PETROLIO A CASA NOSTRA

Abruzzo. Ombrina Mare, Vasto dice no, Pd pensa alla modifica del decreto Sviluppo

Paolucci: «dato mandato ai nostri parlamentari»

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ABRUZZO. Con una delibera votata all'unanimità oggi il Consiglio comunale di Vasto ha ribadito la propria «ferma e decisa contrarietà alla realizzazione del progetto 'Ombrina Mare 2' a circa sei km dalla coste abruzzesi».
Erano state presentate due diverse delibere della maggioranza e delle opposizioni: al termine della riunione dei capigruppo è stato stilato un documento condiviso che ha raccolto i voti dei 17 consiglieri presenti. In particolare la delibera impegna l'amministrazione comunale a sollecitare parlamentari, consiglieri regionali e provinciali a mettere in campo iniziative «che escludano permanentemente l'insediamento di nuovi impianti petroliferi nel mare abruzzese e in tutto l'Adriatico».
Si sollecita i parlamentari abruzzesi a inserire nel programma del prossimo Governo l'immediata revisione della Strategia energetica nazionale e si invita la Regione Abruzzo «a contrastare il progetto non solo all'interno delle 12 miglia dalla costa ma anche oltre».
Il Consiglio comunale di Vasto si impegna a coordinarsi con gli altri comuni costieri d'Abruzzo, del Molise e della Puglia per promuovere azioni sinergiche aderendo sin da ora alla manifestazione prevista per il 14 aprile proponendo Vasto come sede. Infine l'impegno a organizzare un'assemblea cittadina che coinvolga «cittadini, associazioni ambientaliste e di categoria, operatori turistici e della pesca».


Intanto sempre questa mattina il Partito Democratico ha dato mandato ai parlamentari di modificare il decreto Sviluppo che ha determinato la ripresa della procedura autorizzatoria di Ombrina Mare 2, e di intervenire presso il governo per bloccare l’iter di questa e di altre autorizzazioni a perforare la costa abruzzese.
«La scelta dell’economia verde, della sostenibilità, del turismo e dell’agroalimentare di qualità è per noi irrinunciabile», spiega il segretario regionale del Partito Democratico Silvio Paolucci. 


«Abbiamo espresso questa posizione in maniera partecipata e democratica, discutendone nella riunione di ieri della direzione regionale – sottolinea Paolucci – e abbiamo ribadito la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di petrolizzazione della costa abruzzese, così come hanno anticipato i nostri consiglieri regionali nei giorni scorsi. Non è una scelta di integralismo ecologista, ma una posizione ragionevole che punta a dare una svolta all’economia della nostra regione investendo con decisione e senza tentennamenti verso le energie rinnovabili, il turismo sostenibile, la bioedilizia, l’agroalimentare di qualità che resta fra le pochissime voci che migliorano le proprie performance nelle esportazioni. Gli idrocarburi e i petrolchimici, nel 2013, appartengono al passato».