IL RICORSO

Trivelle Abruzzo, arriva il no del Tar

E M5S scova lettera di ringraziamento della Medoil

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7349

Gianluca Vacca

Gianluca Vacca

ABRUZZO. Un nuovo 'no' alle perforazioni nel mare Adriatico, a largo di Punta Penna di Vasto, è stato deciso dal Tar del Lazio

 

 

I ricorsi erano stati presentati dai comuni costieri abruzzesi di Torino di Sangro e Casalbordino, in provincia di Chieti, quindi Termoli, Campomarino, Montenero di Bisacce e la Regione Molise. In precedenza il Tar romano aveva accolto il ricorso del comune di Vasto. Il nuovo pronunciamento del Tar del Lazio, con sentenza n 3045 depositata due giorni fa, dalla Seconda Sezione Bis, conferma il diniego alla richiesta della Petroceltic Italia di effettuare perforazioni in un'area di 730 km quadri posta a 40 km a Nord-Ovest di Punta Penna e in aderenza ai territori dei comuni costieri abruzzesi di Torino di Sangro e Casalbordino e a 26 km dalle isole Tremiti. 

Il Tar ha annullato il decreto del 29 marzo 2011 emesso dai Ministeri dell'Ambiente e Beni Culturali e tutti gli atti connessi e preparatori. Il Tar ha inoltre rilevato vizi procedurali nella pubblicazione degli atti e l'omessa acquisizione del parere obbligatorio della Regione Puglia, stabilendo che, per le attività estrattive che si svolgono a distanza maggiore di quelle di rispetto, devono essere coinvolti i prospicienti territori costieri, anche insulari, e le popolazioni, attesa l'unitarietà dell'ecosistema con le potenziali e attuali interrelazioni che esso presenta. I ricorrenti avevano inoltre contestato le tecniche di indagini dei fondali ad aria compressa che potevano arrecare danni all'ecosistema marino.

LA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO AL MINISTRO 

Intanto il deputato M5S Gianluca Vacca preannuncia una interrogazione parlamentare al ministro dell' Ambiente, Corrado Clini, in merito a una lettera del giugno 2102 della società petrolifera Medoil.

 Una missiva che dovrà essere spiegata dai vertici del governo, dicono i grillini, in riferimento ad una frase criptica della società petrolifera che ad un certo punto ringrazia il ministero per «il prezioso contributo apportato da Lei» in merito «all'individuazione di una soluzione poi adottata dal Governo per mettere riparo ad una situazione insostenibile per gli operatori del settore», ovvero la riapertura delle pratiche di perforazione del pozzo di Ombrina Mare in Adriatico a largo di Vasto. La lettera è stata acquisita ieri dal M5S al ministero dell'Ambiente ed è stata spedita 5 giorni dopo l'approvazione del Decreto Sviluppo. 

«E’ molto grave», ha commentato Vacca, «che il Ministro dell’Ambiente, che dovrebbe tutelare il territorio, si adoperi per  sbloccare e portare avanti progetti di aziende petrolifere. In cosa consiste questo ‘prezioso contributo’ a cui fa riferimento la Medoil? Vogliamo sapere come sono andate le cose, Clini che rapporti ha con la Medoil e con le altre società petrolifere? Questa lettera è significativa di come il ministro tecnico abbia operato in questo anno e mezzo. Se ha prospettato iniziative alle società petrolifere invece di ascoltare i cittadini che si oppongono al progetto vuol dire che qualcosa non ha funzionato, lui non ha fatto quello che doveva fare».

Vacca ha annunciato che il Movimento 5 Stelle si riserva di «intraprendere altre azioni».

 

«A nostro avviso», ha spiegato il deputato, «siamo di fronte ad un altro esempio di politica al servizio dei poteri forti (società petrolifere) che ignora la volontà dei cittadini  e che non agisce secondo criteri di terzietà, imparzialità e indipendenza vista  l’inesistente considerazione dimostrata nei confronti dei cittadini, delle amministrazioni locali, delle associazioni e delle realtà produttive del territorio in cui ricade il progetto e considerata l’attenzione con cui il Ministro intratteneva rapporti con la Società Medoilgas Italia S.P.A. (e forse anche con altre società petrolifere)». 

 

 

Trivelle, tar, sentenza, ricorso, movimento 5 stelle, punta penna, vasto
ABRUZZO. Un nuovo 'no' alle perforazioni nel mare Adriatico, a largo di Punta Penna di Vasto, è stato deciso dal Tar del Lazio.
I ricorsi erano stati presentati dai comuni costieri abruzzesi di Torino di Sangro e Casalbordino, in provincia di Chieti, quindi Termoli, Campomarino, Montenero di Bisacce e la Regione Molise. 
In precedenza il Tar romano aveva accolto il ricorso del comune di Vasto. Il nuovo pronunciamento del Tar del Lazio, con sentenza n 3045 depositata due giorni fa, dalla Seconda Sezione Bis, conferma il diniego alla richiesta della Petroceltic Italia di effettuare perforazioni in un'area di 730 km quadri posta a 40 km a Nord-Ovest di Punta Penna e in aderenza ai territori dei comuni costieri abruzzesi di Torino di Sangro e Casalbordino e a 26 km dalle isole Tremiti. 
Il Tar ha annullato il decreto del 29 marzo 2011 emesso dai Ministeri dell'Ambiente e Beni Culturali e tutti gli atti connessi e preparatori. Il Tar ha inoltre rilevato vizi procedurali nella pubblicazione degli atti e l'omessa acquisizione del parere obbligatorio della Regione Puglia, stabilendo che, per le attività estrattive che si svolgono a distanza maggiore di quelle di rispetto, devono essere coinvolti i prospicienti territori costieri, anche insulari, e le popolazioni, attesa l'unitarietà dell'ecosistema con le potenziali e attuali interrelazioni che esso presenta. I ricorrenti avevano inoltre contestato le tecniche di indagini dei fondali ad aria compressa che potevano arrecare danni all'ecosistema marino.
Intanto il deputato M5S Gianluca Vacca preannuncia una interrogazione parlamentare al ministro dell' Ambiente, Corrado Clini, in merito a una lettera del giugno 2102 della società petrolifera Medoil.
Una missiva che dovrà essere spiegata dai vertici del governo, dicono i grillini, in riferimento ad una frase criptica della società petrolifera che ad un certo punto ringrazia il ministero per «il prezioso contributo apportato da Lei» in merito «all'individuazione di una soluzione poi adottata dal Governo», per la riapertura delle pratiche di perforazione del pozzo di Ombrina Mare in Adriatico a largo di Vasto. La lettera è stata acquisita ieri dal M5S al ministero dell'Ambiente.
 

RINGRAZIAMENTI DELLA MEDOIL A CLINI