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Abruzzo. «Ombrina mare, è una raffineria in mare»

Nuovo scontro tra Confindustria e ambientalisti. Assurdo scontro su un progetto noto

Redazione Pdn

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Abruzzo. «Ombrina mare, è una raffineria in mare»

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ABRUZZO. Confindustria che interviene per farsi garante che «nessuna raffineria mai sarà costruita in Abruzzo». Il Wwf che nel giro di poche ora la smentisce.
 
Il vicepresidente di Confindustria Abruzzo, Paolo Primavera, intervenendo in merito alle polemiche relative alla Strategia energetica nazionale (Sen) e al progetto 'Ombrina Mare' aveva detto che «in Abruzzo non solo non si farà mai una raffineria, ma noi siamo pronti a farci parte garante affinché questo non accada» e poi ancora , «La raffineria - spiega il leader degli industriali - trasforma il petrolio in combustibile e ha il suo peso sul territorio e su questo siamo pienamente d'accordo; il cosiddetto centro oli, invece, si occupa del primo trattamento del petrolio, per separare l'acqua e togliere lo zolfo, e a queste strutture non siamo contrari».
«Alla popolazione - sottolinea Primavera - non si può dire che un centro oli è una raffineria, bisogna essere chiari. In Italia attualmente sono in funzione tre raffinerie, una a Falconara Marittima (Ancona), una a Taranto e una a La Spezia. In Abruzzo - conclude - non ne sarà mai realizzata una».

«Il progetto petrolifero di Ombrina mare contiene anche una vera e propria raffineria in mare», risponde oggi il Wwf.
Il progetto infatti prevederebbe una grande nave raffineria (denominata in gergo FPSO) di 350 metri di lunghezza e 30 di larghezza che, se il progetto venisse approvato, rimarrà per ben 24 anni ormeggiata di fronte alla Costa dei Trabocchi trattando il greggio dei pozzi che faranno capo alla piattaforma Ombrina .
Wwf e Legambiente divulgano i documenti ufficiali delle industrie che realizzano le “FPSO”, in cui queste strutture sono chiamate col loro nome: “refinery”.
Wwf e Legambiente smentiscono, quindi, carte alla mano, il Presidente di Confindustria Chieti Primavera.
A Primavera le associazioni «consigliano di non fidarsi dei dati forniti dai petrolieri e di informarsi da fonti terze. In questo caso sarebbe bastato cercare “FPSO” e “refinery” in un qualunque motore di ricerca per capire come la pratica di nascondersi dietro alle parole sia solo italiana».
Non vi sono dubbi nemmeno sul termine “raffinazione” che per la Treccani è “Il complesso delle lavorazioni eseguite sul greggio per ottenere la gamma di prodotti desiderati viene definito, genericamente, raffinazione del greggio; le raffinerie sono di conseguenza gli stabilimenti industriali dove si svolgono queste lavorazioni. Nella accezione originaria il termine era più rispondente al significato di procedimento atto a depurare una materia prima (o prodotto grezzo), per renderla più idonea all’utilizzo. In passato, infatti, dal petrolio si otteneva, per distillazione ed eventuale trattamento chimico, un solo prodotto: il petrolio illuminante (cherosene). Queste operazioni, di impegno tecnologico modesto, costituivano appunto la raffinazione. Successivamente il termine raffinazione è stato usato per definire l’insieme delle attività tecnologiche sempre più complesse svolte per ottenere dagli oli grezzi minerali una serie di prodotti intermedi e di prodotti commerciali”».


«Primavera dunque afferma che non si tratta di una raffineria solo perché non vi si esegue un completo processo di raffinazione. Noi invece», dicono le associazioni ambientaliste, «affermiamo che è una raffineria in cui si realizza una delle fasi più impattanti a livello ambientale, quella che necessita di una fase di incenerimento. Pertanto, agli abruzzesi va detto in maniera chiara che si vuole realizzare una raffineria galleggiante di fronte alla loro costa. Per quanto riguarda l’impatto ambientale delle raffinerie chiamate “centro oli” consigliamo il Presidente Primavera un viaggio a Viggiano ed un giro attorno all’impianto, grande quanto 30 campi di calcio con la sua imponente fiaccola di incenerimento. Di fronte a tante e tali clamorose inesattezze è palese che non può essere certo Confindustria a poter fare da garante, come ha proposto Primavera, a questo dannoso progetto».
Altro simile incidente era occorso sempre a Primavera e sempre su un argomento attinente a questo e cioè la Costa dei trabocchi. 

CONFINDUSTRIA:«NON ESISTE AL MONDO UNA RAFFINERIA GALLEGGIANTE»
«Affermare che Ombrina sarà una raffineria galleggiante, affidandosi alle definizioni del termine “raffinazione” che risultino più “comode” allo scopo, è un modo errato di fare informazione sul progetto contestato. Ombrina non è una raffineria galleggiante. Tra l’altro non ne esistono al mondo. Ombrina mare sarà un centro di pretrattamento oli».
Si continua muovere sul filo delle definizioni terminologiche Confindustria che aggiunge che «per ricorrere ai dizionari cari al fronte del no al progetto che oggi in un comunicato allarmano la comunità, annunciando l’imminente realizzazione di una raffineria galleggiante, invitiamo tutti a confrontare la terminologia con altre fonti».
«Una raffineria di petrolio, secondo Wikipedia», dice Confindustria, «è “uno stabilimento dove si separa il petrolio greggio (che è una miscela di idrocarburi di diverso peso molecolare, soprattutto idrocarburi paraffinici e naftenici) nei suoi componenti (detti “tagli”), e dove questi ultimi vengono trattati in una serie di processi successivi fino all'ottenimento dei prodotti commerciali, che possono essere di svariato tipo”. Anche noi siamo contrari a questo tipo di impianto, ma Ombrina non sarà questo. Ombrina è un centro di pretrattamento oli. È di questo che stiamo parlando. Ed è su questo che è necessario intavolare un confronto chiaro, serrato, capillare e competente per informare la comunità in modo responsabile su contenuti, impatto e conseguenze del progetto Ombrina Mare sul territorio abruzzese».