CITTA' SANT'ANGELO

Piano di Sacco, «sotto assedio. Intervenga la Regione»

Denuncia dei comitati cittadini

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Piano di Sacco, «sotto assedio. Intervenga la Regione»

La zona della discarica




PESCARA. La zona industriale Piano di Sacco «sotto assedio».
L’associazione ‘Sos territorio’ di Elice, il comitato ‘La Nostra Terra’ di Città Sant’Angelo e l’associazione ‘Ripamare’ di Colelcorvino chiedono alla Regione di intervenire.
In un lungo documento (inviato per conoscenza anche alla Procura di Pescara e al prefetto per gli accertamenti del caso) si mettono nero su bianco le perplessità dei progetti che interessano l’area: dalla piattaforma per il trattamento e il recupero dei sedimenti di dragaggio fluviali (la Regione ha dato il via libera), al gassificatore di Terra Verde (la società ha avuto il via libera).
E poi ancora c’è la Riab che vuole aprire una piattaforma di stoccaggio per materiali ferrosi e rifiuti speciali pericolosi e non, il rinnovo della Energy per la realizzazione di una centrale a biomassa da 1 megawatt, fino alla piattaforma ecocentro della Linda per il recupero e trattamento dei rifiuti urbani.
Nella stessa aera c’è una vasta zona (60 ettari) indicata idonea per la realizzazione di una discarica, così come riportato nel piano provinciale della gestione dei rifiuti della Provincia di Pescara.
Le popolazioni della vallata avendo appreso a cose fatto quanto sta accadendo è allarmata per gli effetti che produrranno sulla propria salute i vari progetti e si sono costituiti in associazioni. 


«L’alta concentrazione di attività che ruotano intorno ai rifiuti con tutti gli interessi che ne derivano, grazie al colpevole silenzio delle istituzioni», denunciano i cittadini, «destano sospetto e preoccupazione per la possibilità di eventuali infiltrazioni criminali».
«Nella zona sono stati in parte abbattuti gli argini del fosso dell’Odio e mai ripristinati», denunciano le associazioni, «è stato alterato il deflusso naturale delle acque e variata la zona di esondazione riportata nelle mappe». Da sempre le acque del fiume Fino vengono captate e utilizzare dagli agricoltori di tutta la vallata per irrigare i campi e «gli insediamenti previsti andranno a sconvolgere l’equilibrio fluviale di tutto l’ecosistema».
I cittadino sono allarmati per l’«aumento spaventoso del flusso dei veicoli pesanti» su una strada provinciale già fortemente inadeguata rispetto al traffico esistente e che collega tutti i comuni (da Arsita a Montesilvano). Per questo chiedono alla Regione di fornire tutta la documentazione e agli amministratori di dare la loro contrarietà e «tali scellerati progetti». Sperano, invece, che si favorisca la nascita di iniziative di attività connesse al settore agroalimentare.