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Abruzzo/Ricostruzione, tanto ottimismo ma Del Corvo gela tutti: lettera a Napolitano contro Barca

Letta contro le carriole

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Fabrizio Barca

Fabrizio Barca





L'AQUILA. «La ricostruzione se Dio vuole é già cominciata da molto tempo. Oggi inizia l'aggressione ricostruttiva dei centri storici».
Questa mattina il ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, è tornato a L’Aquila per dare il via all'incontro pubblico per fare il punto di un anno di lavoro. Rispondendo alla domanda sulla possibile carenza di fondi, ha assicurato: «Oggi spieghiamo fino all'ultimo euro». Tra i presenti il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, l'ex sottosegretario Gianni Letta, il presidente della Regione ed ex commissario Gianni Chiodi, il funzionario statale Aldo Mancurti e il direttore del nuovo ufficio speciale dell'Aquila Paolo Aielli. L'incontro si svolge presso l'Aula magna del Dipartimento di Scienze umane dell'Università dell'Aquila. Alle 11 il ministro ha visitato quattro aggregati del centro storico per poi spostarsi in alcuni comuni del cratere per ulteriori incontri.

RICOSTRUZIONE IN 8-10 ANNI
«La stima di 8-10 anni per il completamento della ricostruzione è assolutamente fattibile perché ora abbiamo una programmazione e criteri di priorità» ha detto Barca.
Secondo Barca, dopo l'approvazione del cronoprogramma da parte del Comune dell'Aquila e dei vari piani degli altri Comuni ora la ricostruzione «é su un piano di certezza. E' importante, però - ha sottolineato - che la mobilitazione cittadina non sia solo sul reperimento immediato e rapidissimo delle altre risorse ma sul fatto che gli impegni che oggi ci sono stati raccontati vengano assunti».
 Date le certezze sulla programmazione dei fondi, secondo Barca ce ne saranno anche sulla disponibilità: «Mi auguro ci sia molta cassa e la cassa ci sarà - ha assicurato - perché ho inviato al ministro dell'Economia la firma su una variazione di bilancio che verrà fatta nei prossimi giorni».

COLPA DEL MALOCCHIO
«In questa città c'é un'idea malsana che devo dire il resto d'Italia ha superato», ha aggiunto  scagliandosi contro il pessimismo e la sfiducia che aleggiano nel capoluogo abruzzese e nel 'cratere', ha citato 17 punti di negatività riscontrati nel corso del suo mandato, punti che ha definito «figli della sfiducia».
 Secondo il ministro, «qui gli impegni sono accolti non da attenzione curiosa ma dal 'tanto non ce la fai', che è un alibi per la politica. Così la politica non si sente incalzata. In 17 momenti abbiamo avuto non la critica specifica ma un atteggiamento autolesionista».

CIALENTE: «CI SERVE 1 MILIARDO ALL’ANNO»
Cialente ha fatto il punto della situazione: «la ricostruzione delle case A, delle B e delle C, è pressoché conclusa con oltre 48mila aquilani rientrati nelle loro abitazioni ed un crollo di oltre il 50% dell'erogazione del contributo di autonoma sistemazione. Il vero problema resta il centro storico, dove risiede la preponderanza degli esiti E».
Delle B e le C del centro sono sinora pervenuti 462 progetti, di cui 386 finanziati. Delle case E, che sono migliaia, sono invece pervenuti solo 1931 progetti, con una richiesta di 1, 5mld di euro.
Oggi pomeriggio, il consiglio comunale approverà un documento importante, il cronoprogramma della ricostruzione, «una scelta politica, non facile», ha detto il sindaco, «una responsabilità che andava assunta, per non rischiare alternative disomogenee».
Cialente ha ribattutto sulla certezza dei soldi: «dobbiamo poter contare su finanziamenti certi perché alla fine del 2015 l'asse centrale torni alla vita. Nel 2014, poi, inizieremo la ricostruzione delle altre zone del centro storico per terminare nel 2018».
Allo stato attuale, perché tutto il comune venga ricostruito definitivamente, servono ancora 7 miliardi di euro di cui 6, 1 solo per la città dell'Aquila. «Possiamo farcela, attingendo alla cassa depositi e prestiti», ha insistito il sindaco, «si tratta di una scelta politica, una scelta che io credo assolutamente sostenibile. Oggi abbiamo dimostrato al Paese che i soldi sono finiti, li abbiamo spesi ed ora ne abbiamo bisogno di altri. Noi consegniamo i lavori, io chiedo le risorse. Il comune dell'Aquila avrà bisogno di 1 miliardo l'anno. Ognuno dovrà fare la sua parte, come in una regata».

