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Abruzzo/L’Aquila, Genio Civile in tilt. Mille pratiche bloccate e «nessun reato, c’è l’emergenza»

Giudice archivia: «nessuna rimproverabilità»

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L’AQUILA. La situazione degli Uffici del Genio Civile è alla totale paralisi per la mancanza di personale.
C’è un numero elevatissimo di pratiche che giacciono sui tavoli, presso gli uffici della Provincia dell’Aquila.
L’Ordine degli Ingegneri ad aprile 2012 ha messo nero su bianco tutte le criticità. Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, un mese dopo ha evidenziato che la situazione si sarebbe normalizzata entro 60 giorni.
Ma a settembre anche l’Ordine degli Architetti della Provincia dell’Aquila è tornata a denunciare nuovamente le stesse criticità. Ad oggi la situazione non si è modificata e gli ordini degli ingegneri e degli architetti, i geometri e i periti tecnici parlano di «totale paralisi per la mancanza di personale».
E il numero delle pratiche cresce sempre di più: «ci sono oltre 1000 pratiche che attendono il rilascio dell’attestazione dell’avvenuto deposito. Attualmente si stanno visionando le pratiche presentate in agosto 2012 e la legge dichiara che gli uffici rilascino l’attestazione dell’avvenuto deposito entro 15 giorni dal ricevimento».
Nei mesi scorsi era stata inoltrata anche una segnalazione alla magistratura perché il Genio Civile aveva denunciato l’inizio dei lavori senza l’attestazione di deposito. Il pm ha però chiesto l’archiviazione per gli indagati perché «il fatto non è previsto dalla legge come reato» nel caso di pratiche presentate per il deposito a seguito dei danni del sisma 2009.
Questo grazie alla normativa emergenziale alla quale non si applica la necessità del previo rilascio dell’attestazione di avvenuto deposito degli elaborati progettuali da parte del competente servizio del Genio Civile. «E’ sufficiente», annota il pm Fabio Picuti, «nel caso di specie, in deroga alla regola generale, la mera comunicazione al Comune ed al Genio Civile della Provincia prima dell’inizio dei lavori. In ogni caso il fatto non costituisce reato per mancanza di rimproverabilità in capo ai soggetti agenti». Ad inizio febbraio il gip Giuseppe Romano Gargarella ha archiviato.
«Vista la inerzia della Regione in merito ad una disciplina speciale per il sisma 2009», gli ordini professionali chiedono di «rimuovere la stasi totale degli Uffici del Genio Civile, mediante provvedimenti legislativi e/o normativi, per eliminare il blocco della ricostruzione e dare le certezze normative al cittadino ed al professionista incaricato di redigere il progetto e dirigere i lavori».

VERTICE IN PROVINCIA 
Il collasso del Genio Civile della Provincia dell’Aquila, è stato oggetto dell’incontro svolto nella sede dell’Ente, alla presenza del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, del presidente del collegio dei liquidatori, Francesco Carli e delle Organizzazioni sindacali. «Le gravi condizioni in cui verte il Genio Civile, – ha spiegato Del Corvo – destano forti preoccupazioni per l’attività amministrativa di uno dei più importanti step che riconducono alla ricostruzione del capoluogo abruzzese. Uno stallo dovuto alla mancanza di personale, a causa della quale persiste una vera e propria paralisi del lavoro da svolgere. Ulteriore preoccupazione è il futuro dei 200 lavoratori di Abruzzo Engineering, parte dei quali impiegati proprio nel processo di ricostruzione. La soluzione su cui parti politiche, amministrative e sociali hanno concordato, va verso la proposta dell’emanazione da parte del Governo di un DPCM, che risolverebbe in assoluto la questione. Altrimenti, Comune e Provincia, potrebbero affidare all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, coordinato da Paolo Aielli, al fine di avviare un procedimento che possa individuare il percorso adeguato che faccia da sintesi delle istanze delle singole parti coinvolte».
«Stiamo cercando una soluzione per sposare le esigenze dell’emergenza legate allo smaltimento delle pratiche del Genio Civile, - ha dichiarato l’Assessore alla Viabilità, Guido Quintino Liris - con il dovere politico amministrativo di salvare i 200 lavoratori di Abruzzo Engineering. I tecnici di Provincia, Comune e Ufficio per la Ricostruzione sono al lavoro per trovare una soluzione concretamente percorribile».
VERTICE IN PROVINCIA

 Il collasso del Genio Civile della Provincia dell’Aquila, è stato oggetto dell’incontro svolto nella sede dell’Ente, alla presenza del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, del presidente del collegio dei liquidatori, Francesco Carli e delle Organizzazioni sindacali. «Le gravi condizioni in cui verte il Genio Civile, – ha spiegato Del Corvo – destano forti preoccupazioni per l’attività amministrativa di uno dei più importanti step che riconducono alla ricostruzione del capoluogo abruzzese. Uno stallo dovuto alla mancanza di personale, a causa della quale persiste una vera e propria paralisi del lavoro da svolgere. Ulteriore preoccupazione è il futuro dei 200 lavoratori di Abruzzo Engineering, parte dei quali impiegati proprio nel processo di ricostruzione. La soluzione su cui parti politiche, amministrative e sociali hanno concordato, va verso la proposta dell’emanazione da parte del Governo di un DPCM, che risolverebbe in assoluto la questione. Altrimenti, Comune e Provincia, potrebbero affidare all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, coordinato da Paolo Aielli, al fine di avviare un procedimento che possa individuare il percorso adeguato che faccia da sintesi delle istanze delle singole parti coinvolte».«Stiamo cercando una soluzione per sposare le esigenze dell’emergenza legate allo smaltimento delle pratiche del Genio Civile, - ha dichiarato l’Assessore alla Viabilità, Guido Quintino Liris - con il dovere politico amministrativo di salvare i 200 lavoratori di Abruzzo Engineering. I tecnici di Provincia, Comune e Ufficio per la Ricostruzione sono al lavoro per trovare una soluzione concretamente percorribile».