DOPO IL SUICIDIO

Inchiesta usura, sotto esame le spese applicate dalle banche sui conti

Federabruzzo: «conti correnti con tassi di interesse fino al 1000%»

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Inchiesta usura, sotto esame le spese applicate dalle banche sui conti





CHIETI. Nuovi scenari nell’inchiesta che ha già portato alla perquisizione di tre banche e all’identificazione di cinque persone accusate di aver “strozzato” un imprenditore agricolo della Val di Foro, poi suicida.
Si stanno, infatti, controllando i conti correnti bancari di altri 30 imprenditori vittime degli usurai e scovati attraverso le intercettazioni telefoniche in circa sei mesi di indagine.
Gli inquirenti stanno controllando i tassi di interesse sugli scoperti bancari concessi e dalle prime risultanze sembra che siano tassi astronomici.
«Non è una novità per noi di Federabruzzo  che seguiamo anche altri nostri associati nelle cause civili – spiega Flora Rutolo che è la responsabile regionale di questa associazione antiusura – i nostri periti hanno certificato che sotto le voci più strane la banca fa lievitare le spese, il che fa arrivare gli interessi anche fino al 900-1000%. Penso al “massimo scoperto”, ai giorni di valuta, ai costi degli assegni fuori piazza e così via».


 Questa pratica molto diffusa di applicare tassi che poi risultano oltre la soglia dell’usura viene confermata  dallo “Studio Af & partner” di Pescara che lavora con Federabruzzo: «Quello che è molto grave, secondo la nostra esperienza, non è solo l’elevato tasso di usura che troviamo sui conti correnti, ma il fatto che questo fenomeno sia considerato una normalità, mentre non lo è. E che quasi tutte le banche siano omologate nei comportamenti. Si salvano forse un pò i piccoli istituti di credito locali, ma anche loro spesso dimenticano le pratiche virtuose. Di positivo nella nostra esperienza c’è che recentemente sono aumentati i casi di transazione tra i clienti usurati e le banche, con le sospensive per i mutui ed i decreti ingiuntivi. Sono i vantaggi della legge 44, dopo che si è ottenuto lo status di usurato. Si tratta però solo del primo passo per ottenere il risarcimento in sede civile e per uscire da una situazione economica critica».


 Infatti l’elenco delle sentenze favorevoli agli usurati è lunghissimo, con una buona presenza anche dei tribunali abruzzesi. Nel mirino dell’inchiesta ci sono tutte le banche e le finanziarie citate nella denuncia inoltrata dalla famiglia dell’imprenditore. Sotto controllo anche molti faccendieri, equamente divisi tra funzionari di banca, intermediari finanziari e  procacciatori di affari, alcune organizzazioni agricole ed imprenditoriali, nonché qualche collega dell’imprenditore agricolo usurato che - fiutando l’affare - si è offerto di acquistare macchine agricole e terreni a prezzi di saldo.
 Ci sono poi due episodi di sabotaggio denunciati ai carabinieri (a fuoco un terreno coltivato a grano e il taglio dei i tiranti in un vigneto di 3 ha, con tutta l’uva a terra e inutilizzabile) che hanno fiaccato la resistenza residua della famiglia usurata, sottoposta ad una continua, ossessiva richiesta di soldi: i debiti contratti non finivano mai, anzi crescevano per i tassi usurari sempre più esosi, tanto che alla fine gli interessi erano più del capitale. Un altro filone su cui si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti è il controllo sul rapporto tra l’erogazione di prestiti che non potevano essere concessi e le somme effettive consegnate all’interessato, che in qualche caso non ha visto nemmeno un euro: tutto è stato incamerato o dalle banche o dagli intermediari o dagli amici degli amici. E la banca, che era vista come l’erogatrice dell’ossigeno, di fatto si comportava in modo esattamente contrario senza che il cliente se ne potesse accorgere.
Sebastiano Calella