MISTERI E MINISTERI

Abruzzo/Ombrina Mare, la seconda lettera ‘scomparsa’ era arrivata in Regione

La conferma di Chiodi, Acerbo (Rc): «sono sconcertato»

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Maurizio Acerbo

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ABRUZZO. Non sono due le lettere del Ministero che non sono arrivate a destinazione. Una è arrivata.
La notizia l’ha data ieri il presidente della Regione Gianni Chiodi che ha risposto ad una interrogazione del consigliere regionale Maurizio Acerbo che si è detto «sconcertato».
Chiodi ha confermato ufficialmente quanto dichiarato già alla stampa nei giorni scorsi, cioè che la richiesta di parere di luglio 2012, ovvero quella citata nella bozza di decreto, non è mai arrivata alla Regione Abruzzo.
«Con mio grande stupore», racconta Acerbo, «Chiodi ha specificato che invece la seconda lettera mostrata dal Wwf, quella del 22 novembre 2012, sarebbe arrivata a destinazione ma che si trattava di una lettera inviata alla Regione solo per conoscenza essendo indirizzata agli enti locali. Essendo una lettera per conoscenza, sostiene Chiodi non era una richiesta di parere. Senza rendersene conto Chiodi ha involontariamente ammesso che quando le lettere le ricevono comunque non le leggono».
Infatti nella lettera del 22 novembre si faceva espressamente menzione della precedente comunicazione dell’11 luglio e del riavvio del procedimento concessorio sulla base del provvedimento pro-petrolieri votato in parlamento da Pdl e Pd. Nella stessa lettera si invitavano le amministrazioni in indirizzo a inviare osservazioni e pareri (inoltre in allegato c’era anche la lettera “scomparsa”).

Insomma la lettera del 22 novembre l’hanno ricevuta ma non l’hanno letta o l’hanno sottovalutata.
«Purtroppo», continua Acerbo, «si deve constatare che il contrasto alla petrolizzazione e più in generale la tutela dell’ambiente non sono probabilmente mai state tra le priorità che il presidente ha dato al suo direttore Sorgi se questo ”superman” non si è attivato presso il Ministero nonostante i numerosi articoli di stampa sul pericolo imminente e se una lettera così importante non è stata nemmeno oggetto di una qualche attenzione».
«Ci auguriamo che il presidente Chiodi apra un'indagine interna per accertare eventuali responsabilità e/o omissioni in questa vicenda», chiedono invece i deputati e senatori abruzzesi del Movimento 5 Stelle.

«Bisognerebbe chiamare l'investigatore Dupin per svelare l'arcano mistero delle lettere scomparse tra il Ministero dell'Ambiente e la Regione Abruzzo», commenta Gianluca Vacca, «ora occorre stabilire se si tratta di un giallo degno del miglior Edgar Allan Poe, oppure di una tragicommedia all'italiana».
Eppure proprio Vacca ricorda che Pd e Pdl conoscevano le conseguenze che avrebbe avuto l'approvazione dell'articolo 35 del decreto sviluppo: «il 25 luglio dell'anno scorso il comitato No-Triv inviò ai parlamentari un'informativa sulle conseguenze di quell'articolo. Il ravvedimento comunque, sebbene tardivo e molto opportunistico a nostro avviso, speriamo che serva a bloccare il progetto. Il nostro impegno in Parlamento sarà immediato e assoluto non appena le Camere saranno insediate, e in questo ci auspichiamo una reale e concreta collaborazione da parte di tutte le forze politiche non solo per bloccare Ombrina mare, ma per fare in modo che tali emergenze non si ripropongano più.
Sta di fatto che la vicenda delle lettere è un fatto di una gravità inaudita, di cui qualcuno prima o poi dovrà rendere conto».

NASUTI: «TROPPI LATI OSCURI IN QUESTA VICENDA»
«Il mio auspicio è che l'incontro di domani al Ministero dello Sviluppo Economico possa finalmente fare un po' di chiarezza su alcuni aspetti ancora troppo oscuri intorno al progetto di 'Ombrina Mare'». Lo afferma il Consigliere regionale Emilio Nasuti, alla vigilia del vertice che domattina alle 9 vedrà impegnato a Roma il Presidente della Regione Gianni Chiodi. «Gli interrogativi sollevati ieri in Aula da Chiodi – continua Nasuti – sono effettivamente inquietanti. Per quale ragione dal Ministero non è arrivata una telefonata, una mail, un fax, quando si sono accorti che la Regione Abruzzo non aveva risposto alla richiesta di parere del 12 luglio scorso, di cui non c'è traccia al protocollo? Normalmente questo avviene sempre. In questo caso, invece, da Roma c'è stato un silenzio totale». Ma per l'esponente della maggioranza c'è soprattutto un altro punto su cui è necessario avere dei chiarimenti. «Come è possibile che un procedimento autorizzativo, chiuso con un diniego nel 2010 – aggiunge – e su cui era stata scritta la parola 'fine', improvvisamente venga resuscitato, facendo ripartire l'iter dal punto in cui si era arrestato 2 anni e mezzo fa e non dall'inizio, come dovrebbe accadere per un'istanza che di fatto è completamente nuova? Chiodi ha parlato in Consiglio di 'interessi forti' dietro Ombrina Mare, più forti probabilmente di quelli che la Regione sta cercando di difendere fin dall'insediamento di questa maggioranza. Spero vivamente che si sbagli, ma senza dubbio andremo fino in fondo per impedire la realizzazione di questo impianto. La storia recente, del resto, è dalla nostra parte: ci siamo già riusciti con il Centro Oli dell'Eni e con il metanodotto della Snam». 
NASUTI: «TROPPI LATI OSCURI IN QUESTA VICENDA»
«Il mio auspicio è che l'incontro di domani al Ministero dello Sviluppo Economico possa finalmente fare un po' di chiarezza su alcuni aspetti ancora troppo oscuri intorno al progetto di 'Ombrina Mare'». Lo afferma il Consigliere regionale Emilio Nasuti, alla vigilia del vertice che domattina alle 9 vedrà impegnato a Roma il Presidente della Regione Gianni Chiodi. «Gli interrogativi sollevati ieri in Aula da Chiodi – continua Nasuti – sono effettivamente inquietanti. Per quale ragione dal Ministero non è arrivata una telefonata, una mail, un fax, quando si sono accorti che la Regione Abruzzo non aveva risposto alla richiesta di parere del 12 luglio scorso, di cui non c'è traccia al protocollo? Normalmente questo avviene sempre. In questo caso, invece, da Roma c'è stato un silenzio totale». Ma per l'esponente della maggioranza c'è soprattutto un altro punto su cui è necessario avere dei chiarimenti. «Come è possibile che un procedimento autorizzativo, chiuso con un diniego nel 2010 – aggiunge – e su cui era stata scritta la parola 'fine', improvvisamente venga resuscitato, facendo ripartire l'iter dal punto in cui si era arrestato 2 anni e mezzo fa e non dall'inizio, come dovrebbe accadere per un'istanza che di fatto è completamente nuova? Chiodi ha parlato in Consiglio di 'interessi forti' dietro Ombrina Mare, più forti probabilmente di quelli che la Regione sta cercando di difendere fin dall'insediamento di questa maggioranza. Spero vivamente che si sbagli, ma senza dubbio andremo fino in fondo per impedire la realizzazione di questo impianto. La storia recente, del resto, è dalla nostra parte: ci siamo già riusciti con il Centro Oli dell'Eni e con il metanodotto della Snam».