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Abruzzo/Villa Pini: slitta di una settimana il sì all’offerta di Petruzzi

Lunedì la decisione finale sui 14 mln da mettere a base d’asta

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Abruzzo/Villa Pini: slitta di una settimana il sì all’offerta di Petruzzi

Nicola Valletta

 


CHIETI. Ancora una settimana di passione per Villa Pini: slitta, infatti, all'8 aprile la decisione del Comitato dei creditori e del giudice fallimentare sulla congruità dell’offerta irrevocabile di acquisto da 14 mln presentata giovedì sera da Nicola Petruzzi.

Fatte le opportune valutazioni e sentiti i creditori, lunedì 8 aprile il Giudice delegato Nicola Valletta, il curatore avvocato Giuseppina Ivone e i tre rappresentanti del Comitato torneranno a riunirsi in conclave nell’auletta di Via Arniense e questa volta sarà fumata bianca (per il sì) o fumata nera (per il no), ma senza appello o rinvii. Almeno così sperano i dipendenti in servizio e quelli ancora in cassa integrazione, il cui destino è sicuramente legato alla vendita della clinica, anche se il problema del pagamento della cassa integrazione e del numero degli eventuali esuberi (legato alla politica regionale) comincia a preoccupare di più gli stessi dipendenti ed i sindacati. L’incontro di stamattina nella sede staccata del Tribunale a Via Arniense ha visto la partecipazione al completo di tutti gli organi della procedura fallimentare ed è iniziato addirittura prima dell’orario di convocazione che era per le 12. Alla spicciolata ed in anticipo sono giunti da Roma il curatore con il suo braccio destro Roberto Falcone, poi raggiunti da Francesco Cancelli. Quindi in sequenza sono arrivati Sabrina Cavallucci (rappresentante dei creditori-dipendenti), l’avvocato Michele Ranchino (Unicredit, per le banche) e Marco Di Marco (Sorin, per i fornitori), il giudice era già in sede e la riunione è iniziata verso le 11,15 ed è terminata alle 12,30.

L’OFFERTA DI PETRUZZI

Il tempo di sottoscrivere il verbale e poi lo “sciogliete le righe”, mentre al termine dell’incontro si sono affacciati anche gli avvocati di Petruzzi per conoscere l’esito della riunione. In sostanza la valutazione che ora è al centro del dibattito interno dei creditori è sul rapporto costo/beneficio di questa offerta di 14 mln, avanzata dalla società Seagull, il cui titolare è Nicola Petruzzi e che è la società che controlla il Policlinico Abano Terme. Si può accettare e porre questa offerta a base della prossima asta? Da quello che si è capito, vendere a 14 o a 16 mln (questo sarebbe il prezzo “normalmente” ribassato del 20% della prossima asta) non ha un grosso impatto sul passivo di Villa Pini che è superiore ai 400 mln.

Come dire che vendere così o anche a prezzo maggiorato non risolve il problema dei creditori per i quali la massa attiva da “dividersi” sarebbe comunque insufficiente a coprire tutti i crediti. Inoltre anche la scelta di far continuare la gestione al Policlinico Abano Terme (intanto per il mese di aprile e poi eventualmente in caso di asta fino a giugno, con un canone di 60 mila euro mensili) dimostra che l’interesse dei creditori e dell’esercizio provvisorio è quello di rivalutare e di assecondare il processo di rilancio della clinica.

Infatti l’attività sarebbe stata bruscamente ed inutilmente interrotta da una retrocessione di Petruzzi, dall’avvio della gestione diretta dell’esercizio provvisorio e da un’eventuale altra retrocessione a favore di un nuovo o vecchio acquirente. Di qui la pausa di riflessione, condivisa anche dal giudice delegato. Il che dimostra il senso di responsabilità di tutti i protagonisti della vicenda. Lunedì infatti in sostanza si tratterà non tanto di esprimere un gradimento o meno all’offerta di Petruzzi ma di approvare la modifica del programma di liquidazione predisposto dal curatore. E come tutte la altre tappe della procedura, anche stavolta le decisioni dovranno essere collegiali e motivate.

Sebastiano Calella