OPERE E PROTESTE

Abruzzo/Elettrodotto Villanova-Gissi, anche i cittadini ricorrono contro il decreto

«Meritava attenzione maggiore da parte della popolazione»

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PESCARA. Lunedì scorso sono scaduti i termini per il ricorso contro il Decreto che autorizza l’Elettrodotto in doppia terna a 389 kV Villanova- Gissi.
Il procedimento è stato avviato due anni fa presso il Ministero dello Sviluppo Economico e l’elettrodotto è considerato fra le opere strategiche d’interesse nazionale per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, come Ombrina.
Non sono solo i sindaci di Lanciano, Castel Frentano e Paglieta ad avere presentato ricorso al Tar del Lazio. Su iniziativa del coordinamento del C.A.S.T. (Comitato Ambiente Salute e Territorio), una quarantina di cittadini ha impugnato dinanzi al giudice amministrativo il decreto, dando mandato a due legali (Barbara Antonucci e Ilenia Carinci), che hanno eccepito altri vizi rispetto a quelli denunciati dai comuni.
I legali dei cittadini hanno ravvisato l'illegittimità del decreto non solo nella mancata concertazione del percorso, ma anche in ulteriori «violazioni di legge, difetti di istruttoria e travisamento dei fatti nel corso del procedimento amministrativo».
Le spese del ricorso dei privati e del Comitato saranno sostenute, oltre che grazie a contributi dei ricorrenti, anche grazie ad una raccolta fondi, che è iniziata appena c’è stata l’intenzione di impugnare l’atto.
Il Cast sostiene che l’elettrodotto Villanova- Gissi è una questione energetica «“figlia di un Dio minore”», spiega la presidente Antonella La Morgia, «e avrebbe meritato attenzione maggiore da parte dei cittadini, dei media, e delle istituzioni. La maggior parte dei comuni interessati, voltando le spalle alle comunità che subiranno l’opera e sottoscrivendo accordi separati con la società, ha sottovalutato il sacrificio del territorio e il danno ambientale. La mancanza di concertazione originaria sul tracciato non può considerarsi sanata da questi accordi».

Il Cast, inoltre, denuncia il comportamento della Regione: «è stata la prima assente in merito all’esame delle criticità dell’elettrodotto. La Regione, infatti, ha evitato di riunire tavoli di confronto tecnico sulle problematiche e criticità sollevate, malgrado la richiesta in tal senso proveniente da più parti, cittadini ed enti. Inoltre, non ha espresso il parere prima della VIA, né l’ha reso dopo, come tardivamente su Ombrina2. Ha poi concesso l’intesa con una delibera di giunta il giorno prima della Conferenza di servizi e senza presentarsi a questa importante convocazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico».

Il Comitato sarà presente il 7 aprile a San Vito, alla manifestazione promossa da Zona 22, per ribadire che «se si promuove la scelta delle rinnovabili non vi è spazio per reti che rappresentano il passato energetico piuttosto che il futuro. Questo elettrodotto è legato soltanto all’energia prodotta da centrali a combustione fossile. Non bisogna cadere nel luogo comune secondo cui “l’energia da qualche parte deve pur passare”. L’energia è sostenibile solo se riferita anche alle reti di trasporto, e non solo alla sua fonte di produzione».