SOLDI PUBBLICI

Abruzzo/Spoltore, indennità non dovute: i due ex sindaci non le vogliono restituire

Anche altri 9 impugnano, 7 si ‘arrendono’. Pdl: «grazie a noi risparmiati 21 mila euro»

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Franco Ranghelli

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SPOLTORE. Ingiunzioni fiscali per la restituzione di somme che sarebbero state indebitamente percepite.
Quattro ex amministratori non si sono opposti, tre hanno deciso di restituire subito le somme tramite una rateizzazione del debito e in 11 hanno proposto formale opposizione.
Mancano dunque all’appello 217.494 euro e per riaverli il Comune dovrà andare in tribunale. Gli atti di citazione sono tutti firmati dall’avvocato Cesidio Buccilli e le udienze di costituzione (davanti al Tribunale civile di Pescara per alcuni, davanti al giudice di Pace per altri) si terranno tutte tra il prossimo 28 marzo e il 27 giugno.
Tra chi ha deciso di non restituire quelle che l’amministrazione comunale ritiene essere somme indebitamente percepite ci sono anche i due ex sindaci Franco Ranghelli (il Comune gli chiede 40.447 euro) e il suo predecessore Donato Renzetti (45.144 euro). E poi ancora ex amministratori e assessori cittadini come l’ex sindaco Luciano D'Incecco (34.937 euro), Vincezo Crusco (26.512 euro), Domenico D'Onofrio (7.282 euro), Claudio Santurbano (2.361 euro) Pasquale Segamiglio (3.991 euro), Ernesto Partenza (12.000 euro), Dino D'Onofrio (13.934 euro), Alessio Sborgia (6.895 euro), Paolo Di Martile (3.991 euro).
La questione aveva avuto origine con una determina del 2002 con la quale si erano innalzati i livelli degli stipendi degli amministratori in misura superiore al dovuto (sindaci, assessori e presidenti di consiglio comunale).


Nei mesi scorsi, l’amministrazione comunale aveva, infatti, deciso di recuperare queste somme affidando 18 incarichi ad un legale per promuovere le relative azioni giudiziali per una spesa di 36.183 euro.
Poi è intervenuto il Pdl che ha chiesto al Comune di procedere immediatamente con ingiunzioni fiscali tramite la Soget che ha una convenzione proprio per la riscossione coattiva delle entrate. Risultato: in 7 si sono ‘arresi’ subito.
L’amministrazione comunale ha dunque fatto dietro front, revocando gli incarichi precedentemente affidati perché alla fine si sono resi necessari 11 incarichi legali esterni per resistere in giudizio, anziché 18 iniziali, per una spesa di 14.538,728 euro.
«E’ un risultato importante che porta il timbro del Popolo della Libertà di Spoltore – afferma Marina Febo e capogruppo del PDL al Consiglio Comunale. La nostra azione ha prodotto un notevole risparmio (21 mila euro) per l’ente che ora noi vogliamo destinare a una giusta causa per riconquistare la fiducia dei nostri cittadini magari sotto forma di contributi a fondo perduto di 1.000 euro ciascuno, a giovani spoltoresi che intendono avviare nuove attività di microimpresa (artigiani, ditte individuali o cooperative) sul nostro territorio, con una equa ripartizione nelle varie frazioni e privilegiando quelle che presentano forti caratteri di innovazione e che hanno la capacità di incidere sullo sviluppo di Spoltore».


Alessandra Lotti