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Abruzzo/Parco Majella. Niente più proroga al direttore Nicola Cimini dopo 16 anni

Teodoro Andrisano è al momento direttore facente funzioni

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Nicola Cimini

Nicola Cimini

 



ABRUZZO. Il direttore del Parco della Majella, Nicola Cimini (curriculum), non riveste più la carica che ha presieduto per oltre 16 anni, dal 1997 ad oggi ininterrottamente.
Dal primo marzo 2013 infatti il Parco non gli ha rinnovato più il contratto così come faceva da tantissimo tempo. Al suo posto c’è il suo braccio destro, Teodoro Andrisano (curriculum), che è oggi a tutti gli effetti direttore facente funzioni.
Nessun documento sul web, come nella peggiore tradizione dell’Ente, che chiarisca le motivazioni della scelta così diversa da sempre. Nessuna determina o delibera del presidente, Franco Iezzi, che revoca il mandato o che ne affida il nuovo ad altro soggetto.
Anzi figura ancora sul sito ufficiale quale direttore...
La notizia che circolava da mesi è stata confermata tuttavia indirettamente dalla firma sotto alcuni atti: la firma è quella di Andrisano con la specifica “direttore facente funzione”.

Non è una stranezza più di tante altre che hanno avvolto nell’ultimo ventennio questo ente pubblico così refrattario al controllo della sua gestione dei milioni di soldi pubblici che la Regione ha via via girato.
Il fatto inconfutabile è che dopo una serie di rimostranze, dopo l’inedita insistenza del sindaco di Caramanico, Mario Mazzocca, nonché presidente della Comunità del Parco, nel contestare le continue proroghe –a suo avviso illegittime- invece di fare nuove selezioni, è arrivata la mancata ennesima proroga.
Sarà una coincidenza? Quanto ha contribuito il momento così delicato politico e sociale? Quanto ha influito l’insistenza di controllo da parte di Mazzocca?
Chissà. La mancata proroga in mancanza di fatti (normativi) nuovi farebbe pensare ad una ammissione di colpa per il passato: perché oggi non si proroga e invece ieri e per 16 anni sì? Una vicenda che ricorda molto la protesta per la clamorosa mancata applicazione dell’albo on line, improvvisamente poi attivato dopo la denuncia pubblica…


In mancanza di trasparenza e di documenti le voci raccontano che in realtà alla richiesta del presidente Franco Iezzi a Cimini: “te la senti di continuare”, quest’ultimo gli abbia risposto “non più”.
Insomma la mancata proroga sarebbe in questo caso volontà piena di Cimini e la realtà posta così sarebbe utile anche per salvare la forma.
Sta di fatto che sempre dopo 16 anni di “incarico temporaneo” è stato pubblicato un avviso pubblico per affidare finalmente l’incarico di direttore generale del parco attraverso un iter previsto per legge.
Anche in questo caso qualcuno racconta che Cimini starebbe preparandosi a presentare domanda, come è ovvio, avendo tutti i titoli. Non è difficile dunque credere ad una pausa temporanea per Cimini in attesa di tempi migliori.
La spinta dei sindaci (non tutti) però si sente ed anche il Ministero inizia a muoversi: sembra che molta della nebbia creata in questi anni per offuscare si stia diradando. Chissà che anche con il controllo, la trasparenza e l’arrivo della democrazia il Parco Majella non serva meglio i cittadini della comunità.