POLITICA E AFFARI

Gli intrecci del Pdl: da De Gregorio a Razzi passando per Aracu, Spadaccini e Lavitola

Compravendita parlamentari, anche Razzi è indagato e sarà ascoltato in procura

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Gli intrecci del Pdl: da De Gregorio a Razzi passando per Aracu, Spadaccini e Lavitola




ARUZZO. Una confessione piena: «Berlusconi mi ha dato 3 milioni di euro».
A dirlo ai magistrati è stato Sergio De Gregorio, ex senatore dell’Idv poi passato al Pdl. Secondo le notizie pubblicate in questi giorni risulta che Berlusconi abbia versato un milione di euro alla associazione di “Italiani nel mondo” di De Gregorio e altri due milioni di euro sarebbero stati portati in contanti da Valter Lavitola, faccendiere e uomo ombra di Berlusconi.
Le notizie della presunta tangente a De Gregorio emergono da una inchiesta della procura di Napoli che sta indagando ampiamente sul senatore e che si intreccia con un’altra aperta a Roma in seguito all’esposto di Antonio di Pietro, proprio sulla presunta compravendita dei suoi da parte di Silvio Berlusconi.
La Procura di Roma sentirà nei prossimi giorni anche Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, ex parlamentari Idv poi passati tra le polemiche al Pdl. Secondo quanto riferisce Repubblica (ma poi arriva la smentita) i due  sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell'ambito di un'indagine sul 'cambio di casacca' in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010. Nei loro confronti si ipotizza il reato di corruzione. Il procedimento è stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

 Due anni fa, a dicembre 2011, furono loro, insieme a Massimo Calearo e Bruno Cesario, a sostenere il governo Berlusconi impedendo che la fiducia venisse a mancare. 
«E' che ho rubato una mela?». E' esterrefatto il senatore Antonio Razzi, alla notizia ricevuta sulla sua iscrizione sul registro degli indagati a Roma per corruzione. «Ancora con questa c... - ha poi proseguito - questo succede - continua riferendosi a Di Pietro - quando non si sa perdere, bisogna essere sportivi, ma dal magistrato ci vado quando vuole», ha chiuso Razzi, che in queste ore è in Svizzera.
«E' che ho rubato una mela?», ha commentato oggi esterrefatto alla notizia ricevuta sulla sua iscrizione sul registro degli indagati a Roma per corruzione. «Ancora con questa c... - ha poi proseguito - questo succede - continua riferendosi a Di Pietro - quando non si sa perdere, bisogna essere sportivi, ma dal magistrato ci vado quando vuole», ha chiuso Razzi, che in queste ore è in Svizzera.

ANTONIO RAZZI
Subito dopo il passaggio al Pdl si parlò di un mutuo per la casa che Razzi comprò a Pescara e a spiegare il «suo amore improvviso per Berlusconi» fu all’epoca Sabatino Aracu.
Il partito del premier, secondo le rivelazioni dello stesso Razzi, si sarebbe spinto a offrirgli la ricandidatura e il pagamento del mutuo della casa acquistata in via Carducci, nello stesso stabile dove vive il collega Aracu.
Disse precisamente: «Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura».
Oggi l’innamoramento per Silvio Berlusconi è diventato qualcosa di ancor più forte e intenso… come lui stesso certifica su Facebook: «Grande Presidente! A parte l'inganno con il quale ti hanno costretto a dimetterti, sei quello di sempre. Vincerai ancora una volta vedrai, gli altri sembrano nanetti al tuo confronto. Continua così».
Alle elezioni del 2013 Razzi è stato eletto in Abruzzo, inserito tra mille polemiche al quarto posto in lista. Da nove giorni è ufficialmente uno dei senatore del Pdl.

