IL CASO

Abruzzo/Multe pazze del Parco Majella: verso la resa dei conti

Tra le proteste inutili dei cittadini si combatte una battaglia giudiziaria e burocratica

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sede parco majella

La sede del parco





ABRUZZO. Vennero emanate dal Parco Majella nel 2009 e subito fecero scalpore perché a conti fatti le cifre a conti fatti erano più che esose.

Ne è nato uno scontro che prima è stato sottotraccia poi è sfociato pubblicamente ma senza smuovere il granitico Parco Majella che, sicuro del suo operato, ha continuato a riscuotere le ammende anche in presenza di rilievi espliciti da parte della Forestale. Oggi arriva anche la Comunità montana pescarese (che in parte ricade nello stesso territorio e si sovrappone al Parco) a chiedere un immediato stop alle multe pazze.
Lo farà con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica volto ad ottenere l’annullamento delle deliberazioni presidenziali del Parco Nazionale della Majella n. 5/2009 e 6/2012.
Dopo anni di battaglie inutili e l’irremovibilità del Parco i sindaci della Comunità si sono visti costretti a questo nuovo atto giudiziario (costoso per tutti) vista la mancanza di buon senso nel rilevare un errore che ai più appare più che evidente.

LA "LEGGE" DEL PARCO E LE PROTESTE
Qualche anno fa la plateale protesta dei fratelli Francesco e Fabrizio Zaccagnini, titolari dell’azienda agricola di Bolognano. Si incatenarono davanti alla caserma della Forestale che aveva notificato una multa di 240 mila euro per il taglio di 130 piante sui loro terreni senza l’autorizzazione del Parco della Majella, nel cui territorio si trovano, e di 40 mila euro per aver aperto 184 metri di strada in campagna.
Il caso viene segnalato all’ispettorato generale della Forestale, che come organo di polizia giudiziaria è tenuta ad applicare le norme dei parchi. Ne nasce un’indagine conoscitiva, sia analizzando i comportamenti dei vari enti parco, sia valutando le leggi che regolano la materia.
Il risultato è un documento inviato lo scorso anno al ministero dell’Ambiente, che giunge a conclusioni sorprendenti e fa presagire un altro pasticcio tutto nostrano.
Il capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone scrive tra le altre cose che tali sanzioni dovrebbero seguire l’approvazione del Piano del Parco che invece non c’è ancora e che «la delibera presidenziale sembrerebbe svolgere funzioni surrogatorie del regolamento del Parco. Ad ogni buon conto non può non ipotizzarsi come la citata delibera sembrerebbe violare il principio di legalità secondo cui “nessuno può essere soggetto a sanzioni amministrativa se non in forza di una legge”».
E naturalmente la delibera è una delibera non una legge (che ha altro valore nella gerarchia delle fonti e altri iter di emanazione).
Insomma anche in questo caso – se la tesi della Forestale dovesse essere confermata- non si tratterebbe di un errore di poco conto né trascurabile ma uno svarione bello grosso un po’ come se un Comune si inventasse un reato nuovo. Semplicemente non si può.
La Forestale dunque aveva già sollecitato l’intervento del ministero e della avvocatura dello Stato per evitare che si potessero ingenerare contenziosi inutili, costosi che non avrebbero giovato ad alcuno.
Ieri tuttavia è giunta l’ennesima spallata al sistema dalla Comunità montana che con una propria deliberazione ha di nuovo messo per iscritto nero su bianco le ipotizzate gravi violazioni di legge.
Il tutto si ricorda ha prodotto in questi anni malumori e proteste di tantissime persone che sono incappate nei divieti imposti e nel pagamento delle cifre stabilite sempre dal Parco a Guida Gianfranco Giuliante- Franco Iezzi-Nicola Cimini.


LA COMUNITA' MONTANA SI RIVOLGE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Nella delibera di Giunta della Comunità montana si legge: «l’applicazione delle multe ha istituito un regime di gestione e di controllo definibile quanto meno controverso oltre che oggetto in più occasioni di lamentele e manifestazioni di dissenso da parte sia della popolazione che di alcune pubbliche istituzioni»

«La suddetta Deliberazione Presidenziale (…), appare essere viziata sotto il profilo amministrativo in ragione delle seguenti considerazioni:
- pur essendo stata dichiarata l’immediata esecutività dell’atto, al punto n.3 si è deliberato ‘… di portare a ratifica del Consiglio Direttivo la presente Deliberazione alla prima seduta utile dello stesso’. Il Consiglio Direttivo dell’Ente non è stato mai ricostituito ormai dal 2007, ergo la suddetta deliberazione non è mai portata alla sua ‘ratifica’;
- pur essendo “… stata messa in pubblicazione all’Albo Pretorio sede legale dell’Ente Parco …” rimanendovi “per giorni 15”, la suddetta deliberazione non è stata né concertata, né condivisa e né tantomeno ufficialmente comunicata agli Enti territorialmente competenti (n.49 fra Comuni, Comunità Montane, Province e Regione);
- l’atto in argomento non è mai stato pubblicato né sul sito ufficiale dell’Ente, né tanto meno sull’albo pretorio ‘on-line’ dell’Ente Parco stesso; quest’ultimo aspetto, si ritiene sia di particolare rilevanza, dal momento che ad oggi l’Ente Parco Nazionale della Majella, nonostante per la Pubblica Amministrazione sussiste un indiscusso obbligo in tal senso (art.32, Legge 18 giugno 2009, n. 69, modificata e integrata con Legge 26 febbraio 2010, n. 25), non ancora risulta essersi dotato del proprio ‘Albo On Line’».


E proprio in riferimento alla mancata pubblicità “legale” (cioè nelle forme previste dalla legge) emergono i rilievi maggiori: non essendo stato predisposto un albo on line gli atti non hanno di fatto avuto la pubblicità giusta.

Sarà per questo che con una nuova Deliberazione Presidenziale n. 06 del 11.12.2012 il Parco questa volta su una sezione del sito pubblica un atto simile a quello contestato dimostrando di non avere intenzione di valutare i rilievi mossi da sindaci e Forestale e forse anche dal Ministero.

Secondo la giunta della comunità montana tuttavia anche quest’ultimo atto sarebbe non valido perché «nuovamente assunto senza alcuna forma di partecipazione e/o concertazione con le realtà locali, tende di fatto ad accrescere il divario ormai profondo fra Ente Parco e comunità residenti e che, invece di provare a superare una fase critica e potenzialmente deleteria per i cittadini amministrati che per l’Ente Parco stesso, pone tutte le basi per una recrudescenza dei rapporti conflittuali in essere fra gli Ente istituzionali competenti».

Insomma anche su questo versante sembra di assistere al solito copione del "Parco contro tutti" con il solito conseguente calo di gradimento degli utenti-cittadini che continuano a vedere questo ente come vessatore ed esclusivamente impositore di divieti e multe.
Per questo ora a decidere sarà il Presidente della Repubblica rispondendo al ricorso della Comunità montana.


ABRUZZO, DELIBERA MULTE PARCO MAJELLA Delibera Pres n.6 2012