IL CASO

Pescara. La gaffe di Mascia: largo al premio letterario che oscura il Flaiano

La gestione della cultura a Pescara offusca il gioiello di casa

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

8199

Pescara. La gaffe di Mascia: largo al premio letterario che oscura il Flaiano

 

 



PESCARA. Forse questa volta il campanilismo non c’entra.
Anzi potrebbe darsi che l’iniziativa del sindaco Albore Mascia di aprire ad un prestigioso premio letterario non indigeno sia proprio l’esatto contrario del campanilismo.
Se però dal Comune l’evento, promosso in collaborazione con Giordano Bruno Guerri e vero promotore dello sbarco del Campiello in riva all’Adriatico, viene lanciata con enfasi, a qualcuno può non fare troppo piacere.
Edoardo Tiboni, per esempio, storico organizzatore e inventore dei Premi Flaiano, amico del celebre e acuto sceneggiatore, è trasecolato questa mattina quando ha letto i giornali.
Infatti i Premi Flaiano si consegnano a Pescara da 40 anni e leggere del prestigioso premio letterario Campiello in città negli stessi giorni in cui si tiene il Flaiano è apparso inopportuno. Tiboni non crede che una cosa del genere possa essere il frutto di una concertazione mirata e studiata di una amministrazione comunale così ha scritto 5 righe a Bruno Guerri.


«Ho appena letto che il 20 luglio prossimo, per l'inaugurazione del festival dannunziano, verranno i finalisti del Premio Campiello 2013» scrive Tiboni, «ma a luglio da 40 anni si consegnano i Premi Flaiano di letteratura! Sono pertanto meravigliato dell'iniziativa e le chiedo se non ritenga opportuno evitare una simile sovrapposizione. Anche perchè dubito che a Venezia inventerebbero mai qualcosa del genere. Informo della mia iniziativa anche il sindaco Luigi Albore Mascia».
Possibile che nessuno a Palazzo di città abbia notato la coincidenza di tempi e la sovrapposizione di iniziative simili? Non che si parli di premi letterari di serie A e serie B ma indubbiamente quello che porta in città Mascia è il premio letterario più prestigioso e per questo è inevitabile lo “sgarbo istituzionale” ai premi Flaiano che tra mille fatiche (a volte titaniche) hanno comunque raggiunto una risonanza più che nazionale.
Il Campiello è il Campiello ed in questo caso tutti i riflettori saranno per questo evento mentre il Flaiano sarà destinato ancora una volta a soccombere e subire la “concorrenza scorretta” sponsorizzata dal Comune.


Povero Flaiano. Povero in tutti i sensi anche perché nelle ultime tornate si è assistito praticamente in maniera ciclica a proteste fotocopia con gli organizzatori che lamentavano la scarsa attenzione delle istituzioni e i contributi sempre più “spiccioli”.
In extremis si è poi riusciti comunque a tenere le ultime edizioni dei premi anche alle prese con la mancanza di una sede ma lo smalto di un tempo è venuto a mancare proprio per l’assenza spesso degli enti locali come Comune e Regione che per i noti problemi di bilancio hanno stretto la corda.
Spending review sulla cultura nostrana ed i gioielli di casa, spending review che però non investe la cultura che viene da altre regioni. Dunque non si potevano investire i soldi spesi per portare il premio Campiello a Pescara nel premio Flaiano e potenziarlo davvero? Non si potevano anche risparmiare altri soldi sempre in tema di cultura per dare ossigeno anche ad altre manifestazioni culturali locali?
A Pescara da qualche anno la cultura è imposta da Guerri che è a sua volta imposto da Mascia, c’è chi è molto contento e felice per il «grandissimo pubblico» che richiamano le iniziative organizzate. C’è qualcun altro che invece proprio non afferra la logica di certe scelte.