IL FATTO

Toyo Ito, bistrattato in Abruzzo, incensato nel mondo: vince il ‘Nobel’ dell’architettura

«Non me lo aspettavo», ha commentato via Skype

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Toyo Ito

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TOKYO. Da dieci anni era considerato tra i papabili vincitori: quest’anno ce l’ha fatta ed è riuscito ad aggiudicarsi uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo del settore dell’architettura.
Una specie di Nobel che ogni anno, dal 1979, incorona un architetto vivente le cui opere realizzate dimostrano una combinazione di talento, visione e impegno, e che ha prodotto contributi consistenti e significativi all'umanità e all'ambiente costruito attraverso l'arte dell'architettura.
Toyo Ito, architetto giapponese di 71 anni, entra così nel palmares del premio Pritzker . La giuria ha premiato i suoi 40 anni di lavori all’attivo. La procedura di selezione è simile a quella del Nobel, con le candidature e la scelta finale fatta da una giuria internazionale a votazione segreta. Il premio pecuniario ammonta a 100 mila dollari.
L’ opera più famosa dell’architetto giapponese è sicuramente la mediateca di Sendai, realizzata nel 2001: è un edificio di 7 piani, completamente di vetro, leggermente danneggiato nel terremoto del Giappone di due anni fa. Ma il mondo dell’architettura non ha dubbi: quest’anno Toyo Ito merita il podio più alto.

L’architetto ha progettato musei, stadi, case ed edifici commerciali in tutto il mondo. L’Abruzzo lo ricorda per lo sfortunato Calice di Vino (Wine Glass), opera in plexiglass andata in frantumi dopo appena 64 giorni dalla sua installazione in piazza Salotto. Sulle cause della rottura dovrà decidere il tribunale.
Proprio in questi giorni, mentre Toyo Ito viene incensato dall’altra parte del mondo, Pescara si prepara a dire addio all’opera tanto contestata che dopo l’autorizzazione del giudice probabilmente approderà (così com’è) a Francavilla al mare davanti al museo Michetti.
Il sindaco Luciani ne ha riconosciuto, infatti, comunque l’alto valore artistico ed oggi questa premiazione potrebbe dare nuovo slancio all’opera e a giovarne sarà Francavilla.

Il progetto più ambizioso di Toyo Ito resta comunque quello di 620 mila metri quadrati in costruzione a Taiwan: è il Taichung Metropolitan Opera House che dovrebbe aprire il prossimo anno. Proprio questa opera sembra che abbia profondamente impressionato i giurati.
Toyo Ito da piccolo sognava di diventare un giocatore professionista di baseball. E’ stato insegnante e mentore di molti architetti giapponesi. Oggi, contattato dalla stampa americana via Skype si è detto sorpreso per questo prestigioso riconoscimento , «non me lo aspettavo».
L’architetto è attualmente titolare di una cattedra presso la Università delle donne di Tokyo ed è professore emerito presso University of North London ed è visiting professor presso la Columbia University.

MASCIA: «TOYO ITO DISCONOSCE LA SUA OPERA»
Il sindaco Luigi Albore Mascia ha inviato un telegramma all’architetto Ito per congratularsi del nuovo successo conseguito, dopo quello ricevuto alla Biennale di Venezia per l’allestimento del padiglione giapponese.
«E’ un successo che corrisponde all’importanza di Ito e che oggi richiede un supplemento di impegno da parte della nostra amministrazione comunale a tutela del nome e della fama dell’architetto in merito alla futura destinazione dello Huge Wineglass, per il quale stiamo studiando una diversa collocazione sul territorio comunque consona e adeguata all’importanza dell’ideatore del ‘calice’». 
Ito, in realtà, ricorda Mascia, «già in più di una occasione ha addirittura disconosciuto la paternità del ‘calice’, sollecitando la sua rimozione affinchè non fosse più esposto nel centro della città, ritenendolo lesivo per la sua immagine. Per tale ragione la nostra amministrazione sta studiando una nuova collocazione che, da un lato ci consenta di ottemperare alla volontà del maestro Ito, ma al tempo stesso consenta ancora ai pescaresi di fruire di quel manufatto, che comunque oggi appartiene al Comune di Pescara e alla città intera e di cui oggi dunque, dopo il consenso del giudice al suo spostamento, possiamo di fatto disporre. Proprio attraverso l’avvocato dell’architetto Ito in Italia, Maria Alessandrini del Foro di Roma, siamo in attesa di conoscere le ultime determinazioni di Toyo Ito in merito alle possibili alternative individuate per la delocalizzazione del manufatto per poi procedere senza esitazioni».
MASCIA: «TOYO ITO DISCONOSCE LA SUA OPERA»

Il sindaco Luigi Albore Mascia ha inviato un telegramma all’architetto Ito per congratularsi del nuovo successo conseguito, dopo quello ricevuto alla Biennale di Venezia per l’allestimento del padiglione giapponese.«E’ un successo che corrisponde all’importanza di Ito e che oggi richiede un supplemento di impegno da parte della nostra amministrazione comunale a tutela del nome e della fama dell’architetto in merito alla futura destinazione dello Huge Wineglass, per il quale stiamo studiando una diversa collocazione sul territorio comunque consona e adeguata all’importanza dell’ideatore del ‘calice’». Ito, in realtà, ricorda Mascia, «già in più di una occasione ha addirittura disconosciuto la paternità del ‘calice’, sollecitando la sua rimozione affinchè non fosse più esposto nel centro della città, ritenendolo lesivo per la sua immagine. Per tale ragione la nostra amministrazione sta studiando una nuova collocazione che, da un lato ci consenta di ottemperare alla volontà del maestro Ito, ma al tempo stesso consenta ancora ai pescaresi di fruire di quel manufatto, che comunque oggi appartiene al Comune di Pescara e alla città intera e di cui oggi dunque, dopo il consenso del giudice al suo spostamento, possiamo di fatto disporre. Proprio attraverso l’avvocato dell’architetto Ito in Italia, Maria Alessandrini del Foro di Roma, siamo in attesa di conoscere le ultime determinazioni di Toyo Ito in merito alle possibili alternative individuate per la delocalizzazione del manufatto per poi procedere senza esitazioni».