LA CONDANNA

Abruzzo/Abiti firmati per 11 mila euro, la senatrice Pelino non paga. Tribunale la condanna

«Avevo riscontrato irregolarità fiscali»

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Paola Pelino

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PESCARA. Vestiti comprati nel 2009 in una nota boutique del centro di Pescara e mai pagati.
L’acquirente vip è la neo senatrice del Pdl Paola Pelino, imprenditrice del confetto, condannata il 28 novembre 2012 dal Tribunale di Pescara al pagamento della somma di 13.300 euro in favore della boutique “Le Gabrielli”. Il caso è stato raccontato dal settimanale L’Espresso nei giorni scorsi.
La Pelino si è detta «infastidita» per quanto emerso, ha spiegato di non aver saldato il conto perché avrebbe riscontrato delle «irregolarità fiscali» e di aver quindi fatto opposizione al decreto ingiuntivo. Rigetta le accuse di essere una cattiva pagatrice, ed è convinta che dietro a questa operazione «mediatica» ci sia qualcuno che vuole rovinare la sua immagine, proprio a pochi giorni dalla riconferma in Parlamento.
La vicenda avvenuta nel 2009 ha avuto strascichi proprio in piena campagna elettorale, quando il senatore Gaetano Quagliariello ha inaugurato la sede elettorale, a pochi metri di distanza dalla boutique.
In quella occasione Pelino sostiene di essere stata aggredita verbalmente dalla titolare del negozio, che però oggi smentisce seccamente. Secondo L’Espresso proprio Quagliariello si sarebbe offerto come garante ma la stessa senatrice di Sulmona nega: «non è vero, di questa storia non ne sa niente».
Adesso, dopo diversi giorni di silenzio, anche la società Gabrielli Sas decide di fornire la propria versione dei fatti, con una nota affidata agli avvocati Fabio Abbruzzese e Paolo Cacciagrano.

I due ricordano che la senatrice è stata condannata dal Tribunale al pagamento di «11.136,00 per la sorte capitale, oltre compensi pari ad € 2.000,00, di cui € 200,00 per spese, ed interessi legali».
«Il Giudice di primo grado», spiegano gli avvocati, «ha, quindi, accertato che la senatrice ha acquistato capi
d'abbigliamento nell'anno 2009 senza corrispondere il relativo prezzo. Le vendite alla senatrice Paola Pelino sono avvenute in ossequio alla disciplina tributaria a differenza di quanto affermato dalla stessa, la quale soltanto oggi parla di mancata emissione degli scontrini fiscali».
I due avvocati assicurano che fino ad oggi «nulla aveva mai eccepito a riguardo, nonostante i diversi
solleciti che le erano stati avanzati tutti ampiamente documentabili». Nell'incontro tenutosi presso lo spazio elettorale del senatore Gaetano Quagliariello «nessuna rappresentante della società nostra cliente ha inveito contro la senatrice a differenza da quanto quest'ultima ha riferito alla stampa».

Il senatore Gaetano Quagliariello «non ha mai prestato garanzia all'adempimento del debito della senatrice Paola Pelino, né aveva alcun motivo per farlo. Il medesimo, recatosi presso la boutique della società nostra assistita nel periodo pre-elettorale, ha solo auspicato una composizione bonaria della vicenda».
Adesso la senatrice salderà il conto? La sentenza è immediatamente esecutiva.