L'INTERCETTAZIONE

Abruzzo/Giorgio D’Ambrosio avvertito dell’inchiesta: ancora fughe di notizia

Dall’inchiesta Ato emergono intercettazioni che proverebbero la violazione del segreto

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Giorgio D'Ambrosio

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PESCARA. Non è la prima volta e non sarà l’ultima.
Anzi quando si parla di inchiesta sulla pubblica amministrazione e quando c’è di mezzo la politica la fuga di notizie è praticamente una certezza. E’ capitato anche nell’inchiesta Ato del pm Valentina D’Agostino che sta per approdare in dibattimento ed ha per ora mietuto la prima vittima, il segretario generale della provincia di Pescara, Fabrizio Bernardini, che ha patteggiato la pena.
Nell’inchiesta, durata oltre due anni e che ha fatto emergere un metodo di gestione quanto meno inappropriato, dubbio, oscuro e non teso all’esclusivo interesse pubblico vi sono anche molte intercettazioni telefoniche che hanno contribuito a delineare lo scenario della gestione del servizio idrico politicizzato.
Tra i principali indagati c’è il sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio, anche lui rinviato a giudizio e tra i principali esponenti del “partito dell’acqua”.
L’associazione Codici ha presentato l’ennesimo esposto alla procura della Repubblica per fuga di notizie poiché dalle carte dell’inchiesta emergerebbe in maniera inequivocabile che lo stesso D’Ambrosio sia stato avvertito da un suo amico di essere sotto controllo e poi di non esserlo più. La Digos che ha indagato ha dedicato un paragrafo dell’informativa finale a questo episodio chiedendo di approfondire e di riuscire a risalire al presunto autore della fuga.
Di certo la notizia proviene direttamente dalla procura in quanto le notizie sono qualificate e date quasi in tempo reale, cosa che solo chi ha accesso a determinati archivi e lavora a strettissimo contatto con inquirenti e investigatori può sapere.
Sulla vicenda non è escluso che sia stato già aperto un fascicolo d’indagine magari già portato a termine ma dalla procura non filtrano notizie a riguardo. Sul caso tuttavia girano molte voci che indicherebbero l’autore in un insospettabile impiegato.
«Siamo di fronte ad un sistema in cui si è aperta una falla, ma non sappiamo dove», ha detto Domenico Pettinari di Codici, «la collettività pretende di sapere l'identità di quelle persone che, in possesso di tali informazioni, hanno determinato una falla nel sistema, favorendo l'indagato D'Ambrosio».

RIVELAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO E FAVOREGGIAMENTO REALE
Secondo la Digos dietro la fuga di notizie potrebbe esserci anche il favoreggiamento reale, reato che andrebbe appunto perseguito in una indagine parallela ai danni dell’autore.
Sta di fatto che sono due le comunicazioni che la polizia ha evidenziato al pm in particolare un Sms ed una conversazione, fra D’Ambrosio ed un certo W.D.L. «il cui contenuto è inequivocabilmente riconducibile ad un avvertimento relativo alle intercettazioni in atto», scrive la Digos.
Chi sia il misterioso interlocutore Codici non lo dice ma la polizia lo individua e annota che è di Pianella, coniugato e lavora in una importante industria di Chieti Scalo.
Il 3 dicembre 2010 parte dal cellulare dell’uomo questo Sms:
«Buongiorno, dal 1 dicembre non sei controllato. attenzione al trabocchetto! controllano i tuoi amici e colleghi !r.».
Subito dopo, alle 13.48, Giorgio D’Ambrosio chiama l’uomo per chiedere chiarimenti in merito al contenuto del messaggio. Lo scopo della telefonata è quello di avvertire della fine delle intercettazioni poi l’argomento vira su presunti lavori e progetti su immobili non meglio identificati

