ECONOMIE

Imprese artigiane: il sistema economico e produttivo è in crisi e la politica sta a guardare

Dalla Cooperativa artigiana l’ultimo grido di allarme per l’economia Teramana

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TERAMO. Gli istituti di credito non erogano i finanziamenti nemmeno se sono garantiti al 90% dalle cooperative di garanzia; i tassi di interesse sono tra i più alti d’Italia; ritardi ingiustificati nelle erogazioni; imprese ridotte alla miseria e costrette a chiudere bottega.

Eccole tutte in fila le piaghe della attuale crisi economica che sta mettendo a dura prova le imprese italiane e abruzzesi. Il quadro (l’ennesimo) che emerge dal Teramano è drammatico neanche a dirlo.
L’economia sembra essere ad un punto di snodo cruciale e sembra essere necessario un intervento “esterno” legislativo risolutorio per sbloccare questa empasse che sembra un cane che si morde la coda.
Di questi argomenti si è discusso ieri sera al Consiglio di Amministrazione della Cooperativa Artigiana di Garanzia “Città di Teramo e Provincia”.
Le imprese sono costrette a chiedere finanziamenti nonostante siano creditrici nei confronti dello Stato e, come spesso accade, le banche non le finanziano costringendole a chiudere bottega per non parlare del gesto estremo di alcuni imprenditori che arrivano addirittura a togliersi la vita.
Una tragedia che non vede soluzioni. La politica, dopo i grandi segnali che il Popolo italiano ha dato nelle ultime elezioni, perde ancora tempo a proporre programmi di governo senza interventi sostanziali verso l’economia.

I SOLDI CI SONO MA IL LORO UTILIZZO NON AIUTA LE IMPRESE.

«I Politici non pensano minimamente di rinunciare ai rimborsi elettorali», sono le argomentazioni emerse nell’assemblea di ieri , «non pensano  a saldare i debiti con le imprese; a ridurre la spesa pubblica e gli sprechi; ad eliminare le Province, le società pubbliche e partecipate; a ridurre il numero dei parlamentari; ad eliminare i Senatori a vita; ad accorpare i Comuni sotto i 5 mila abitanti; a ridurre gli stipendi dei politici fino ad un massimo di 5 mila euro al mese e senza possibilità di cumularne più di uno; a ridurre il numero dei Ministri e dei relativi Ministeri; a vendere gli immobili dello Stato inutilizzabili o abbandonati; a calcolare la loro pensione in base ai contributi versati nel periodo in cui rimangono in carica che dovrebbe durare al massimo due legislature; a ridurre i tempi della giustizia che penalizzano tantissimo le imprese; ad eliminare, per chi inizia una nuova attività, i costi almeno per i primi 3 anni; a ridurre gli stipendi e le pensioni d’oro».
Chiara e univoca la relazione del Presidente della Cooperativa, Luciano Di Marzio, che con l’occasione sollecita i parlamentari abruzzesi «a farsi carico di questi suggerimenti e ad attivarsi nel più breve tempo possibile per frenare la chiusura delle aziende ed evitare il conseguenziale aumento della disoccupazione».
    Il Consiglio, inoltre,  ha deciso, per facilitare l’accesso al credito al fine di evitare la chiusura delle loro aziende, di mettere a disposizione dei soci oltre un milione di euro del fondo antiusura ancora a disposizione della Cooperativa, aumentando la garanzia prestata fino al 100% con l’auspicio che le banche non si rifiutino di erogare finanziamenti a “rischio zero”.
    Un appello è stato rivolto anche al Governatore Gianni Chiodi che «tanto ha fatto nella sanità», ha detto Di Marzio, «come pure all’Assessore Paolo Gatti che è riuscito ad avere un avanzo di risorse per la cassa integrazione; ma molto poco verso le imprese, specialmente quelle artigiane, non ostacolando l’Assessore Castiglione il quale ha avuto il coraggio ridurre a zero le risorse a favore delle imprese oltre ad eliminare dal bilancio regionale del 2010 i fondi per l’abbattimento del tasso di interesse che l’artigianato aveva da quasi quaranta anni; il tutto ignorando l’art. 45 della Costituzione che recita “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato” riconoscendo così all’Artigianato un ruolo molto importante per l’economia del paese come avvenne nell’immediato dopoguerra».