IL FATTO

Spot pasta De Cecco, consorzio pomodoro San Marzano chiede i danni all’azienda

«Denigrati i nostri prodotti per esaltare la pasta»

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Spot pasta De Cecco, consorzio pomodoro San Marzano chiede i danni all’azienda

Lo spot




ABRUZZO. «Quello spot lede l’immagine del pomodoro San Marzano».
Il Consorzio di tutela del famosissimo pomodoro dalla forma allungata originario dell'agro sarnese-nocerino e particolarmente adatto per preparare pelati e conserve si scaglia contro uno spot televisivo.
Quello del pastificio abruzzese De Cecco dove un attore-cuoco (Michele La Ginestra) arriva a decretare che non è poi così importante la scelta degli ingredienti che compongono un primo piatto, perché il vero asso nella manica è la pasta di quella marca lì.
Interno giorno, cucina. «Per una pasta veloce veloce? Olio, uno spicchio d’aglio ma va bene anche la cipolla…. Pomodori pachino, anzi San Marzano», dice l’attore-cuoco mentre spignatta. Poi si sorpassa sul basilico, completamente appassito in frigo. Qui arriva il consiglio a comprare quella marca lì «perché il vero segreto è la pasta». Insomma, per fare una buona pasta, ci vuole una buona pasta.
Nell’idea del direttore dell’area marketing del pastificio, Giovanni Alleonato, il messaggio da trasmettere (affidato alla società stv DDB) era quello di «legare maggiormente i valori della vicinanza e della familiarità della nostra marca, all’alta qualità che da sempre è nel nostro dna».
Ma in Campania, dove conoscono bene la storia dello spaghetto sciuè sciuè qualcuno l’ha presa male e quello spot non l’ha proprio digerito. Quel qualcuno si chiama Pasquale D'Acunzi, presidente del Consorzio di tutela del pomodoro San Marzano, che alla Gazzetta del Mezzogiorno ipotizza addirittura di trascinare la società abruzzese anche in tribunale.
Perché? Perché quello spot sarebbe «lesivo dell’immagine del pomodoro San Marzano» e provocherebbe «grave nocumento economico per gli operatori agricoli ed industriali impegnati nel ciclo di coltivazione e trasformazione. Questa rappresentazione pubblicitaria trasmette all’ascoltatore il messaggio che per esaltare la pasta basta anche solo denigrare altri prodotti che non interessa, come invece sarebbe auspicabile anche nell’interesse della pasta stessa, affermare che questo prodotto, insieme ad altri di eccellente qualità, può garantire uno stile alimentare unico al mondo senza alternative o adeguamenti similari di generica qualità. Per queste ragioni, oltre a richiedere al pastificio De Cecco di rettificare lo spot, il Consorzio fa richiesta di compensare il danno causato nelle forme che l'azienda riterrà più efficaci concordandole con il Consorzio. Lo stesso nelle more valuterà ogni azione di tutela nelle sedi opportune».
a.l.