RIFIUTI D'ORO

La Repubblica: «Rodolfo Di Zio incassa un milione al giorno», «compiacenza del Pdl»

Nell’inchiesta sui “Re della monnezza” anche l’impero legato alla Deco ma non solo

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RODOLFO VALENTINO DI ZIO

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ABRUZZO. «Il ras di Pescara è Rodolfo Di Zio, proprietario della Deco, coinvolto in due inchieste, sotto processo per corruzione e smaltimento illecito. Possiede sei discariche delle sette presenti in Abruzzo, tutte al limite di capienza: gli fruttano un milione al giorno».
Così scrive Corrado Zunino in un lungo articolo de La Repubblica che squarcia un velo sul mondo dei rifiuti in Italia passando in rassegna, a volo d’uccello, alcune situazioni di “eccellenza”. Imprenditori che per una vita hanno lavorato arrivando a guadagnare miliardi per la gestione di discariche o raccogliendo spazzatura per gli enti pubblici. Non mancano incidenti di percorso come le numerose inchieste giudiziarie che coinvolgono anche il più grande di tutti, Manlio Cerroni di Roma.
Nel paragrafo dedicato all’Abruzzo Repubblica scrive che i guadagni della famiglia Di Zio legati ad un universo di società sono direttamente legati alla “politica” Pdl: «con la compiacenza dell’intero Pdl regionale ha frenato la raccolta differenziata, che qui galleggia al 28 per cento».


Sempre Di Zio –scrive Repubblica- «ha imposto i suoi invasi e sviluppato la politica dei bruciatori: bioessiccazione di rifiuti Tmb (in località Carapollo, Teramo), un affare da 15 milioni. La sua storia è già ascoltata», continua il quotidiano, «il privato finanzia il politico in sella, che riceve e gli apre le porte delle società pubbliche, quindi offre al privato appalti senza gara. “Io sono apolitico, finanzio tutti”, ha detto l’imprenditore, intercettato. La particolarità di Rodolfo Di Zio, 71 anni, è che lui i soldi alla politica li dava in chiaro, pretendendo comunque i ritorni. La procura di Pescara ha individuato gli approdi dei suoi finanziamenti: i senatori Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, il parlamentare europeo Crescenzio Rivellini, i sindaci di Teramo e Pescara eletti nella tornata del giugno 2009. Per il biennio 2008-2009, 250 mila euro. La Deco, proprietaria dei locali della sede regionale del Pdl a Pescara, per mesi non ha chiesto l’affitto», scrive ancora Zunino. «E in un sms recuperato dagli investigatori, il presidente dell’Abruzzo, Giovanni Chiodi, ringrazia Di Zio per l’assunzione del genero del suo segretario. L’anziano imprenditore era in società con sei enti pubblici e 80 comuni per le discariche di sua proprietà: era lui a decidere le tariffe, a confezionare gli ordini del giorno per i consigli comunali, a ricordare ai politici distratti: “Ti sei dimenticato il modulo per il finanziamento elettorale”».


Sono moltissime le società che fanno capo alla famiglia monopolista dei rifiuti in Abruzzo che innanzitutto controllano le principali discariche come quella di Cerratina (Lanciano), discarica di Colle Cese (Pescara), discarica di Casoni; discarica di Poggio Picenze (l’Aquila) e discarica di Notaresco (Teramo).
Nel 2011 erano inoltre in itinere ulteriori autorizzazioni per la discarica di Collecorvino, Barisciano e Poggio Picenze, Notaresco ed aumenti di volumetria nella discarica di Cerratina.
La partecipazione alle società a capitale misto della famiglia coinvolge la Ecologica srl (società della Provincia Pescara) quale concessionaria della società pubblica Ambiente spa, Ecologica Sangro spa quale concessionaria del consorzio Comprensoriale di Lanciano attraverso il consorzio ecofrentano, Ecoemme spa (Comune di Montesilvano e Penne), Sogesa spa attraverso la società A.I.A. quale concessionaria Cirsu spa; Team- Tec spa (Teramo) quale società tecnologica della Team spa e San Giovanni Servizi spa Comune San Giovanni Teatino) attraverso la Ecor srl.

VRENNA CALCIO E GIUSTIZIA
«Il presidente del Crotone calcio, Raffaele Vrenna», scrive ancora Repubblica, «protagonista del calcio scommesse e secondo due procure calabresi in stretta relazione con uomini della 'ndrangheta, è il titolare della più importante discarica calabrese, la Columbra, di un inceneritore costruito dall'azienda di famiglia Mida e di sei società di raccolta rifiuti. Vrenna è passato alla storia giudiziaria perché, condannato in primo grado per mafia, si è scelto come amministratore dei suoi beni (e dei suoi rifiuti) il procuratore capo della Repubblica Franco Tricoli. La segretaria del procuratore, Patrizia Comito, è la moglie dell’imprenditore, il principale imputato delle indagini del procuratore capo».
Repubblica non lo dice ma poi Vrenna in quell’inchiesta è stato assolto. Che c’entra con l’Abruzzo? L’imprenditore calabrese si è aggiudicato uno degli appalti più imponenti degli ultimi anni (60milioni di euro) circa lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri in Abruzzo. Appalto aggiudicato alla Salvaguardia Ambiente ma contestato da subito da altri concorrenti alla gara che ha avuto battute d’arresto mentre si avvicina la fine delle traversie giudiziarie che aprirà la strada alla firma del contratto con la Regione Abruzzo dopo la convalida definitiva da parte del Consip, stazione appaltante.

SENTORI DI CERRONI IN ABRUZZO
Molto altro Repubblica non scrive e riguarda le vicende ancora in parte oscure e mai chiarite della Team di cui pure la procura di Pescara si è occupata. Per una buona parte della vita di quella società (tutt’ora attiva e operativa) è stata gestita da Giovanni Faggiano che una decina di anni fa era già stato arrestato per una presunta tangentopoli brindisina e poi chiamato a Teramo per occuparsi del suo settore preferito: i rifiuti.
Le inchieste lo hanno poi costretto alle dimissioni (indagato a Pescara). Poi è stato arrestato in Calabria, sempre per vicende connesse ai rifiuti e poi a Napoli coinvolto in una delle grandi inchieste sull’emergenza spazzatura.
Insieme a Faggiano (anche nell’ultimo arresto) a gestire la team c’era Stefano Gavioli amministratore della Enerambiente (socio privato della municipalizzata Team).
Ma un mistero ha da sempre incuriosito molto poco i media locali e nazionali è quello del reale proprietario della società Enerambiente, che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche sarebbe stata molto vicina a Manlio Cerroni, il re dei rifiuti di Roma.
Insomma anche la munnezza fa dei giri immensi e poi si ritorna sempre lì: al vero grande re mida dei rifiuti.