VIABILITA'

Abruzzo/Strade provinciali: «situazione non più tollerabile, chiedere intervento di Roma»

La richiesta del presidente dell’Unci, Di Giuseppantonio

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Abruzzo/Strade provinciali: «situazione non più tollerabile, chiedere intervento di Roma»






ABRUZZO. «Ci siamo impegnati a intraprendere un'azione decisa e verso la Regione affinché quest'ultima intervenga tempestivamente e in maniera incisiva nei confronti del Governo».
E' questa la sintesi dell'ampio e articolato incontro tra il presidente dell'Unione delle Province Abruzzesi e presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, e il presidente regionale dell'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, Antonio Centi, che si è svolto ieri a Chieti.
Si chiede dunque l’intervento del governo nazionale per stanziare i fondi indispensabili per rimettere in sesto la malridotta viabilità provinciale, compresa quella che attraversa i comuni. «Solo così sarà possibile agire subito anche perché a trarne beneficio saranno i nostri cittadini, ormai esasperati dalla situazione che degenera ogni giorno di più».

I presidenti Di Giuseppantonio e Centi hanno convenuto sulla necessità di intervenire subito poiché è evidente «che lo stato attuale della viabilità, fermo restando le problematiche connesse alla sicurezza stradale, certamente prioritarie, non giova nemmeno all'immagine di una terra che si pone come obiettivo strategico la crescita e lo sviluppo turistico, fino a diventare una destinazione d'eccellenza a livello internazionale: Non possiamo fare campagne di promozione turistica senza poi essere in grado di accogliere i visitatori in maniera decorosa: le strade sono un biglietto da visita che qualifica un territorio».
«Poi ci sono le imprese - proseguono i presidenti Di Giuseppantonio e Centi - Ogni giorno il sistema rischia di non reggere, come ci hanno manifestato i rappresentanti delle aziende più importanti site nelle nostre aree industriali: come possiamo pretendere nuovi insediamenti produttivi con la viabilità che ci ritroviamo?>
«Ogni giorno percorro centinaia di chilometri sulle nostre strade - sottolinea il presidente Di Giuseppantonio - e il pensiero va alle migliaia di persone che le percorrono quotidianamente. Le Province non vogliono sottrarsi dalle proprie responsabilità ma non possiamo compiere il nostro dovere se non facciamo altro che subire tagli dalla Regione e dal Governo centrale. Senza la possibilità di mettere in sicurezza le strade a maggiore grado di rischio saremo costretti a imporre limitazioni di velocità eccezionali. Si tratta di un'ipotesi che allo stato attuale dobbiamo prendere in seria considerazione, non si può giocare sull'incolumità dei cittadini».
«Alla luce di queste considerazioni abbiamo ritenuto opportuno inviare una lettera alla Regione - concludono i Presidenti Di Giuseppantonio e Centi - con la richiesta di intervenire presso i Ministeri competenti affinché si trovi al più presto una soluzione chiara, condivisa e, pur se di medio termine, con un programma preciso e dettagliato per risolvere una questione che non fa onore alla nostra terra».