L'INCHIESTA

Calcio/ Inchiesta fase fidejussioni, le accuse al presidente Chieti : truffa e simulazione di reato

Indagati anche vip ed ex calciatori

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Calcio/ Inchiesta fase fidejussioni, le accuse al presidente Chieti : truffa e simulazione di reato




ABRUZZO. I nomi del glorioso calcio che fu spuntano in una vicenda giudiziaria molto contemporanea, anche un po' figlia della crisi.
Claudio Gentile, ex difensore della Juventus e della Nazionale vincitrice del Mondiale 1982 ed ex selezionatore dell'under 21 azzurra è fra i 21 indagati dalla procura di Firenze, un'inchiesta in cui e pm ipotizzano che per l'iscrizione al campionato 2012/2013 sette società di Lega Pro abbiano presentato false fidejussioni.
Ieri mattina gli uomini della squadra mobile di Firenze hanno perquisito le abitazioni di Gentile e di altri indagati. Tra questi, altri nomi eccellenti come Riccardo Mazzola, figlio dell'ex calciatore Ferruccio e nipote dell'ex calciatore e dirigente sportivo Sandro Mazzola. Secondo gli investigatori, Gentile avrebbe messo il Como Calcio in contatto con gli uomini 'giusti' per stipulare una falsa fidejussione da presentare alle Lega Pro. L'accusa è tentata truffa e riguarda: Como, Chieti, Casale Monferrato, Andria, Treviso, Bellaria e Avellino. Le indagini, coordinate dal pm Sandro Cutrignelli, sono partite dalla denuncia presentata in questura a Firenze da un legale rappresentante della Lega.
Per gli investigatori ci sarebbe stato un vero e proprio mercato di false fidejussioni per risparmiare sulle quote di iscrizione al campionato 2012-2013. I club le avrebbero stipulate a un costo di dieci volte inferiore a quelle reali, vincolate per 18 mesi, richieste dalla lega Pro, che stabilisce la cifra di 600.000 euro per la prima divisione e 300.000 per la seconda: le polizze, hanno ricostruito gli investigatori, venivano 'fabbricate' e stampate con un Pc da uno degli indagati, il broker finanziario Ramon Rotini, già coinvolto con accuse simili in un'inchiesta della procura di Pescara (il suo nome compare pure nelle carte dell'indagine sul fallimento della De Tommaso Automobili SpA per la quale chiese l'erogazione di 7,5 milioni di euro da parte del Ministero del Lavoro per la riqualificazione dei mille operai, in vista della realizzazione del progetto industriale della famiglia Rossignolo).
Secondo il pm fiorentino, Rotini è stato agganciato grazie ad alcuni intermediari, tutti personaggi gravitanti nel mondo del calcio tra cui anche Claudio Gentile e Riccardo Mazzola. In particolare, Gentile, che si è dichiarato estraneo alla vicenda e che ha offerto la sua disponibilità agli inquirenti, avrebbe presentato un rappresentante del Como ad un'altra persona che lo avrebbe messo in contatto con Rotini.

TRUFFA E SIMULAZIONE DI REATO
Le polizze, tutte fasulle, erano stipulate usando il marchio dell'Allianz Bank, che era all'oscuro della vicenda. I presidenti delle società sono indagati per tentata truffa in concorso. Quelli del Como, dell'Avellino, del Chieti Calcio e del Casale Monferrato Calcio anche per simulazione di reato: secondo l'accusa avrebbero presentato le false fidejussioni per risparmiare sulla quota di iscrizione al campionato ma, dopo l'apertura dell'inchiesta scattata a Firenze dove ha sede la Lega Pro, avrebbero presentato denuncia sostenendo di essere stati raggirati.
Ieri dopo la notizia dell’inchiesta il presidente del Chieti, Walter Bellia, ha ribadito che denuncerà chi ha truffato il Chieti. Bellia ha ammesso alcune responsabilità che portarono ad una penalizzazione in classifica del Chieti: «ho riconosciuto le mie colpe per essere caduto nella trappola di quelle figure che nel giro di poco tempo sono state smascherate. Ora aspettiamo fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso».
Secondo la ricostruzione degli investigatori, che si sono mossi realmente dopo la denuncia della Lega Pro, molte delle società coinvolte, le cui sedi erano state perquisite dalla polizia anche nel novembre del 2012, si sarebbero rivolte a Rotini perchéin difficoltà economiche e quindi impossibilitate a pagare l'iscrizione al campionato. Nelle perquisizioni, eseguite in Puglia, Campania, Marche, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, sono stati sequestrati computer, hard disk, agende, rubriche e documentazione cartacea di vario genere. Le indagini proseguono per stabilire l'eventuale coinvolgimento di altri club.
Le indagini sono coordinate dalla procura di Firenze, che è titolare dell'inchiesta poiché la Lega Pro (ex Lega di Serie C) ha storicamente sede nel capoluogo toscano, e proseguono per accertare l'eventuale coinvolgimento di altre società sportive.