ECONOMIA

Banche. CariChieti chiude in attivo il bilancio 2012

Crescita degli indici di capitalizzazione e del margine di interesse

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Banche. CariChieti chiude in attivo il bilancio 2012





CHIETI. Il bilancio CariChieti (esercizio 2012) gode di buona salute. E di questi tempi, soprattutto dopo le turbolenze degli anni scorsi, la notizia è positiva perché rappresenta la crescita costante della Cassa di Risparmio, pur in tempi di economia in crisi.
Il CdA, presieduto dal nuovo presidente Mario Falconio, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio 2012 che presenta un utile netto di 7 mln circa, dopo rettifiche su crediti per oltre euro 48 milioni.
Le varie voci che compongono il quadro riassuntivo dei dati CariChieti evidenziano una crescita del patrimonio netto di 23,6 mln ed un miglioramento degli indici di adeguatezza patrimoniale con un “core Tier 1” e “Total Capital Ratio” che si attestano rispettivamente all’8,54% (+24 punti base) e all’11,06% (+33 punti base). Si tratta di due indici molto importanti, richiesti dalle nuove regole imposte alle banche dall’accordo chiamato “Basilea 3” e che dovrebbero consentire agli istituti bancari che si adeguano una maggiore resistenza alle ricorrenti tempeste finanziarie. Il “core Tier 1” misura l’indice di capitalizzazione che dovrebbe essere dell’8% e che invece in CariChieti è dell’8,54%.
Anche il secondo indice, misurato da Bankitalia, riguarda la capitalizzazione che sta crescendo: l’altro anno era intorno all’8%, quest’anno si è attestato all’11,6. Buone notizie anche dalla raccolta diretta (cioè il risparmio) che si attesta a 2.429 mln di euro, mentre quella complessiva ammonta a 3.092 mln. Vanno bene anche gli impieghi, cioè le erogazioni. Con oltre 70 unità operative dislocate principalmente nelle province di Chieti e Pescara, sul territorio sono stati erogati quasi 400 mln.
Il conto economico, rispetto al 2011, presenta un aumento del margine d’interesse (che è il risultato della vera e propria attività della banca, cioè la differenza tra interessi che paga ed interessi che riscuote) e di intermediazione rispettivamente di 7,2 mln (+10,4%) e di 35,4 mln (+36,7%). In aumento però anche le sofferenze, con un rapporto sofferenze nette/impieghi pari al 3,67%, in crescita rispetto al 2011 e dovuto sicuramente alla crisi economica.