LA SCOPERTA

L’erede degli imperatori Costantino e Giustiniano è un principe e vive in Abruzzo

Tra titoli ed araldi da poco è diventato proprietario di un ordine imperiale

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L’erede degli imperatori Costantino e Giustiniano è un principe e vive in Abruzzo




CITTA’ SANT’ANGELO. Se tra i più è noto che l’Impero Romano è bello che seppellito, non molti sanno che i ‘discendenti’ degli imperatori che hanno fatto la storia d’Oriente e Occidente esistono ancora e sono sparpagliati per il mondo. Anche l’Abruzzo può vantare il suo.
Il principe (dell’Impero della corona di Marziano II Lavarello Lascaris Paleologo Basileo di Costantinopoli) vive a Città Sant’Angelo e da poco ha dichiarato urbi et orbi di essere diventato proprietario «esclusivo», per usucapione, dell’ordine imperiale costantiniano Angelico Della Milizia Aurata d’Oriente «con lo jus imperi, jus majestatis, jus honorum, e tutte le prerogative e titoli ad esso pertinente già di Marziano II morto senza eredi nel 1992».
Tutto vero. Anzi tutto ufficiale, con il crisma della gazzetta delle leggi abruzzese, il Bura, che riporta la dichiarazione autografa.
Sul bollettino «sua altezza reale e Serenissima» Leonardo Salomone dà notizia di aver acquistato, a decorrere dal 28 gennaio 2011 per intervenuta usucapione ultraventennale (nessuno ne ha rivendicato la proprietà nel frattempo), il pieno ed esclusivo possesso dell’ordine imperiale.

IL PRINCIPE DELLA PORTA ACCANTO
Il principe ha 53 anni, è originario da Charleroi (Belgio) ed è un artista. Vive a città Sant’Angelo in una abitazione che è passata inosservata, fino ad ora.
Probabilmente ha più titoli nobiliari che castelli: oltre ad essere principe del Sacro romano impero d'oriente, è VI Principe della Torre, Principe d'Oriente, Duca di Lemnos, Duca di Sogane, III Marchese di San Ferdinando. E forse molto altro.
Sul Web, un sito di arte gli dedica una pagina con tanto di biografia e una sua opera (una pittura dal titolo ‘Principe sovrano dell'ordine dei cavalieri d'oriente’. Praticamente un autoritratto). Nella biografia si racconta che negli anni 70 ha frequentato l'accademia delle Belle Arti di Charleroi per 5 anni, poi ha lavorato in India con un istituto di cultura «dove ha collaborato alla creazione di basso rilievi e statue religiose per un museo di New Delhi e per vari templi nel mondo».
Ama gli acquarelli, la pittura ad olio e la scultura di creta ma è anche specializzato in «disegni araldici computerizzati su richiesta anche stemmi araldici in olii su tela». Un artista forse conosciuto, di certo sconosciuto in Abruzzo come principe, almeno fino ad oggi, ma riconosciuto dalla legge come legittimo proprietario di quell’ordine lì.

