IL PORTO DELLE RABBIE

Abruzzo/Il dragaggio non parte nemmeno oggi. Improta: «è colpa dell’Arta»

Amicone smentisce ma il sottosegretario insiste

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Abruzzo/Il dragaggio non parte nemmeno oggi. Improta: «è colpa dell’Arta»

Mario Amicone


PESCARA. Il giorno tanto atteso per l’avvio del dragaggio è arrivato. Ma dei lavori nemmeno l’ombra.
Perché? «Ad oggi, l'unico ostacolo all'inizio dei lavori è rappresentato dal fatto che l'Arta Abruzzo non ha ancora reso disponibili le contro-analisi sulle risultanze svolte dal laboratorio accreditato di fiducia dell'impresa appaltatrice».
Lo ha spiegato in merito ai ritardi nell'avvio dei lavori di dragaggio del Porto di Pescara il sottosegretario alle Infrastrutture, Guido Improta, rispondendo ad una lettera di un "cassintegrato pescarese", che lavorava nello scalo del capoluogo adriatico.
L'operatore portuale, Alessandro D'Emilio, ha scritto un'e-mail ad Improta oggi, nel giorno in cui, stando a quanto annunciato dal sottosegretario lo scorso 6 marzo a Pescara, sarebbero dovuti partire concretamente i lavori.

«Faccio parte di quella fetta di sventurati che oggi si trova nella condizione di non avere più un lavoro - scrive il cassintegrato -, di non avere più certezze e che vive quotidianamente con l'illusione che qualcosa di positivo possa realmente accadere. Anche se questa illusione scema con il passare delle settimane». «Vorremmo sapere, senza più prese in giro, cosa dobbiamo fare del nostro futuro - aggiunge -. Io vorrei sapere se ho ancora garantito il mio posto di lavoro o se, da oggi, dovrò cercare una nuova occupazione. Semplicemente questo. Non si può più andare avanti, di tre mesi in tre mesi, ad aspettare l'evento che poi verrà sistematicamente disatteso. E soprattutto senza alcuna garanzia assistenziale, visto che anche la Cig in deroga pare non venga più garantita per i prossimi mesi».
Sottolineando che l'Agenzia regionale per la tutela ambientale non ha ancora reso disponibili le contro-analisi, Improta risponde tempestivamente affermando che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha già sollecitato il direttore dell'Arta, Mario Amicone, «affinché possa quanto prima concludere le attività di sua competenza. Mi sto occupando con serietà e dedizione di questa emergenza - scrive -, perché penso che questo Paese possa uscire dalla crisi con un rinnovato senso di responsabilità da parte di tutti».

«Il cronoprogramma che ho annunciato in occasione della mia ultima visita è stato rispettato per quanto riguarda i passaggi di competenza del Ministero e del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Non appena l'Arta ci avrà fornito i dati necessari per operare nel rispetto della legge, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia ambientale, la Sidra non avrà motivo di sottrarsi agli impegni che ha contratto in sede di gara e, di conseguenza - conclude Improta -, avvierà senza indugio le attività di dragaggio».

MA AMICONE SMENTISCE
Le contro-analisi dell’ Arta sono pronte, replica però il direttore generale dell'Arta, Mario Amicone che respinge così qualsiasi responsabilità sull'avvio dei lavori di dragaggio. «I risultati sono sostanzialmente buoni e, pur in presenza di differenze, siamo nella tolleranza prevista dalla legge. Con queste analisi e con la compatibilità registrata dai valori - aggiunge - il dragaggio potrebbe iniziare se non fosse per l'impermeabilizzazione della vasca di colmata, non ancora completata e l'autorizzazione del comitato Via della Regione per conferire in discarica il materiale trattato, operativo per legge 45 giorni dopo la pubblicazione sul Bura».
Per le analisi, spiega Amicone, manca solo la relazione finale che arriverà «lunedì prossimo». E quel giorno «consegneremo tutta la documentazione al presidente della Regione Chiodi e al Provveditorato delle Opere Pubbliche».

«Se il dragaggio non è ancora partito», ha detto ancora Amicone, «é perché la vasca di colmata, che deve ricevere una parte di materiale dragato, non è stata ancora completamente impermeabilizzata e poi perché per il conferimento in discarica del materiale trattato bisogna attendere l'autorizzazione del comitato Via della Regione Abruzzo che, per legge, diventa operativo 45 giorni dopo la pubblicazione sul Bura, avvenuta lo scorso 6 marzo».
«Per questo - ha concluso il direttore generale dell'Arta Amicone - quando qualcuno dice che ci sono ritardi nel dragaggio per colpa dell'Arta, dice palesemente una cosa non vera».

IMPROTA RINCARA LA DOSE
«Invitiamo il direttore Amicone a limitarsi ai fatti e alle sue responsabilità: il risultato delle analisi che deve svolgere l'Arta per conto della Regione Abruzzo lo avremo solo lunedì 8». E' quanto replica l'ufficio stampa del Sottosegretario Guido Improta alle dichiarazioni del direttore dell’Arta.

VENERDI’ INCONTRO TRA MARINERIA E ISTITUZIONI
Il prefetto Vincenzo D'Antuono ha annunciato le ultime novita' ai componenti della commissione consiliare di Vigilanza della Provincia di Pescara e ha chiarito che nella giornata di lunedi' si attendono le controanalisi dell'Arta, da confrontare con quelle promosse dalla ditta incaricata di eseguire i lavori. Una volta superato questo passaggio la situazione dovrebbe sbloccarsi. La commissione, che oggi ha partecipato all'incontro con il prefetto, ha deciso di riunirsi nuovamente lunedi', alle 12.30, per appurare se ci sono stati sviluppi e decidere, di conseguenza, se intraprendere eventuali azioni di protesta cosi' come era stato proposto nei giorni scorsi. Si e' pensato, tra l'altro, di occupare la sala commissioni o la sala consiliare della Provincia o di intraprendere altre azioni eclatanti. Per domani alle 15.30, nella sala Tinozzi della Provincia, e' atteso un incontro, promosso dall'Associazione Armatori Pescara, con tutti i rappresentanti delle istituzioni. In quella sede la marineria vuole avere risposte chiare e puntuali sul dragaggio, il cui avvio era stato annunciato dal ministero per la giornata di ieri. Non sembrano esserci piu' le condizioni per mediare: la marineria annuncia infatti di voler nuovamente occupare l'asse attrezzato, come avvenuto in passato, e di volersi rivolgere alla Procura della Repubblica. Nell'invito alle istituzioni e agli altri operatori portuali l'associazione mette in risalto «il crescente malcontento della categoria» e la volonta' di evitare «eclatanti manifestazioni di protesta»