ANNIVERSARIO

Abruzzo/Terremoto L’Aquila, Chiodi: «ok a minuto di silenzio ma qui serve subito 1 miliardo di euro»

Sindaco Cialente pronto a protesta clamorosa

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Abruzzo/Terremoto L’Aquila, Chiodi: «ok a minuto di silenzio ma qui serve subito 1 miliardo di euro»




L’AQUILA. «Fa ovviamente piacere il minuto di silenzio che il Senato ha tributato oggi al terremoto dell'Abruzzo, ma dalle istituzioni nazionali ci aspettiamo anche gesti concreti».
Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, già Commissario straordinario alla ricostruzione per il sisma de L'Aquila, ha commentato il momento di raccoglimento di ieri.
Chiodi si rivolge in particolare dal governo Monti, «che ad un anno e mezzo dal suo insediamento ancora non ha stanziato un euro per i cittadini d'Abruzzo. Prima di decadere, Monti prenda coraggio e lasci un segno concreto, stanziando il miliardo di euro indispensabile per proseguire con la ricostruzione».
Sulla stessa linea anche il sindaco Massimo Cialente che alla vigilia delle commemorazioni delle 309 vittime della tragico sisma che ha messo in ginocchio la città e il suo circondario, il primo cittadino lancia "un grido disperato" e minaccia una clamorosa protesta per via della mancanza di fondi che mette a rischio la cosiddetta ricostruzione pesante, a partire dal centro storico. 


«Posto che il 6 aprile è una data tristissima, di terremoto, di lutto, di commemorazione delle vittime, viviamo l'anniversario più difficile perché coincide con l'assoluto crollo della speranza. Con la situazione che si è creata si rischia di ammazzare definitivamente la speranza».
Per il sindaco, a distanza di quattro anni, «tutti hanno capito che abbiamo buttato via due anni, quelli del commissariamento».
«Ora - continua - ci hanno detto che è tutto è pronto per partire e non ci sono i soldi. Lo certifica il Comune dell'Aquila con il crono programma nel quale vengono riportati dati precisi: noi a giugno finiamo i soldi, quest'anno c'é un buco di 600-700 milioni di euro e non c'é nulla per il 2014 e il 2015. Mi appello a tutto il Parlamento, dal Pd al Pdl, dalla lista Monti ai grillini, affinché pensino seriamente all'Aquila. Con la parola d'onore che non spenderemo un centesimo in più di quanto stabilito».
Per il primo cittadino la mancanza di fondi per la ricostruzione «nasce dal peccato originale rappresentato dal fatto che non si è voluta mettere la tassa di scopo, della quale Berlusconi non ha voluto sapere nulla».


Dall’altra parte «il piano di ricostruzione è stato un contratto, un patto firmato con il governo, ci sono voluti oltre sei mesi di lavoro e sono state fatte continue verifiche sul fatto il nostro preventivo era giusto. C'é una intesa non possono darci di meno», ha continuato Cialente, il quale ha sottolineato che durante il commissariamento «si spendevano 3 milioni e 600mila euro al mese, una volta passata la competenza al Comune si è sceso a un milione e 600 mila, L'Aquila sta più attenta».
Il sindaco è molto preoccupato per lo spopolamento della città, a suo avviso già cominciato: «Ci sono segnali molto preoccupanti: il clima di scoramento, di sfiducia, di rabbia purtroppo sta coinvolgendo sempre più persone, soprattutto i giovani, che stanno cominciando ad arrendersi e ad andare via. Vivere all'Aquila è troppo difficile, posso chiedere alla gente il sacrificio di crederci e di avere fiducia, solo se possiamo vedere parte del centro storico e delle frazioni ricostruite entro il 2015, se invece dirò che si finirà per il 2024 tutti andranno via e L'Aquila nel 2018 farà 35-40mila abitanti. Le avvisaglie già ci sono: nell'ultimo anno abbiamo perso già 3500 persone». Per Cialente, c'é una sola via d'uscita: «il governo o il Parlamento subito deve stanziare quattro-cinque miliardi per il cratere con il meccanismo della Cassa depositi e Prestiti, così nel 2013 e nel 2014 si avvia la ricostruzione».