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Abruzzo/ Legge elettorale: via il listino. Restano incertezze su soglia sbarramento

Legge in discussione in Consiglio regionale

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Sospiri e Venturoni




L’AQUILA. E’ cominciata questa mattina la discussione sul progetto di legge riguardante le norme per l’elezione del Consiglio regionale e del presidente della Giunta.
Il punto determinante è l’abolizione del listino che fa parte di una più generale riforma della materia elettorale, che ha già portato alla riduzione del numero dei consiglieri regionali dagli attuali 45 a 31, e di quello degli assessori, che passano dagli attuali 10 a 6.
La norma in vigore dalle elezioni regionali del 1995 stabilisce che il 20 per cento dei seggi, 7, viene assegnato come premio di maggioranza, per garantire la governabilità alla lista che vince le elezioni.
Il presidente della Commissione Speciale per la Legge elettorale, Lorenzo Sospiri (PdL), ha illustrato le linee principali del provvedimento legislativo, sollecitandone una rapida approvazione in previsione delle prossime regionali. Sul testo licenziato nelle scorse settimane in Commissione, sono stati presentati circa 1200 emendamenti da Rifondazione Comunista e dal Pd.
Dopo Sospiri, nella discussione è intervenuto il Capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro, secondo cui «è più importante garantire la governabilità della Regione, piuttosto che portare a casa il risultato della legge da parte di Sospiri». 


D’Alessandro ha ribadito che il Pd è d’accordo sul 90 per cento dei contenuti del testo di legge, ma si è detto contrario «a sbarramenti immorali che favorirebbero solo la frammentazione dei Gruppi presenti all’Emiciclo». Altro punto su cui si è soffermato è la questione del voto disgiunto, su cui il Pd è favorevole perché, secondo D’Alessandro «il cittadino deve poter scegliere sia il candidato presidente, sia il candidato Consigliere».
A questo proposito, il Capogruppo del Prc Maurizio Acerbo ha rilevato che in caso di voto disgiunto, così come per le elezioni comunali e provinciali, è necessario il sistema del “doppio turno”. Acerbo ha poi censurato l’atteggiamento del Pd, rilevando che Rifondazione ha presentato i suoi emendamenti per bilanciare proprio quelli del Partito Democratico. «Emendamenti preventivi a difesa della democrazia», li ha definiti. Al centro dello scontro c’è la questione della soglia di sbarramento, fissata al 4 per cento nel testo licenziato in Commissione.
Soglia condivisa sia da Rifondazione, che dal PdL, ma non dal Pd. «Possiamo diminuire gli emolumenti – ha puntualizzato Acerbo – ma non la democrazia, così come rimane nodale la questione della rappresentanza di genere». E’ intervenuto anche il Capogruppo dell’Udc Antonio Menna, che ha difeso il lavoro fatto in Commissione, mentre il Consigliere dell’Idv Cesare D’Alessandro ha proposto di approfondire ulteriormente la discussione in Commissione, così da consentire l’approvazione nella prossima seduta, in programma tra due settimane.