RICOSTRUZIONE

L’Aquila, Assemblea cittadina contro Barca: «qui mancano i soldi»

Analizzati, voce per voce, tutti i fondi a disposizione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4931

L’Aquila, Assemblea cittadina contro Barca: «qui mancano i soldi»




L’AQUILA. Il ministro Fabrizio Barca alcuni giorni fa ha dichiarato che i fondi per la ricostruzione sono disponibili.
Ciò che manca, a suo avviso, è l’informazione e, a tal proposito, ha citato la delibera del Cipe del 21 dicembre 2012.
Proprio dalla lettura della stessa, l’Assemblea Cittadina dell’Aquila, ha lanciato da tempo il grido d’allarme alla città intera ed ai comuni del Cratere. A tale proposito, ha posto in atto i cinque incontri settimanali, presso il Palazzetto dei Nobili, a partire dal 9 gennaio 2013, dal titolo “Il piatto è servito: le responsabilità della mancata ricostruzione” .
In attesa della pubblicazione del libro bianco, che raccoglierà gli interventi, i problemi sollevati, le proposte, l’Assemblea analizza lo stato attuale delle risorse, partendo proprio dalla delibera Cipe che assegna per la ricostruzione post sisma risorse pari a 2.245 milioni di euro.
Queste risorse vengono ripartire per l’edilizia privata delle periferie e del centro storico dell’Aquila e per le periferie e i centri storici dei Comuni del Cratere; per l’edilizia pubblica dell’Aquila e dei Comuni del Cratere, nonché per gli altri Comuni fuori dal Cratere sismico; per gli interventi per lo sviluppo delle attività produttive e della ricerca; per le spese per l’assistenza alla popolazione; per gli espropri e le necessità correnti; per l’assistenza tecnica.
«Ciò che è sfuggito ai più», fa notare l’Assemblea cittadina, «è che queste risorse sbandierate come fondi per la ricostruzione materiale della città sono, invece, da assegnare a tutte le voci su elencate e che, cosa ben più inquietante, sono distribuite su tre annualità, per il periodo compreso fra il 2013 ed il 2015».
Per la periferia sono assegnati 410 milioni di euro così distribuiti : 360 per il 2013, 25 per il 2014 e 25 per il 2015. Per il centro storico sono assegnati 575 milioni di euro così distribuiti: 300 per il 2013, 142 per il 2014 e 133 per il 2015.


Quindi, per l’anno 2013, per la periferia ed il centro storico dell’Aquila vengono indicati 660 milioni di euro, di cui 300 per il centro storico. Gli ulteriori 150 milioni di euro della così detta gestione stralcio sono già tutti impegnati per la riparazione delle case ATER, per i pagamenti della redazione dei piani di ricostruzione, per gli edifici scolastici; le macerie; l’ordine pubblico, l’assistenza alla popolazione, gli alberghi, le consulenze, le mura urbiche e gli interventi prioritari, tutti riferiti a Chiese.
Da non dimenticare i 50 milioni di euro già impegnati per la bonifica dell’ex area industriale di Bussi sul Tirino e i 18 milioni per la Scuola di Dottorato “Gran Sasso Scienze Insitute”, anch’essi ricadenti sui fondi stanziati per la ricostruzione.
«Doveroso dare uno sguardo», sottolinea l’assemblea cittadina, «anche alle risorse per l’assistenza alla popolazione, per la quale vengono indicati 180 milioni di euro, di cui 167 per il 2013 e 13 per il 2014. L’anno 2015 risulta essere totalmente scoperto. Evidenziamo che i 180 milioni per l’assistenza alla popolazione comprendono: 4,4 milioni di euro per la manutenzione del progetto C.A.S.E. , dei MAP e dei MUSP; 10,2 milioni per la gestione dell’ordine pubblico; 12 milioni per la messa in sicurezza di edifici non oggetto di interventi di recupero; 5,4 milioni per gli affitti di sedi comunali e per il supporto al Genio Civile; 6 milioni per “altre spese” non meglio identificate».
Consultando l’elenco dei progetti della periferia ancora da esaminare, l’assemblea ha scoperto che che le pratiche sono 1.050, cui vanno aggiunte le 362 che giacciono presso Fintecna . Altre 1.400 sono le pratiche di immobili del centro storico al palo, poiché la filiera ha deciso di non esaminarle.
«Ciò che manca non è l’informazione, bensì le risorse», commenta l’Assemblea, « a fronte dei complessivi 660 milioni, stanziati per il 2013, le migliaia di pratiche giacenti e non finanziate, cui vanno aggiunti i progetti per il centro storico ancora da approvare e finanziare, sono la pratica dimostrazione delle risorse insufficienti. L’informazione ufficiale non è stata mancante, bensì poco chiara e distorta. Come mai, fino a qualche giorno fa, si è parlato di 2,5 miliardi per la ricostruzione, come se solo ad essa fossero destinati e solo per l’anno in corso? Come mai non si è detto chiaramente che le risorse sono destinate a numerose e consistenti voci e, soprattutto, suddivise in tre annualità?»