IL DIBATTITO

Palazzo Sirena. No all'Abbattimento: le ragioni del comitato “Risorgi Sirena”

Di Renzo attacca il progetto di Luciani: «fondi da usare per la messa a norma dell'edificio»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3007

palazzo sirena






FRANCAVILLA AL MARE. Acque agitate a Francavilla al Mare dove il comitato Risorgi Sirena ed il gruppo consiliare Democratici per Francavilla gridano “no all'abbattimento” della parte più vecchia dell'edificio di Palazzo Sirena, prevista nel progetto di ristrutturazione portato avanti dal sindaco Antonio Luciani.
Se n'è parlato in una conferenza stampa organizzata dal comitato che si batte da mesi per salvaguardare il futuro di uno dei simboli della città.
Il palazzo necessita di interventi di riqualificazione per portarlo alla massima efficienza ma non è fatiscente né inutilizzato, attualmente ospita la biblioteca, lo IAT e gode di tutte le principali agibilità.
Il comitato Risorgi Sirena per bocca del suo portavoce, Pierfrancesco Fimiani, ha voluto illustrare i problemi e gli obiettivi.
«Vogliamo tutelare e difendere Palazzo Sirena che rappresenta storia e tradizione per Francavilla, sia sotto il profilo patrimoniale e sia architettonico», ha detto Fimiani, «e non può essere trattato come un vecchio palazzo cadente di periferia che è meglio demolire piuttosto che ristrutturare. Dovrebbe essere invece considerata come una struttura centrale nella vita della città».
A chi negli ultimi mesi ha lanciato accuse all'organizzazione di essere un “comitato del no” risponde che  «vogliamo essere promotori di idee e di iniziative. Abbiamo già organizzato per il 26 aprile un incontro con la cittadinanza dove esporremo le nostre idee ed il nostro programma a riguardo».
Sarà invitato anche il primo cittadino di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, a sorpresa  presente anche oggi anche se è poi andato via molto presto.

«SERVE MENO DI UN MILIONE»
«I motivi per l'abbattimento non sussistono», attacca il Comitato Risorgi Sirena, «e soprattutto non si conoscono. Ci sono carteggi ed interviste dalle quali sono uscite 10 ragioni per abbatterlo. A nostro avviso tutte soggettive e tutt'altro che oggettive. Un motivo plausibile potrebbe essere legato a quello dei costi. Infatti secondo l'amministrazione comunale ci vorrebbe un milione di euro circa per rimettere in sesto Palazzo Sirena e renderlo nuovamente agibile».
Da un'analisi approfondita relativa al calcolo della spesa per i lavori di adeguamento impianti e manutenzione straordinaria, secondo il comitato, occorrerebbe un importo totale di circa 610mila euro.
Spese ripartite in 185mila euro relativi al nuovo impianto di climatizzazione a pompa di calore con alimentazione elettrica; 70mila euro per l'impianto fotovoltaico 25 KW, installazione di pannelli fotovoltaici e relative linee, sulla copertura curva della sala banchetti al terzo piano; 192mila euro per il miglioramento dell'efficienza energetica (sostituzione infissi, isolamento termico, pareti, ripristino a norma degli impianti antincendio ecc, ndr); 45mila euro relativi a manutenzione generale. Il tutto unito a 5mila euro di oneri sicurezza, 54.120 euro di Iva sui lavori fissata all'11%, spese tecniche 10% pari ad euro 49.200 e 10.335 euro di Iva su spese tecniche del 21%.
«I soldi per fare questo ci sono» – spiega Fimiani – «perché il comune ha già messo da parte 550 mila euro, dei quali 300 mila vincolati a lavori per il palazzo storico. Noi prevediamo una spesa  di 640mila euro, quindi c'è solo una piccola differenza. Inoltre il nostro progetto ha diritto ad avere dei finanziamenti per cui una gran parte della spesa sarebbe abbonata. Questi finanziamenti sono quelli previsti per aver aderito al patto dei sindaci che il comune ha sottoscritto nel 2009».
«Serve solo volontà attiva e non demolitoria».

DI RENZO: «EVITIAMO UNO SCEMPIO»
Il gruppo Democratici per Francavilla con il proprio capogruppo, Stefano Di Renzo, si sta battendo anche in consiglio per questa causa: «vogliamo evitare quello che sarebbe uno scempio ed il risultato della cattiva politica per la città. Demolire Palazzo Sirena non era nel programma elettorale e la decisione non può essere presa in mano così a cuor leggero».
«Abbiamo presentato un ordine del giorno che verrà discusso al prossimo consiglio comunale» – precisa Di Renzo – «per decidere sulla demolizione. Anche nel novembre 2012 strappammo la promessa di discutere della questione davanti ai rappresentanti dei cittadini. Noi auspichiamo che non ci siano più non luoghi, cioè posti potenzialmente pieni di vita che sono fermi ed addormentati. Posti che creano anche danni di immagine».
Sui 300mila euro già elargiti dallo Stato ha spiegato: «sono vincolati per l'adeguamento degli impianti e della struttura polifunzionale di Palazzo Sirena e non possono essere utilizzati per altri tipi di lavori fra cui la demolizione della struttura più vecchia».
«I fondi» – conclude il capogruppo dei Democratici per Francavilla – «dovrebbero essere usati solo per l'adeguamento e la messa a norma dell'intero edificio».
Nei mesi scorsi i Democratici per Francavilla avevano lanciato una sottoscrizione per il “Manifesto per Palazzo Sirena”. Undici punti che spiegavano le ragioni del no alla demolizione della parte più vecchia dell'edificio. 

LUCIANI: «CHE DELUSIONE»

Lapidario il commento del sindaco: «Ennesima profonda delusione. Nessun progetto, nessuna alternativa, nessuna proposta costruttiva. Un foglietto con un elenco di costi incredibilmente superficiale, nessun riferimento ad eventuali utilizzazioni future, nessuna spiegazione in merito all'inagibilità del palazzo, nulla, nulla, nulla. Solo qualche volto in cerca di facile pubblicità. Ma il fenomeno "Grillo" non vi ha insegnato niente? I cittadini non vogliono chiacchiere ma fatti»


Andrea Sacchini