LE CARTE DELL'INCHIESTA

Abruzzo/Dragaggio porto. Così Nicolaj pagò la mazzetta: «questa è per te, pensaci tu a noi»

Le conversazioni intercettate dagli inquirenti

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Abruzzo/Dragaggio porto. Così Nicolaj pagò la mazzetta: «questa è per te, pensaci tu a noi»




PESCARA. Il 2011è l’anno nefasto per il dragaggio del porto di Pescara.
Verso la metà del 2010 erano iniziate le procedure «in somma urgenza» (!) e verso i primi mesi dell’anno successivo c’era già stato qualche sequestro da parte della magistratura che aveva messo in difficoltà la ditta che si era aggiudicata il primo lotto di lavori, la ditta Nicolaj, che ha dovuto fare i conti con costi maggiori per lo smaltimento dei fanghi.
Poi il 23 marzo 2011 la stazione appaltante aveva consegnato alla stessa ditta in affidamento diretto il secondo lotto, per via dell’urgenza, per un quantitativo pari a 7000 m³ ma l’idea era quella di far dragare altri 10.000 m³ per un importo totale di 1.800.000 euro.
Dalle carte delle indagini emerge chiaramente dunque la necessità da parte dell’impresa di individuare un sito idoneo per il conferimento sia del fango residuo già asportato e dell’ulteriore quantitativo da dragare vista anche l’impossibilità di utilizzare i mezzi e il sito della ditta Europiemme srl sequestrato dai Noe per illecito smaltimento dei rifiuti.
Sono settimane convulse in cui anche pubblicamente emerge l’impossibilità di continuare i lavori per una serie di problemi “imprevisti” e lo scontro tra istituzioni.
Il giorno chiave e il 23 maggio 2011 quando a Roma, al Ministero, c’è un tavolo al quale partecipano tutti gli enti coinvolti, tra cui la Capitaneria di porto ed il Provveditore alle opere pubbliche, Donato Carlea.
I carabinieri del Noe, guidati dal comandante Florindo Basilico, però hanno i telefoni sotto controllo e riescono ad accertare che in quella stessa giornata gli imprenditori Galileo e Luca Nicolaj effettuarono una dazioni di denaro a Luigi Minenza, pubblico ufficiale e progettista del Provveditorato.
I due imprenditori furono anche interrogati dai pm Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli ma si avvalsero della facoltà di non rispondere circa le contestazioni che i pubblici ministeri avanzarono loro già mesi fa.
L’esame delle conversazioni telefoniche ha consentito di ricostruire l’episodio della dazioni di denaro in occasione di un incontro presso il casello autostradale di Avezzano durante il viaggio di andata verso Roma.

LA BIUSTARELLA CON 2MILA EURO: DARL SOLO AD UNO?
Il denaro sarebbe stato consegnato proprio nell’area di servizio o nei pressi del casello di Avezzano, nell’auto in cui Minenza era da solo pur se seguito a poca distanza da Dario Compagnone, altro geometra progettista dei lavori di dragaggio.
La dazione viene di fatto ricostruita attraverso i racconti intercettati dai carabinieri, sia in ambientale nell’auto degli imprenditori Nicolaj che stanno andando a Roma, e sia dai telefoni in quella stessa giornata.
Gli imprenditori Luca e Galileo sono nella loro Audi A3 e il figlio parla con il padre e gli chiede cosa vuole fare «con questa». Il padre risponde che vorrebbe «darla solo ad uno oppure in alternativa fare mille a uno e mille all’altro».
Galileo risponde che secondo lui sarebbe stato meglio darla solo ad uno e dire che è dovuto «al fatto che non sa quale è il rapporto con Compagnone». Per la procura antimafia dell’Aquila i due imprenditori parlano di una busta che hanno in mano con all’interno 2000 euro.

Galileo: «Ma senti che gli…, che gli dici mò…, con questa?»
Luca: «‘toh questa è per te… mò pensaci tu a noi…, perché questa è una banda di matti…’ mò mi dispiace pe… o sennò gliela vogliamo dare a tutti e due, è 2000… mille per uno»
Galileo: «no, no, no…, dalla a lui… dalla… dalla a lui… digli, guarda, tu mo’ non so i tuoi rapporti co Compagnoni…, mo… se glielo vuoi dì…, non glielo vuoi dì… Ci devi risolvere ste… sta banda di matti…, qua… sennò andiamo…, si rischia… (…) Ma mo ci parlo io co… Compagnoni… Lo prendo da parte… Glielo dico… Compagno qua…»

Un’ora dopo tale conversazione di Nicolaj sempre all’interno della loro vettura commentano l’avvenuta dazione ed in particolare il fatto che Minenza si era preoccupato ci potesse essere qualche telecamera a riprendere l’accaduto (la presunta dazione).
Da tale conversazione si apprende che gli imprenditori stavano viaggiando verso Roma presso gli uffici del Provveditorato alle opere marittime, procedendo insieme alle altre due autovetture: una con Minenza e l’altra con Dario Compagnone.