UOMO : Giorgio!
D'AMBROSIO : Oh! (ride)
UOMO : Oh! Eh!
D'AMBROSIO : Uh, uh! Ah! Siamo liberi!
UOMO : Eh...No, mi ha chiamato... Ti doveva chiamare già l' altro giorno.
D'AMBROSIO : Uh, uh!
UOMO : Sarà già due giorni fà: , ha detto: «Guarda che, già hanno tolto tutto, quindi!»
D'AMBROSIO : Si sono stufati.
UOMO : Eh, evidentemente, hanno fatto quello che dovevano fare! Non è che puoi stare...(non finisce la frase)
D'AMBROSIO : Eh! ... una vita, appresso a me!
UOMO : Guarda...è…
D'AMBROSIO : Siì, sì! Ci ho pensato, al corollario.
UOMO : Eh, eh, eh!
D'AMBROSIO : Va bene. Ti ho rivisto il fine settimana, eh! Questo, mò facciamo l'atto con Morello, ormai, stiamo sulla via finale.
UOMO : Ah...e va bene. Quindi, anno nuovo...(non finisce la frase).
D'AMBROSIO : Io, ce lo ho appresso, se non sbaglio. Me lo sono riportato .
UOMO : Eh!
D'AMBROSIO : Uno schizzo, dobbiamo decidere cosa fare! Quindi, ci possiamo sentire pure domenica. Andiamo a vedere giù. non so se qui, c' ho le chiavi. Perché, questo...In base a quello che decidiamo che ci serve per questo, aggiustiamo quell' altro.
UOMO : Uh! Va bene.
D'AMBROSIO : ...( si accavallano le voci)...Domenica, se era sufficiente, di dare il salone grande e il salone dove stavano, quelli di fronte al ..al come si chiama...Va beh, quello dove stava quella, Manuela, ieri, a fare ...( non finisce la frase)
UOMO : Manuela! Ma guarda, che là, bisogna chiude...cioè; chiudi una parte oppure, apri una porta
D'AMBROSIO : Se facciamo un gazebo fuori, che non costa molto, facciamo e là, lasciamo solo uno stanzone grande e basta. Quell' altro, io vorrei fare, tipo un salone grosso che può essere utile, se uno lo vuole per le feste, eccetera.
UOMO : Ma, a Giò, tanto, si può utilizzare, non è che è una cosa...E' una cosa per utilizzarla , per tutti quanti, eh. Non è che ...
D’AMBROSIO : Eh! Quella, lasciare, rompere il muro, anche lungo il corridoio, lasciare, non so...Ma, secondo te, tu, mo lo sai questo, ma quest'oratorio, ci vogliono vedere ancora, sotto? Sì!
UOMO : Ma sì, sì le cose ci si fa ma non è che...Non è che ci si fa tanto. Ecco, mò, il periodo natalizio, si può fare. Si fa qualcosina, ma...(non finisce la frase). Ma, io...Cioè, prendendo pure tutt'e due le stanze, non è detto che gli altri non lo possono utilizzare, eh! Cioè, assolutamente!
D'AMBROSIO : No...io, perciò, volevo lasciare...
UOMO : E' una cosa per tenerlo in cura come si deve, capito?
D'AMBROSIO : No, ma sempre tu, ce l'hai in cura. Intendevo, di lasciarlo per le attività. Certo, uno che se lo prende in cura, con la porta (?) di coso, e vuol fare il compleanno, è normale, si può pure rivolgere....Preparami questo. Io, ci metterei una porta di quelli lì, in ferro.
UOMO : Esatto.
D'AMBROSIO : Che si a ...che si apre solo dal lato bar...In modo che tu, puoi comunicare e loro, no, e , in caso...Perché là, resterebbe uno spazio. Uno, lo può chiedere in affitto, lo può chiedere a te, poi lo vediamo.
UOMO : Sì...sì. Va bene.
D'AMBROSIO : Io, il disegno ce l'ho.
UOMO : Eh! Domenica, che ne so . Se domenica...Ci possiamo pure sentire domenica, come ti pare.!
D'AMBROSIO : Eh! Va bene. Sì domenica, ci possiamo sentire, dai!
UOMO : Va bene. OK.
D'AMBROSIO : Oh, eh...Acchiappiamo pure Arturo, caso mai, un attimo.
UOMO: Eh!
D'AMBROSIO : Ho un' idea. O sabato pomeriggio, vediamo come si può aggiustare.
UOMO: Va bene. Dai, va bene, dai, Ti chiamo domani, Se tu, ci stai, possiamo fare pure domani.
D'AMBROSIO : Io, pomeriggio, si può fare. Domattina, ho un impegno...Montesilvano, Pomeriggio, si può vedere.
UOMO: Pomeriggio. Va bene.!
Giorgio D'AMBROSIO : Ciao.
UOMO : Okay. Ciao.


«In merito appare opportuno evidenziare che», scrive la Digos, «il riferimento fatto dall’uomo al 1° dicembre («Sarà già due giorni fa. Guarda che, già hanno tolto tutto, quindi!») è sicuramente riferibile alla scadenza dell’intercettazione telefonica dell’utenza del D’Ambrosio, fissata per quella data ma la cui richiesta di proroga da parte di quest’Ufficio, diversamente da quanto accaduto in precedenza, giungeva soltanto il 29 novembre, solo due giorni prima della scadenza. Anche il riferimento contenuto nel testo del messaggio SMS all’intercettazione di amici e colleghi è verosimilmente riferita all’attività tecnica in atto all’epoca sull’utenza di Luigi Panzone».