IL PERSONAGGIO

Inchiesta dragaggio: arresti domiciliari per Taraborrelli, ecco chi è il super dirigente

Incarichi e polemiche nel suo percorso lavorativo tra le amministrazioni pubbliche

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BELLAFRONTE TARABORRELLI

taraborrelli con Capitan Ventosa




PESCARA. Ha creato scalpore al Comune di Pescara l’arresto di questa mattina di Tino Bellafronte Taraborrelli nell'ambito dell'inchiesta sull'appalto del dragaggio del porto di Pescara.
Ex super dirigente del Comune di Pescara e Montesilvano è  stato consulente per il dragaggio dell’ex commissario Guerino Testa, anche lui iscritto nel registro degli indagati. Nominato da Testa il 21 settmebre 2011 lo si è scelto perchè professionista con un lungo curriculum alle spalle e con tutti i requisiti. Compenso 26mila euro per le mansioni di supporto al Rup, incarico che era stato affidato a Emanuele Ucci, indagato anche lui nell'inchiesta della procura antimafia dell'Aquila.
Il 4 gennaio 2011 per Tino Taraborrelli è finita l'era al Comune di Pescara come dirigente del settore Lavori Pubblici per effetto della legge Brunetta che pone dei limiti nella nomina per intuitu personae negli Enti locali.
Dirigente, prima ancora, al Comune di Montesilvano è stato anche progettista della filovia di Pescara: nel 2004, quando era sottosegretario al ministero dei trasporti Nino Sospiri, entrò nel cda della Sir spa, Società d’ingegneria regionale, partecipata al 51% dalla Regione e dal 49% da Rpa Investimenti.

LA FILOVIA ED I PROGETTI
Taraborrelli presiedeva il cda e la stessa Sir (cioè lui stesso) lo nominò direttore dei lavori, come libero professionista, senza che nessuno sollevò il caso.
Poi una prima gara di appalto per la filovia venne annullata ma la Gtm pagò lo stesso il progetto (1,4 milioni).

Successe che il primo progetto definitivo ed esecutivo fu liquidato alla Arpa Engeneering, una società mista pubblico privata (51% della Regione e 49% Rpa Investimenti) che si occupava di progettazione, pianificazione urbanistica e territoriale, ambiente e trasporti. Il presidente della società era Taraborrelli, mentre Dino Bonadies ricopriva il ruolo di amministratore delegato e consigliere. La Gtm anticipa i soldi, 1,4 milioni di euro (che corrispondono alla progettazione e agli oneri per le procedure della gara poi revocata), di tasca propria che poi la Regione ha provveduto a rimborsare, riconoscendo le spese all’art. 5 dell’accordo di programma tra Regione e Gtm sul primo lotto della filovia.
A firmare l’accordo, il 6 maggio 2004, l’ingegnere Luigi De Collibus per la Regione e Ricardo Chiavaroli come presidente della Gtm.
Messo nel cestino il primo progetto, che succede?
C'è bisogno di un secondo progetto che fu affidato alla società Sir (Società ingegneristica regionale) sempre costituita al 51% dalla Regione e al 49% da Rpa investimenti. Una società che ricalca non solo nelle quote la Arpa Engeneering. La Sir ora è in liquidazione perché «inoperosa», come ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi.
Chi la presiedeva? Bellafronte Taraborrelli.

CONTRATTI CON I COMUNI DI MONTESILVANO E PESCARA
Polemiche infinite su questo come sul altri casi: come quello della sottoscrizione del contratto da dirigente sia a Montesilvano che a Pescara: l’ingegnere non dichiarò mai di essere incompatibile a svolgere l’incarico per essere stato il progettista della filovia ed occupandosi ora per un ente ora per l’altro dell’opera in questione.
Il caso però venne contestato in un esposto presentato alla magistratura. Mascia scelse sempre il silenzio e la mancanza di trasparenza ha fatto tutto il resto.
Così come è finita in tribunale la burrascosa chiamata al Comune di Montesilvano che qualche grana ha causato all’ex sindaco Pasquale Cordoma con l’apertura di un procedimento penale.
Secondo la procura pescarese, il sindaco, sulla base di «pressioni politiche», avrebbe conferito all'ingegner Di Donato - fino a quel momento dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Montesilvano - funzioni dirigenziali prive di qualsiasi effettiva rilevanza professionale, abusando in tal modo del proprio ufficio e causando un danno ingiusto a Di Donato.
Il tutto, dice sempre l'accusa, sarebbe stato stabilito durante un pranzo, dove altri esponenti politici avrebbero indicato a Cordoma proprio il nome di Taraborrelli. L'accusa per l'ex sindaco,  dunque, è quella di aver relegato Di Donato ad un ufficio non conforme alle sue esigenze lavorative, per ragioni politiche e non professionali. L’ex sindaco replicò «sono libero di scegliere chi voglio».


Passato al Comune di Pescara, Taraborrelli venne nominato «unico delegato dall’amministrazione ad esprimere parere vincolante» sul cavo del Montenegro «su tutte le decisioni di competenza dell’amministrazione» in qualità di direttore del Dipartimento Attività Tecniche del Comune.
Apporre la firma sull’accordo con Terna è stato compito tutto suo. Un professionista amato e voluto da tutti, non solo dal centrodestra, se è vero che le sue consulenze preziose in dieci anni sono state tante: solo per il Comune di Pescara ammontano a 1,7mln di euro.
«Un tecnico capace» secondo il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, che lo ha voluto fortemente al fianco dell’assessore Alfredo D’Ercole, al punto da creare una spaccatura con l’ex assessore, Gianni Teodoro, dimessosi dall’incarico proprio per questo motivo, che invece appoggiava un altro tecnico, Antonio Biase.
Nel 2010 il Pd insorse quando Taraborrelli si liquidò una parcella per se stesso per lavori al collettore rivierasco.
Guido Dezio durante il processo Housework ha parlato di lui come «un fervente della Margherita perché partecipava sempre agli incontri e per questo versava anche cifre ad Europa prossima». Circostanza confermata dallo stesso dirigente che spiegò quei versamenti come contributi «per lo sviluppo della città».
Oltre all’inchiesta di oggi che lo ha portato ai domiciliari risulta indagato anche in una inchiesta sui fondi Fas.

Refrattario al dialogo con i giornalisti nel 2010 gli toccò confrontarsi con ‘Capitan Ventosa’ di Striscia La Notizia sul caso del punteruolo rosso e la moria delle palme.
Oggi l'arresto giunto dopo anni di onorata carriera. Ad inchiodarlo secondo le prime infromazioni una email che proverebbe una regia sull'appalto. Inoltre Taraborrelli avrebbe ricevuto anche regali da alcuni imprenditori che avrebbero partecipato alla gara di appalto.  


Alessandra Lotti

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