«MINENZA STA A CONTA’ LI SULD»
Galileo: «eh ma mi si era accordato»
Luca: «eh ho capito…»
Galileo: «coso Minenza … poi stavano arrivando altre macchine, e ho detto… mo prima che combiniamo casini…»
Luca: «no, no… mannaggia … Ma perché… dopo quann s’a arpijata (dopo quando se l’è presa ndr, sottinteso la bustarella) mi ha detto… Ma che ci sta qualche telecamera qua» (risata)
Galileo: «ma che ha detto, glielo dice a coso? Che gli hai detto tu?»
Luca: «ma figurati…, ma perché questo non ci serviva, perché… so dett… Guarda l’unica cosa che posso fa’… mo questo è come se ci fossimo preso un caffè… ma cazzo tu c’ha da levà (ci devi togliere ndr) da questo impiccio… Ma che sei matto, ma che siamo coglioni, questa è il solito fatto… che è meglio trattare con un delinquente e non con uno stupido… quello stupido non sai dove vai a parare… Capito? Ho detto questo… Abbiamo una frega di tempo… pe sto rientro… quello mò sicuro (sottinteso Minenza ndr)… Caccia dalla tasca conta…»

Poi i due, Luca e Galileo, si lamentano del fatto che le due auto con dentro Minenza e Compagnoni sono dietro di loro e non si vedono più, e Galileo giustifica il ritardo del primo poichè starebbe a contare (la mazzetta). E ridono ancora.

IL GPS CONFERMA LA SOSTA
I carabinieri hanno poi espletato ulteriori verifiche sul Gps dell’auto dei Nicolaj scoprendo che quel giorno la vettura partita da Pescara alle 13:50 era giunta a Roma nei pressi del piazzale del Provveditorato alle opere marittime alle 16:13. Le tracce del Gps parlano chiaro anche sulle due soste effettuate durante il viaggio per complessivi 18 minuti nella zona di Avezzano nei pressi del casello autostradale tra le 14:41 e le 14:59.
E che il pubblico ufficiale abbia ricevuto i soldi i carabinieri lo desumono sempre da un’altra conversazione tra padre e figlio in cui si dice che «Minenza si è spartito i soldi» «perché là fanno tutti così», «là si spartiscono tutto e non se li fanno sti sgarri», riferendosi evidentemente ad altri attori con i quali hanno a che fare in quel momento nell’ambito della procedura pubblica del dragaggio e domandandosi anche se questo o quello fosse persona dedita a ricevere o meno mazzette.

MINENZA A SERVIZIO DEI NICOLAJ
Secondo la procura tuttavia una ulteriore conferma indiretta della percezione del tangente la si evince dalla cambiamento di comportamento di Minenza il quale viene costantemente sollecitato a prodigarsi per la soluzione dei problemi degli imprenditori.
Sono numerose le telefonate tra Nicolaj e Minenza dopo il giorno della presunta mazzetta e ruotano tutte intorno al problema del conferimento dei fanghi del dragaggio e sull’intervento anche della Regione Abruzzo chiedendo una intercessione presso il dirigente del settore Franco Gerardini, oppure attuando come soluzione quella del conferimento dei fanghi presso il cementificio di Pescara Sacci.
Il problema sorge perché il Noe aveva sequestrato l’impianto a cui la Nicolaj si era affidato sia della ditta belga Dec-Nv sia dela ditta di stoccaggio Euro piemme srl.

Luca Nicolaj: «ingegnere buonasera»
Luigi Minenza: «ciao come stai? Tutto bene? No?»
Luca: «sì, sì, grazie hai sentito quello che è successo?»
Luigi: «hai visto sul giornale che hanno scritto pure? No… Adesso l’Arta ha deciso che si può pure buttare a mare, ma guarda che sono deficienti questi! Ma come la magistratura gli ha aperto un’inchiesta lì al porto turistico perché gli ha detto era… valido per il ripascimento e invece non è valido… Mo li butto al mare? Ma guarda io… Non ci si crede con questi eh…»
Luca: «ma comunque adesso che decisioni pensate di prendere?»
Luigi: «guarda io ho pure scritto a Gerardini (responsabile settore rifiuti della regione Abruzzo ndr) chiedendogli se ci stanno a… ufficialmente se ci stanno altre… zone lì di recupero e niente, siamo rimasti come ieri, aspettiamo un attimo martedì..»
Luca: «ma no… tu non potresti cortesemente chiedere a Gerardini e per finire, per cercare di ultimare, ormai tanto non è una co… ci concedesse il… non è il recupero ma il conferimento a discarica?»
Luigi: «è ora ci faccio parlare Fabio un attimo… sentiamo quello che dice…»


Alessandro Biancardi