CHIODI: «RICOSTRUZIONE PARTITA IL 7 APRILE»
E se gli ultimi anni sono stati ricchi di polemiche e scontri, per il presidente Gianni Chiodi, ex commissario straordinario alla ricostruzione, oggi «è un momento significativo per i processi di ricostruzione ma non dimentichiamo che, di fatto, la ricostruzione è iniziata il giorno dopo il terremoto del 6 aprile 2009».
Chiodi ha ringraziato Gianni Letta «per il supporto che ci ha dato in quegli anni, ricordando, tra i moltissimi problemi di cui si è occupato, la vicenda della sospensione dei tributi e il 'suo' emendamento per abbatterne la restituzione al 40 per cento». Ma il presidente ha ringraziato anche Barca che dall'agosto scorso sta gestendo la complicata fase di riattribuzione delle competenze agli enti locali.

DEL CORVO BOCCIA BARCA E SCRIVE A NAPOLITANO
Boccia senza appello l’operato del ministro Fabrizio Barca, invece, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che ha spedito al presidente Giorgio Napolitano una comparazione di quella che era la ricostruzione ai tempi di Gianni Letta con quella ai tempi del ministro tecnico.
«I ritardi al genio Civile sono passati dai 2 agli 8 mesi», ha denunciato Del Corvo. Il destino della ricostruzione degli immobili della provincia è sempre più incerto: «con il governo Monti sono stati cestinati i progetti: nella delibera Cipe del 21 dicembre 2012 non c’è nessun finanziamento a favore di immobili della provincia da ricostruire».
Per i fitti passivi per le sedi provvisorie degli uffici: «con il governo Berlusconi le Ordinanze hanno rimborsato gli oneri di locazione passiva a tutti i comuni del cratere ed anche alla Provincia dell’Aquila. Con il governo “Monti” per il 2013 la delibera Cipe del 21 dicembre 2012 non si prevede nulla per i comuni del cratere, nulla per la Provincia dell’Aquila».
E poi ancora con Berlusconi «furono fatti interventi sulle scuole superiori della città di L’Aquila per 9.031.900 euro ma la delibera Cipe 47/2009 prevedeva finanziamenti per le scuole superiori della città per 80.864.900 euro. Con il governo Monti nella seduta dell’ 8 marzo 2013 la delibera Cipe 47/2009 è stata modificata ed il finanziamento di Euro 80.864.900 euro è stato cancellato»
«Ma la legge Barca», chiede Del Corvo, «non decretava il ritorno alla ordinarietà? Non doveva finire il commissariamento?». Il presidente della Provincia chiede a Napolitano di intervenire e di richiamare «chi di dovere al rispetto della Carta Costituzionale ed a sollecitare chi ne ha la competenza ad indagare sui danni erariali arrecati, in caso contrario possiamo affermare che la Costituzione della Repubblica Italiana nella Provincia dell’Aquila non esiste più»

LETTA CONTRO LE CARRIOLE, CITTADINI PROTESTANO
Durante l’incontro è intervenuto anche Gianni Letta. Con chiaro riferimento a quelle aquilane, il dottore ha parlato di “carriole piene di bugie”, che egli ha dovuto, nel suo ruolo che ha definito di interludio, sopportare nei quattro anni del post terremoto.
«Bugie, quelle cui fa riferimento», protesta l’Assemblea cittadina, «che, all’evidenza dei fatti odierni,  sono, invece, triste e drammatica realtà. Le carriole sono state sempre foriere di domande che non hanno mai ricevuto risposta. E di impegno, e di dedizione ed abnegazione: il cittadino che vuole essere protagonista».
Mentre si protestava sterilmente, ha affermato Letta, c’era chi, nel silenzio, lavorava.
«Qui  Letta ha detto la verità», ha commentato l’assemblea, «nel silenzio si è lavorato, all’insaputa dei cittadini che, al contrario, hanno sempre preteso trasparenza. E poi, come questa mattina, si sono snocciolati dati e decisioni, somministrati al popolo suddito. Non accettiamo l’ennesimo insulto che ci bolla quali ostacolo alla ricostruzione. Non lo accettiamo e lo rinviamo all’interludico mittente».

LETTA CONTRO LE CARRIOLE, CITTADINI PROTESTANO

Durante l’incontro è intervenuto anche Gianni Letta. Con chiaro riferimento a quelle aquilane, il dottore ha parlato di “carriole piene di bugie”, che egli ha dovuto, nel suo ruolo che ha definito di interludio, sopportare nei quattro anni del post terremoto.«Bugie, quelle cui fa riferimento», protesta l’Assemblea cittadina, «che, all’evidenza dei fatti odierni,  sono, invece, triste e drammatica realtà. Le carriole sono state sempre foriere di domande che non hanno mai ricevuto risposta. E di impegno, e di dedizione ed abnegazione: il cittadino che vuole essere protagonista».Mentre si protestava sterilmente, ha affermato Letta, c’era chi, nel silenzio, lavorava.«Qui  Letta ha detto la verità», ha commentato l’assemblea, «nel silenzio si è lavorato, all’insaputa dei cittadini che, al contrario, hanno sempre preteso trasparenza. E poi, come questa mattina, si sono snocciolati dati e decisioni, somministrati al popolo suddito. Non accettiamo l’ennesimo insulto che ci bolla quali ostacolo alla ricostruzione. Non lo accettiamo e lo rinviamo all’interludico mittente».