SANITA'

Abruzzo/Villa Pini, nessuna offerta. A vuoto il tentativo di vendita a 20 mln

A fine mese il Policlinico Abano Terme riconsegna la clinica al curatore

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Il curatore fallimentare Ivone

Il curatore fallimentare Ivone

CHIETI. Nessuna offerta per Villa Pini. Va deserta anche quest’ultima asta al prezzo ribassato di 20 mln, ma l’ufficialità ci sarà in tarda mattinata quando il curatore fallimentare Giuseppina Ivone ed il notaio Alfredo Pretaroli firmeranno il verbale di “diserzione” delle operazioni di vendita.

E così la clinica dall’1 aprile tornerà in gestione all’esercizio provvisorio. Infatti non sembra più possibile prorogare la permanenza del Policlinico Abano Terme di Nicola Petruzzi che ha gestito Villa Pini per due anni e che già ha avuto una proroga non rinnovabile di sei mesi per il suo contratto di affitto. Ora la parola passa al giudice delegato ed al comitato dei creditori che dovranno decidere come sarà gestita la struttura e soprattutto quale sarà il futuro lavorativo delle centinaia di dipendenti tra medici, infermieri, amministrativi, tecnici e operai.

Senza trascurare naturalmente le ricadute sull’assistenza ai malati ricoverati o comunque in cura e sulle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini della Asl di Chieti o di altra provenienza. Da quello che filtra nel massimo riserbo del curatore e di Nicola Petruzzi, sembra però che entrambi abbiano chiesto un incontro con il giudice delegato, che non dovrebbe essere più Adolfo Ceccarini – che ha gestito tutta la vicenda Villa Pini, dal fallimento a quest’ultima asta – ma un altro giudice. Per stamattina intanto era stato già convocato da una settimana un incontro in clinica tra gli organi della curatela ed il personale dipendente per affrontare i problemi del passaggio di consegne tra la gestione Petruzzi-affittuario – che scade il 31 marzo – e quella che subentrava comunque il primo aprile (o Petruzzi proprietario, in caso di acquisto, o un altro imprenditore acquirente o l’esercizio provvisorio, come in questo caso).

C’è molta delusione tra i sindacati che hanno puntato molto sul rilancio della casa di cura e tra il personale in servizio: c’era la speranza di concludere positivamente con l’aggiudicazione dell’asta questa lunga rincorsa di Villa Pini che ha riacquistato un ruolo nel panorama sanitario regionale e non solo. Ma già nei giorni scorsi, dopo l’incontro di Nicola Petruzzi con i sindacati, si era avvertita nettamente la sua stanchezza di fronte allo “stancheggio” da parte della politica regionale che invece di favorire questo sforzo di rilancio della clinica aveva continuamente “punzecchiato” Villa Pini, ora tagliando posti letto, ora diminuendo il budget. Il tutto nel totale e miope disinteresse delle istituzioni che ora si troveranno a fronteggiare un’altra emergenza di cui le centinaia di eroici dipendenti non sentivano proprio il bisogno. In realtà sembra che anche quest’ultima asta non sia sfuggita alla regola, ormai fissa, che ha caratterizzato tutte le altre vendite precedenti della stessa Villa Pini e delle società del Gruppo Angelini, dal SanStefar a Maristella ed alle altre cliniche.

La regola è che immediatamente prima della gara per la vendita è sorto sempre qualche intoppo burocratico: o una lettera della Asl o una comunicazione del Comune o un’ispezione del Nas dei Carabinieri o una prescrizione dei Vigili del Fuoco. Si tratta di vedere ora cosa è successo stavolta, mentre spunta di nuovo il fantasma del complotto contro Angelini e contro Villa Pini come simbolo: stavolta questa entità non molto eterea – visti i risultati concreti – ha assunto le fattezze di una regìa che mira a scoraggiare non solo Petruzzi, ma anche il curatore.

C’è però un aspetto che il fantasma forse non ha considerato: mentre l’imprenditore se ne va, visto che non ci sono le condizioni per realizzare quello che ha dimostrato di saper fare, il curatore è un pubblico ufficiale, incaricato dal Tribunale. E in quanto tale non può “mollare”. Tanto è vero che stamattina è stato già avvistato in Tribunale, dove sicuramente ha incontrato il giudice delegato al quale ha riferito le ultime vicende. E sembra che dopo l’incontro delle 10 a Villa Pini e dopo la firma del verbale dal notaio, il curatore ha chiesto di essere ricevuto dal Prefetto. L’impressione è che la storia di Villa Pini riserverà altre sorprese.

Sebastiano Calella