L'INCHIESTA

L’Aquila. 6 aprile: per i funerali degli aquilani altri 2 indagati

L’inchiesta si allarga

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L’Aquila. 6 aprile: per i funerali degli aquilani altri 2 indagati




L’AQUILA. Si allarga l'inchiesta della procura della Repubblica de L'Aquila sulla presunta truffa sui funerali solenni delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009.
Fino a questo momento erano indagati due rappresentanti della impresa funebre Taffo che opera all'Aquila e a Roma.
Ma adesso c’è una novità: altre due persone sono state iscritte sul registro degli indagati: si tratta dei rappresentanti legali delle imprese Pacini, dell'Aquila, e della società Eurocof, di Roma. Per entrambi l'ipotesi di reato è di truffa ai danni dello Stato per i servizi legati ai funerali del 10 aprile 2009, quattro giorni dopo il tragico sisma che causò la morte di 309 persone.
Il titolare dell'impresa Pacini rigetta ogni addebito: «Non abbiamo ricevuto nessun avviso di garanzia, il nostro coinvolgimento comunque ci sorprende non poco, infatti, siamo totalmente estranei ai fatti, anzi in questa vicenda siamo parte lesa perché abbiamo ricevuto incarichi esclusivamente dalle famiglie delle vittime e non da parte delle istituzioni pubbliche con affidamenti diretti».
Per lo stesso reato a febbraio del 2012 la procura ha messo sotto inchiesta i fratelli Piero e Luciano Giustino Taffo della ditta Taffo Gaetano e figli. Secondo le indagini della Guardia di Finanza dell'Aquila l'impresa avrebbe fatturato servizi effettuati da altre imprese funebri a cui si erano rivolti i parenti delle vittime del terremoto. In particolare, le Fiamme gialle hanno riscontrato irregolarità in 29 fatture per forniture di bare e altre 20 per il trasporto delle salme nei luoghi di residenza, per un importo di 40 mila euro circa.
L'impresa Taffo ha agito nei funerali solenni a cui avevano partecipato le massime cariche dello Stato, su incarico dell'allora Prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli (attuale responsabile del Dipartimento di protezione civile nazionale) nominato referente del Governo da poche ore.
La ditta aquilana ha sempre respinto ogni addebito e a dare nuovo impulso alle indagini sarebbe stata proprio la presentazione da parte della famiglia Taffo di una dettagliata denuncia querela in cui gli indagati della prima ora, evidentemente, passano al contrattacco.
E per approfondire le indagini condotte dalla Guardia di finanza la procura ha iscritto sul registro degli indagati altre due persone.