IL FATTO

Giunta Regione Abruzzo, la dirigente indagata a capo dell’ufficio stampa

Non è giornalista, insorgono Assostampa e odg

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3706

Vanna Andreola

Vanna Andreola




L’AQUILA. Arrestata a gennaio 2012 è stata nominata nei giorni scorsi dirigente della struttura speciale di supporto stampa della Giunta regionale.
Nuova bufera su Vanna Andreola, la dirigente regionale finita agli arresti domiciliari un anno fa nell'ambito dell'operazione Caligola condotta dalla polizia di Pescara con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici, occultamento di atto pubblico.
La Andreola non e' iscritta all'Albo dei giornalisti e prima di questo incarico era dirigente del settore politiche internazionali. L'ufficio stampa della Regione edita anche testate giornalistiche che richiedono, per legge, la figura di un direttore responsabile iscritto all'albo. Andreola prende il posto di Gianluca Caruso, dirigente del personale, anch'egli non iscritto all'Albo, che aveva avuto un nomina ad interim.
Sia l'Ordine dei Giornalisti che l'Assostampa avevano pertanto diffidato la Giunta regionale al rispetto della legge. Vanna Andreola e' stata nominata dalla Giunta regionale presieduta dal vice presidente Alfredo Castiglione con un provvedimento "fuori sacco".
Andreola, nel gennaio dello scorso anno, era rimasta coinvolta in un'inchiesta della Procura aquilana e fu anche arrestata con altre sei persone. L'accusa era quella di una presunta distrazione di fondi del progetto per l'affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliero Ipa Adriatico 2007-2013 pubblicato il 28 dicembre 2010 dall'Oics, ente in house delle regioni e province autonome italiane. La Andreola, aveva scritto il gip Marco Billi nell’ordinanza di custodia cautelare «ha asservito la propria funzione ad interessi privati». Al marito verrà affidato un contratto di collaborazione «fittizio» con la società Welfere Net srl, (costruita appositamente per Lamberto Quarta ed utilizzata per dispensare, sotto forma di contratti e consulenze, dazioni corruttive) «per contropartita per le attività illecite prestate dalla moglie come funzionario regionale».


Nell'ambito della stessa inchiesta il vice presidente Castiglione, poi uscito dall'indagine, era stato accusato di corruzione.
La Regione nei giorni scorsi avrebbe proceduto alla nomina per evitare il rischio di contenzioso con la dirigente e di dover rispondere di danno erariale; infatti, Andreola più volte aveva sollecitato con note ufficiali l'amministrazione regionale circa l'assegnazione di un servizio essendo senza incarico e non avendo la possibilità di lavorare.
Sia l'Ordine dei Giornalisti che l'Assostampa sono insorti. «Errare humanum est, perseverare diabolicum», commentano il segretario del Sindacato dei giornalisti abruzzesi, Franco Farias, e il presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta. «La Giunta regionale dopo aver nominato nell'agosto scorso come responsabile il dirigente Gianluca Caruso, non iscritto all'Ordine dei giornalisti come prescrive la legge, persevera nell'errore. Senza tener conto della diffida inviata nel dicembre scorso la Giunta ha provveduto a nominare un nuovo responsabile, la dottoressa Giovanna Andreola, che non e' iscritta all'Ordine dei giornalisti. E' un provvedimento di una gravita' inaudita che irragionevolmente non tiene conto delle professionalita' presenti nell'ufficio stampa della Giunta regionale». Per il Sindaco e l'Ordine «si persevera nella violazione della legge. Sia la normativa regionale (legge n. 22 del 14 marzo 1975 art. 5) sia la normativa nazionale (legge 150 del 2000 art. 3) richiedono come requisito necessario e imprescindibile per la nomina a direttore dell'ufficio stampa l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti».


Il Sindacato e l'Ordine nello stigmatizzare l'atteggiamento della Giunta regionale e dopo aver chiesto inutilmente il rispetto della legge con formale diffida - concludono Farias e Pallotta -«non potranno che agire di conseguenza per la grave e reiterata violazione»
5euronetti, la Rete dei freelance e precari dell’informazione abruzzese, esprime «sconcerto e indignazione» per la nomina. «Bando al merito!», afferma il coordinamento abruzzese dei giornalisti precari autorganizzati, che parla di una «scelta che umilia le professionalità di centinaia di professionisti e pubblicisti che operano sul territorio regionale. Evidentemente, - sostengono i giornalisti di 5EURONETTI -, le competenze e le capacità, insieme a storie e percorsi professionali al di sopra di ogni sospetto, non sono requisiti considerati indispensabili e necessari dalla Regione».
«La nomina extra-moenia della Andreola non mi meraviglia, abituato come sono alla sfrontatezza di certo modo di interpretare la Norma», commenta invece Giancarlo Zappacosta, «ma mi scandalizza per la improntitudine e lo sprezzo delle regole basilari di convivenza in un ambito abbastanza trasparente quale è quello regionale. Invero, tutti sanno che l'unico Dirigente in possesso dell'iscrizione all'ordine dei giornalisti dal 15 maggio 1991, numero di tessera 65272, è lo scrivente che, in ossequio alla normativa vigente, è il solo "interno" a poter ricoprire l'incarico in oggetto. Non ignoro che la politica italiana è fatta di mazzette e mezze calzette e non mi sono finora peritato di rigirare il dito in piaghe purulente, ma qualora dovesse darsi corso alla nomina della collega, priva dei requisiti di legge, mi vedrò costretto ad interessare la Procura della Repubblica, evidenziando nella nomina cospicui profili di rilevanza penale».

LA MARCIA INDIETRO DI CASTIGLIONE
E dopo le polemiche Castiglione pensa alla marcia indietro: «ho semplicemente presieduto la riunione di Giunta che, su proposta dell’assessore al personale Federica Carpineta, illustrata dal collega Angelo Di Paolo, ha nominato la dottoressa Vanna Andreola a Dirigente della struttura speciale di supporto stampa della Giunta regionale», spiega il vice presidente della Giunta Abruzzo con Delega allo Sviluppo Economico.
«Non ero a conoscenza- spiega Castiglione- che la stessa mancasse della professionalità acquisita richiesta per quell’incarico, in modo particolare del requisito essenziale dell’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, come previsto dalla legge sugli uffici stampa: la 150/2000. Proporrò, nella prima seduta utile, il ritiro della delibera di nomina».