POLITICA E CEMENTO

Abruzzo/Ex Cofa, Mascia distrutto: «La Camera di Commercio ci ripensi»

Acerbo: «vecchi trucchetti per esautorare Consiglio»

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Abruzzo/Ex Cofa, Mascia distrutto: «La Camera di Commercio ci ripensi»




PESCARA. Ieri la Camera di Commercio ha deciso di fare un passo indietro e rinunciare all’accordo di programma sull’ex Cofa.
«Non ci sono le condizioni per proseguire», ha detto il presidente Daniele Becci. Il sindaco Luigi Albore Mascia è sempre più furioso e se la prende con il Pd e l’intero centrosinistra: «il loro drammatico obiettivo lo hanno raggiunto. Si sono resi responsabili di un delitto contro la città, un autentico crimine che ora condannerà l’area dell’ex Cofa ad altri vent’anni di immobilismo e di degrado, una responsabilità che l’intero Partito democratico con tutta la sua classe dirigente dovranno sentire sulle proprie spalle».
Mascia parla di «una vergogna» consumatasi nelle scorse ore e che condizionerà il futuro della città e si sfoga come un fiume in piena. Attacca l’«esigua minoranza politica», espressione di partiti «distanti anni luce dal territorio e dalle sue esigenze» che avrebbe tenuto in ostaggio «una città intera».
Per il sindaco la decisione della Giunta della Camera di Commercio è «assolutamente comprensibile e giustificabile» considerando «le offese» lanciate dal centrosinistra, «che ha definito l’Ente uno speculatore, paventando chissà quali interessi reconditi si celassero dietro quell’accordo che aveva invece un unico fine: lavorare per il bene della città e per il suo sviluppo, lavorare per costruire, per rilanciare l’economia del territorio, per creare occupazione, per ridare slancio alla vocazione turistica di Pescara».
Il primo cittadino ammette di essere amareggiato «per la mia città che da vent’anni attendeva la possibilità di cancellare la vergogna rappresentata dall’ex Cofa, un pugno nello stomaco».
L’intero complesso a questo punto resterà di proprietà della Regione Abruzzo che assumerà le proprie decisioni, mentre al Comune resterà solo la possibilità di vigilare sul rispetto del Piano regolatore.
«Oggi, per colpa dell’irresponsabilità del Pd», si associa il consigliere del Pdl, Lorenzo Sospiri, «abbiamo buttato all’aria tre anni e mezzo di lavoro per la città». Sospiri chiede comunque alla Camera di Commercio di riflettere sulla propria decisione, «per dare un’occasione di crescita a quel territorio che evidentemente noi amiamo, ma nei cui confronti altri partiti nutrono sentimenti ben diversi».

«VECCHI TRUCCHETTI PER NON DISCUTERE DI SCELTE DISCUTIBILI»
Per Maurizio Acerbo la decisione di ieri della Camera di Commercio è solo «una mossa per fare pressione sul Consiglio Comunale: voglio rassicurare i pescaresi intelligenti e liberi che i miei emendamenti la prossima volta invece di 300 saranno 3000. Noi abbiamo chiesto trasparenza e la possibilità per il Consiglio Comunale di poter decidere sentita la città sul destino delle aree del PP2. Invece il centrodestra si e' mosso, a livello regionale e comunale, per esautorare il Consiglio Comunale e il confronto con la cittadinanza».
Secondo Acerbo si cerca di creare un clima di emergenza «per mettere la citta' davanti al fatto compiuto dopo aver perso tempo per 4 anni». Usare l'argomento del degrado «è un vecchio trucchetto per non discutere nel merito di scelte urbanistiche discutibili, in cui l'interesse pubblico non si ravvede neanche col cannocchiale. Il fatto che un'area o dei manufatti siano in disuso non implica che si debba rinunciare a discutere del che cosa realizzare al loro posto. I pescaresi onesti e intelligenti capiscono che la storia dello scempio edilizio della nostra citta' e dei comuni limitrofi insegna che non bisogna abboccare ai soliti generici appelli per lo "sviluppo"».

PD: «ORA EX COFA AL COMUNE»
I consiglieri del Pd Moreno Di Pietrantonio ed Enzo Del Vecchio chiedono invece che a questo punto la Regione trasferisca al Comune di Pescara le aree ex Cofa: «questa sì che sarebbe una svolta vera per il futuro dell’area in quanto il Comune potrebbe dar seguito, come da PRG, alla pianificazione unitaria di quelle aree e sulla stregua degli indirizzi fissati dal Piano Particolareggiato già adottato, può avviare immediatamente un concorso internazionale per elaborare un progetto di trasformazione di quelle aree. Una tale programmazione si pone indubitabilmente ed unicamente in funzione di un interesse pubblico che risulterà tutelato e salvaguardato oltre ogni possibile illazione e pregiudizio. Ogni altra scelta perseguita dall’amministrazione Mascia è dettata solo dalla approssimazione e dalla superficialità come sin qui ampiamente dimostrato».