovine (Sel) e Stefania Di Nicola (Idv). Tra i nuovi ingressi, invece, spicca il nome di Germano D’Aurelio, meglio conosciuto come ‘Nduccio. Sarà lui a prendere le deleghe al turismo, ai grandi eventi, agli spettacoli ed alla cultura.
Il nome di ‘Nduccio è stato proposto nei giorni scorsi al sindaco che ha accolto con entusiasmo questa possibilità. Il comico, molto vicino al Partito Democratico, entrerebbe in quota Sel. D’Aurelio ci ha riflettuto per qualche ora e sembra pronto a ricevere l’incarico. Dunque è cosa fatta, domani sarà il nuovo assessore, dato che il sindaco non ha alcun dubbio. Inizia così la carriera politica del comico da sempre vicino al centrosinistra che si occuperà dell'organizzazione di eventi iniziando subito a pianificare strategie per la prossima estate e di cultura.


Non mancano commenti scettici come quello di Mauro Orsini di Montesilvano Futura: «dopo Grillo e Nduccio, propongo Fantozzi. Lo affermo con ironia e amarezza in quanto la mia sfortunata città, dopo anni di cattiva politica, dovrà chiedersi perché viene proposto un comico, che non è di Montesilvano, a gestire la cultura e il turismo».
Tutti gli altri assessori saranno dunque riconfermati anche se le deleghe verranno ridistribuite. Nei prossimi giorni, inoltre, il sindaco Di Mattia lascerà l’Italia dei Valori per confluire nel Partito Democratico.
Il partito di Di Pietro, come annunciato nei giorni scorsi dal consigliere regionale Carlo Costantini, è ormai arrivato al capolinea. Il rapporto tra Idv e Di Mattia si era raffreddato da un po’, il primo cittadino non sposava nemmeno il progetto di Rivoluzione Civile. Oggi il partito gli si è sgretolato sotto ai piedi e il trasloco è l’unica scelta possibile.
Intanto ieri in Commissione Statuto è tornata la discussione della delibera inerente l’introduzione della figura dell’Amministratore Unico in seno all’Azienda Speciale per il Servizi Sociali.
L’iniziativa era stata prospettata circa un mese fa dall’allora assessore Anthony Aliano per eliminare l’attuale Cda e i costi ad esso collegati in piena sintonia con quanto previsto dalla “spending review”.
La delibera, inizialmente preparata seguendo integralmente i dettami della relazione di Aliano, è stata successivamente modificata e per questo motivo bocciata.
Così come riproposta, è stata quindi portata in discussione nell’ultimo Consiglio Comunale ma dopo ampio dibattito, si è deciso unanimamente di rivisitarla in Commissione per trovare una condivisione tra maggioranza e opposizione.
Condivisione che però non c’è stata ieri mattina, tanto che l’opposizione ha definitivamente rivisto la propria iniziale e favorevole posizione davanti ad un irrigidimento della maggioranza, intenzionata a mantenere alcuni punti della delibera, propedeutici alla nomina Sindacale come Amministratore Unico dell’Azienda Speciale di Carmine D’Andreamatteo, attuale Capo di Gabinetto del Comune di Montesilvano.


Nomina che peraltro, così come predisposta la delibera, avrebbe potuto nuovamente lasciare spazio, tra qualche tempo, alla composizione di un nuovo Cda.
«La maggioranza – dice il Consigliere Comunale Pdl Ottavio De Martinis – è riuscita a stravolgere negativamente anche l’unica buona proposta portata all’attenzione del Consiglio Comunale e che come tale era stata accolta favorevolmente da tutta l’opposizione. La decisione di eliminare i costi del Cda, sostituendolo con un amministratore unico, con un incarico all’attuale Capo di Gabinetto, peraltro provvisorio, è apparsa solo una sorta di giustificazione alla spesa scellerata di 100.000 euro annui fatta dal sindaco per l’inutile nomina di Carmine D’Andreamatteo e un modo per dare in modo indolore il benservito agli attuali componenti del Consiglio d’Amministrazione da sostituire, tra qualche tempo, con elementi vicini a qualche Consigliere che da mesi reclamano una qualche poltrona». Il Pdl si dice pronto a votare favorevolmente, una riduzione da 5 a 3 membri del Consiglio d’Amministrazione, riduzione proposta ieri da De Martinis durante i lavori della Commissione.

PAVONE PENSA DI LASCIARE LA PRESIDENZA COMMISSIONE STATUTO
Massimiliano Pavone, presidente della Commissione Statuto non ci sta e esprime tutto il suo disappunto «per il  dietro-front di alcuni componenti della minoranza su un tema, prima sostenuto e poi contrastato». 
«A questo punto», ha detto Pavone, «visto quanto accaduto, l’idea dell’amministratore unico credo sia da congelare, e penso inoltre che sottoporrò al sindaco ed ai colleghi della maggioranza, l’ipotesi di lasciare lo Statuto invariato e continuare ad avere il Consiglio di Amministrazione quale organo di gestione dell'Azienda, se del caso, azzerando quello attuale e provvedendo ad un suo rinnovo totale». 
Pavone mette in dubbio anche la  sua permanenza come presidente della commissione. «Ho l’onore e l’onere  di essere a capo di una commissione, quella statuto e regolamenti, dove  a mio giudizio non dovrebbero esserci posizioni pregiudiziali ma  piuttosto posizioni condivise. Le regole non possono essere regole della  sola maggioranza ma ancor meno possono e debbono essere quelle della minoranza, che da un pò sembra pretendere, per condividere i provvedimenti, che l'intera Commissione sia d'accordo con le loro richieste. Non nascondo che ho un’amarezza tale che sto valutando l’ipotesi delle dimissioni da presidente della commissione».
PAVONE PENSA DI LASCIARE LA PRESIDENZA COMMISSIONE STATUTO

Massimiliano Pavone, presidente della Commissione Statuto non ci sta e esprime tutto il suo disappunto «per il  dietro-front di alcuni componenti della minoranza su un tema, prima sostenuto e poi contrastato». «A questo punto», ha detto Pavone, «visto quanto accaduto, l’idea dell’amministratore unico credo sia da congelare, e penso inoltre che sottoporrò al sindaco ed ai colleghi della maggioranza, l’ipotesi di lasciare lo Statuto invariato e continuare ad avere il Consiglio di Amministrazione quale organo di gestione dell'Azienda, se del caso, azzerando quello attuale e provvedendo ad un suo rinnovo totale». Pavone mette in dubbio anche la  sua permanenza come presidente della commissione. «Ho l’onore e l’onere  di essere a capo di una commissione, quella statuto e regolamenti, dove  a mio giudizio non dovrebbero esserci posizioni pregiudiziali ma  piuttosto posizioni condivise. Le regole non possono essere regole della  sola maggioranza ma ancor meno possono e debbono essere quelle della minoranza, che da un pò sembra pretendere, per condividere i provvedimenti, che l'intera Commissione sia d'accordo con le loro richieste. Non nascondo che ho un’amarezza tale che sto valutando l’ipotesi delle dimissioni da presidente della commissione».

Alessandra Lotti