L’EREDITA’ DI MARZANO II: L’ORDINE TRA IL DISORDINE
Se del principe Salomone nella Rete non ci sono poi molte tracce, lo stesso non può dirsi di Marziano II, ovvero colui il quale era il proprietario dell’Ordine oggi ereditato dal principe abruzzese.
Nel 2007 ne scrisse sul Corriere della Sera anche Gian Antonio Stella e ne uscì un ritratto particolare in un articolo dedicato all’ossessione dei titoli onorifici e alla «debolezza umana» di autoproclamarsi qualcosa. Scriveva Stella: « Marziano Lavarello nel 1958, in una chiesa romana di confessione metodista, riuscì a farsi posare sulla testa da parte di «Sua Beatitudine il Patriarca dell’Antica Chiesa Bizantina» (un pretino dall’aria inquietante) la corona di «Altezza Imperiale Marziano II, Basileus, Tredicesimo Apostolo». Nonché «duecentesimonono Imperatore dei Romani». Il tutto sotto l’ala protettiva dell’«imperatrice madre», la «Basilissa Olga». Che avrebbe poi assistito il figlio nella sistematica distribuzione di titoli nobiliari fasulli e perfino in una fantastica rivendicazione, spedita per raccomandata al tribunale dell’Aja, del Regno di Serbia».
Il sito culturagay.it  invece descrive Marzano II come colui che «osò auto-proclamarsi porfirogenito Imperatore di Bisanzio per diritto ereditario fasullo, inseguendo folli ambizioni personali. Soltanto nel pazzo clima dell'epoca un vero matto, come lui, poteva sfuggire al manicomio dove avrebbe fatto buona compagnia ai tanti sedicenti Napoleone Bonaparte. Immedesimatosi totalmente e con furbizia, nel suo ruolo, Marziano II seppe creare un business non indifferente con vendite, a caro prezzo, di falsi titoli nobiliari a chiunque lo richiedesse».
Il mondo parallelo di araldi, titoli, conti e imperatori di Marzano II incrociò persino quello del più famoso principe De Curtis, in arte Totò, che sosteneva di essere lui l’erede del trono di Giustiniano e dunque d’essere l’unico a poter ostentare il titolo di «Sua Altezza Imperiale Antonio Porfirogenito della stirpe Costantiniana dei Focas Angelo Flavio ducas Comneno di Bisanzio, principe di Cilicia, di Macedonia, di Dardania, di Tessaglia...»
«Alla fine Marzano II perse», ricostruisce il giornalista Giovanbattista Brambilla, «beccandosi una condanna a un anno e sei mesi di prigione per reato di calunnia, oltre a due mesi per diffamazione e pagamento dei danni morali e spese processuali. Pene mai applicate per via di una fortuita amnistia e della generosità di Totò».
La sua vita finì in un monolocale romano e grazie al sostegno della Caritas. Morì nel novembre del 1992, senza eredi diretti, come ricorda oggi Salomone sul Bura abruzzese.

CAVALIERI ANTICHI
Ma cos’è questo Ordine Sacro Imperiale Militare Nemantico Angelico Aurato Costantiniano di cui oggi il principe di Città Sant’Angelo è divenuto proprietario esclusivo? Sempre la Rete arriva in soccorso e sul sito ufficiale si legge che si tratta del «più antico ordine cavalleresco esistente. Fu istituito dall'Imperatore San Costantino Flavio Giulio Valerio nell'anno 312 d.C»
Anche qui si ricorda che «il sovrano Marziano II scompare nel novembre del 1992» e «non avendo eredi diretti designa come erede di tutti i suoi privilegi dinastici sua cugina la principessa Donna Filomena Vitellozzi Monti di Lubania che diventa il 154° Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano di Rito Orientale».
Nessuna traccia in quella pagina di Salomone.

IL SACRO ROMANO IMPERO
Il suo nome compare invece in un altro sito, quello dell’ Ordine Sovrano Dei Cavalieri D'Oriente dove si spiega che «il 21 giugno dell’anno 1998, dopo la morte del suo predecessore avvenuta l'anno precedente» prende in mano l’Impero «Sua Altezza Reale e Serenissima Salomone Leonardo»
Dal 1997 l'Ordine ha adottato lo stemma Imperiale della Realcasa d'oriente ossia quello dalla Casata dei Principi Salomone.
«Questo decreto», si legge ancora, «è stato legalizzato a Londra dal primo segretario di stato di Sua Maestà la regina del Regno Unito e dell’Irlanda del nord con il protocollo numero H037639 rilasciato in data 17 giugno 2002».
Storie da libri di storia o trovate geniali per appendersi al collo qualche medaglia. Ora però anche la legge riconosce il principe d’Abruzzo.


Alessandra Lotti