ARACU
Intanto ieri nell’ennesima udienza del processo Sanitopoli, l’ex amico di Sabatino Aracu, Venceslao Di Persio, ha confermato quanto già dichiarato nel 2007 alla finanza sui versamenti di Aracu a De Gregorio e a Lavitola, personaggi che oggi sono più volte citati nelle cronache giudiziarie.
Venceslao Di Persio è stato a capo della società 3G di Aracu che sembrava emettere fatture giudicate «dubbie», «fittizie» o «per servizi inesistenti». Una società di cui hanno fatto parte anche Adele Caroli, consigliere comunale di Pescara, suo marito Ostini (socio fondatore poi deceduto) e Mario Tortora, uomo di fiducia di Aracu che questi volle anche alla Asl di Chieti ai tempi del governo Pace e delle cartolarizzazioni ai tempi del manager Luigi Conga.
La 3G aveva rapporti sia con Bvp Broadcast di Casoria per presunta pubblicità, una società riconducibile al senatore Sergio De Gregorio, sia con la società editrice de L’Avanti, presieduta da Valter Lavitola.
Alcune di queste fatture non furono poi pagate –ha confermato Di Persio- perché lo stesso amministratore non lo ritenne opportuno.
Poi Di Persio ricordò, all’epoca dell’interrogatorio,: «non ho mai visto documenti che riguardassero questa società nè conosco i rapporti esistenti. Posso dire, però, che ho incontrato questo signore il cui nome è... era candidato all'epoca, mi sembra al Parlamento europeo…, venne a Pescara con cui sono stato addirittura a pranzo un paio di volte... il signor Lavitola. Me l'ha fatto incontrare Aracu dicendo “questa è una persona per bene, brava, ciò può dare una mano a fare qualche operazione”. Lui mi propose qualche fattura. Io alzai le mani e dissi “non se ne parla nemmeno di fatture nel modo più assoluto” e stoppai tutto, dopodiché non mi è stato detto più niente».
Di Persio ha poi raccontato di aver stretto buoni rapporti con il questore della camera Francesco Colucci che gli fece ottenere anche un pass per accedere al Parlamento per una consulenza gratuita artistica.
Colucci, che evidentemente si occupava anche di politica, in una intercettazione con Lavitola proponeva proprio quest’ultimo nientemeno che governatore dell’Abruzzo al posto del «rammollito Chiodi».
Colucci viene poi citato anche dalla ex moglie di Aracu, Maria Maurizio, quando parla della 3G e degli appalti che questa riceveva anche da società pubbliche.
Negli scorsi anni si parlò anche di un servizio commissionato alla 3G, denominato “Remind” che consisteva nell’invio di sms ai parlamentari che ricordava loro gli impegni istituzionali come riunioni, commissioni, voti e assemblee. Di questo particolare non se ne parlò più.

LA EX, LAVITOLA E SPADACCINI

Oltre a Di Persio a parlare dei rapporti di Aracu con De Gregorio e Lavitola è stata la ex moglie, Maria Maurizio, che per prima ha fornito documenti alla procura che ha poi approfondito e indagato cercando riscontri. Lavitola ritorna e si ripropone prepotentemente anche nell’altra indagine abruzzese per la maxievasione internazionale che portò all’arresto di Giuseppe Spadaccini, l’imprenditore aereonautico famoso per aver ottenuto l’appalto per la gestione dei canadair della Protezione civile.

Una inchiesta che aspetta di giungere al processo. Spadaccini avrebbe comunque già ammesso i finanziamenti a L’Avanti come moneta di scambio per addolcire la protezione civile di Bertolaso ed ottenere la gestione dei canadair, appalto più che contestato e con risvolti ancora non del tutto chiariti.
Un gruppo di sodali in affari tra loro, visto che pure Aracu e Spadaccini, da sempre amici, hanno condiviso affari, case al mare, vacanze e affari: Aracu era socio anche in una società di Spadaccini e con lui decise di affittare uno stabile a Madeira, paradiso fiscale portoghese, dove collocare una serie di società e godere dei benefici fiscali.
Tutti erano disposti a sborsare cifre immense per avere pubblicità su giornali che tiravano poche migliaia di copie.

Oggi con le inchieste c’è qualche informazione in più che permette di comprendere anche quegli investimenti sulla carta più che svantaggiosi.