L'OPINIONE

Abruzzo senz’acqua: la vergogna infinita della politica che ci porta in Africa

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Abruzzo senz’acqua: la vergogna infinita della politica che ci porta in Africa


L'OPINIONE. In 200, forse 250 mila persone senz’acqua per una giornata intera.
Senza potersi lavare, senza poter cucinare, senza poter tirare lo scarico del bagno, senza poter lavorare, dunque, guadagnare. Piombati improvvisamente a 100 anni fa come in un paese del terzo mondo. Come in Africa. E noi gli schiavi.
Da un lato bollette sempre più salate e dall’altro la consapevolezza di essere inermi e poter solo assistere all’ennesimo guaio che con la ‘fatalità’ non c’entra proprio niente.
Perché? Ci dicono che si è rotta una tubatura vecchia e una guarnizione che a causa dello sbalzo di pressione bla bla bla… «cose che capitano». «Era imprevedibile».
Sono le solite scuse inaccettabili e irricevibili di chi da troppo tempo amministra in malo modo il servizio idrico. Tra scandali e inchieste senza responsabili, tra acqua ‘avvelenata’ e silenzi incompatibili con funzioni pubbliche, tra clientele e sperperi di denaro pubblico che vanno avanti da sempre, 20 comuni sono ancora oggi senza acqua con problemi per tutti dal bambino, all’anziano, agli ospedali e alle imprese. Come in Africa.


Per non parlare della gestione dell’emergenza. Si procede con comunicazioni vitali su Facebook (come se tutti lo avessero) si mettono in campo quattro autobotti per 200 mila persone. Ma a cosa servono?
Perché la rete acquedottistica non prevede emergenze di questo tipo e dunque pensare a sorgenti di riserva o alternative? Mica lasciare per 24 ore 20 comuni senza acqua è l’unica possibilità.
La verità è che la politica ha messo dentro le società che gestiscono i servizi essenziali persone selezionate in base alle tessere di questo o quel partito. Il risultato sono anni di nulla, solo sperpero ed equilibri da manuale Cencelli, di deficit improvvisi e milionari nei bilanci senza sapere perché e come sono stati spesi i nostri milioni. Tutto grazie alle coperture che solo la mancanza di trasparenza può dare.
Poi capita che all’improvviso si rompe una tubatura e tutti i cittadini possono toccare con mano fin dove può arrivare la cattiva programmazione, l’approssimazione, i soldi spesi male, i lavori mai fatti, la politica che entra lì dove probabilmente non dovrebbe entrare.
No, la fatalità non c'entra. C'entra solo la pessima amministrazione della cosa pubblica.
La verità è che le tubature sono vecchie, è vero. Ma le tubature sono vecchie perché i milioni di euro di investimenti non sono mai stati tradotti in lavori veri per il riammodernamento della rete. La verità è che pare che ci sia sempre qualcosa di più importante a cui pensare (le poltrone per esempio) e così si va avanti di emergenza in emergenza. Passata questa crisi idrica cosa cambierà? Probabilmente niente perché ieri non è accaduto nulla di nuovo, ma solo qualcosa di troppo grosso per non poter passare inosservato.


Le rotture solo sulla rete dell’Aca sono una o due al giorno, tutti i giorni. Questo si traduce in milioni di euro spesi ogni anno, fino a quando non si deciderà di mettere mano seriamente al rifacimento della rete. Ma di questo non si parla nemmeno. Figurarsi poi se in questo periodo di magra si possano trovare soldi per lavori essenziali come la distribuzione dell’acqua.
E’ successo troppe volte.
 Ce la siamo già dimenticati la vergognosa imprevedibile emergenza idrica estiva? Quando fa caldo e le sorgenti diventano più avare cinquanta comuni sono costretti al razionamento idrico perché non si è saputo programmare un servizio. Di certo ci sono conseguenze amarissime per tutti tranne che per i diretti responsabili che hanno causato tutto questo. Chi ha più problemi in quei giorni? Un dirigente Aca o un albergatore che vede fuggire i turisti che in piena estate non possono farsi nemmeno una doccia? Ce le siamo già dimenticate le scene dell’agosto scorso? Cosa si è fatto in questi mesi per evitare che tra tre mesi tutto si ripeta?
La politica che gestisce, amministra e decide deve prendere provvedimenti. Fuori chi ha sbagliato perché alla storiella della guarnizione vecchia e rotta non ci crede più nessuno.
Basta prendere in giro i cittadini. Basta trovare scuse.


a.b.