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Antenne San Silvestro, Mascia pressa il Ministero sul trasferimento degli impianti

Lettera del Comune al ministro Passera

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Il ministro Corrado Passera

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PESCARA. La delocalizzazione delle antenne di San Silvestro passa nelle mani del Ministro per lo Sviluppo Economico.
Nelle prossime ore il sindaco Luigi Albore Mascia invierà una nota ufficiale all’attuale ministro Passera per chiedere di adottare gli atti necessari per rendere esecutivo il trasloco da San Silvestro che ormai da un anno è stato dichiarato sito inidoneo ed è stato formalmente escluso dal Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze dall’Agcom.
Nel frattempo è arrivato in Comune il verbale della riunione conclusiva del Tavolo tecnico regionale sulle antenne che lo scorso 8 febbraio ha esaurito i propri compiti, senza però giungere all’obiettivo, ossia non è riuscito ad accompagnare lo start up della delocalizzazione.
Di fatto il Tavolo si è limitato a prendere atto che la delocalizzazione su una piattaforma off shore è tecnicamente fattibile. Il professor Fabio Graziosi, della Facoltà di Ingegneria dell’Università de L’Aquila, autore del progetto-pilota di spostamento in mare degli impianti, ha ribadito la fattibilità tecnica della delocalizzazione in acqua.
Hanno ancora opposto resistenza a tale tesi i titolari delle emittenti radiotelevisive i quali, di nuovo, hanno parlato delle possibili interferenze sulla ricezione degli utenti che imporrebbe il riorientamento delle antenne di una parte dei cittadini di Pescara, e dei problemi di accessibilità al sito in caso di forti mareggiate o di interventi notturni, e hanno rilanciato, di nuovo, la proposta di trasferire gli impianti a Francavilla al Mare e su Colle del Telegrafo a Pescara.
Il direttore generale del Comune di Pescara Stefano Ilari, nel corso del vertice, ha ribadito la indisponibilità di siti idonei nell’ambito del territorio di Pescara.
Adesso la palla passa al Ministero: «chiediamo come previsto dalla legge», insiste il primo cittadino, «di procedere con la delocalizzazione materiale degli impianti, partendo anche dai 129 siti a terra immediatamente disponibili e inclusi nel Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze».
In tal senso la Regione doveva dichiarare idonei o meno i siti, ma è il Ministero che deve poi procedere con lo spostamento degli impianti.
«Questa procedura», spiega ancora Mascia, «che avremmo voluto istituzionalmente condividere con i titolari delle emittenti, ma evidentemente il muro contro muro incontrato durante le riunioni del Tavolo tecnico non hanno reso possibile tale collaborazione. A questo punto solleciteremo il Dicastero affinchè vengano adottati tutti gli atti previsti dalla normativa».