POLITICA E CEMENTO

Abruzzo/Ex Cofa, Mascia furioso: «sinistra dittatrice distrugge la città»

Fli: «maggioranza ostaggio dei poteri forti»

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EX COFA




PESCARA. «Una dittatura della minoranza» a colpi di ostruzionismo e pregiudiziali contro «il re degli accordi di programma».
Il sindaco Mascia è furioso e questa mattina in conferenza stampa non lo ha nascosto. A dodici ore dalla scadenza, avvenuta a mezzanotte di ieri, dell'accordo di programma sull'ex Cofa, il primo cittadino ha annunciato che la sua maggioranza non molla l’osso e farà in modo «di riproporre un provvedimento pressoché identico», al più presto.
La ratifica da parte del Consiglio comunale doveva avvenire entro trenta giorni dalla firma di Regione, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Pescara. Il tempo è scaduto ieri, dopo un ennesimo tentativo che non ha sortito effetti. L'ostruzionismo dell'opposizione, nelle tre sedute dell'Aula, è stato serrato e il provvedimento non è stato neppure discusso.
Oltre al sindaco in conferenza stampa c’erano tutti gli esponenti di maggioranza, dall'assessore allo Sviluppo del Territorio, Marcello Antonelli, ai consiglieri Lorenzo Sospiri e Federica Chiavaroli (Pdl), neo eletta al Senato.
«Siamo incazzati, l'ostruzionismo e l'uso delle pregiudiziali - ha detto Mascia - dovrebbero essere strumenti d'eccezione, invece per il Pd e l'opposizione sono diventati un sistema per distruggere qualsiasi iniziativa di chi, nel 2009, ha ottenuto un mandato pieno. Anche nel caso di un provvedimento perfettamente inquadrato nell'ambito del Piano regolatore, lineare, trasparente e pulito. Proprio per questo abbiamo chiesto al Prefetto di intervenire».
Mascia ha parlato anche di «un'opposizione nichilista, erede del comunismo degli anni '70 che non e' andato da nessuna parte».
«Non è pensabile», ha aggiunto, «che la regione perda 13 milioni di euro e l'ex Cofa rimanga quello che è solo perché qualcuno non vuole».
Conferenza stampa congiunta, questa mattina, anche per la minoranza. Volti decisamente più distesi e sorridenti.

 

«PERICOLOSO PRECEDENTE»

«La verità è che ieri abbiamo introdotto un pericoloso precedente», ha detto ancora Mascia, «perché d’ora in avanti con il ricorso alla pregiudiziale sarà possibile bloccare anche la convalida degli eletti alla fine di ogni elezione: pensiamo che in tre giorni l’assessore Antonelli non è riuscito neanche a illustrare la delibera e a questo punto ci rivolgeremo anche al Prefetto per chiedere di attuare qualche iniziativa per rimuovere quella dittatura della minoranza in cui oggi viviamo, un vero regime dell’opposizione». 

SOSPIRI: «CONTINUARE LA BATTAGLIA»

«Con la senatrice Chiavaroli – ha detto il consigliere Sospiri – abbiamo lavorato molto in Regione per giungere alla dimissione di immobili pubblici inutili per finanziare opere pubbliche, e quei 13 milioni di euro ricavati dall’accordo di programma avrebbero finanziato una quota dei fondi Fas di 150milioni di euro. Ora invito formalmente l’esecutivo comunale a continuare la battaglia, a riportare il dibattito all’attenzione della Regione Abruzzo e della Camera di Commercio, chiedo loro di armarsi di pazienza e di non rinunciare alla battaglia perché al di là della nostra personale indignazione, qui è la città ad aver perso. Per questo dobbiamo continuare la battaglia, perché l’interesse della città è preminente».

 

PD: «RIFARE TUTTO IN TEMPI BREVI»
«Si può rifare tutto in brevissimi tempi con i punti che abbiamo proposto e che anche la maggioranza aveva accettato», ha detto il capogruppo del Partito Democratico, Moreno Di Pietrantonio. La maggioranza, ha fatto notare il Partito Democratico, ha preferito far scadere i tempi piuttosto che ritirare la delibera.
Sabato pareva che l’accordo potesse quasi arrivare. Il centrodestra aveva promosso la richiesta di realizzazione dell’accordo conforme al Piano regolatore, anche perché la precisazione era già contenuta nell’accordo originale. O ad esempio il Pdl era pronta a ribadire la competenza del Consiglio comunale per cambi di destinazione d’uso. Al termine delle tre ore, però, alcune componenti del Pd hanno chiesto un parere ‘pro veritate’ sull’accordo, una sorta di relazione stilata da un legale esperto in materia urbanistica quale certificazione di regolarità dei contenuti dell’accordo stesso. Ma da Rifondazione Comunista è arrivato comunque un muro contro muro, ossia è stata ribadita la volontà di bloccare l’approvazione dell’accordo per rinviarlo al 23 maggio, quando il Tar dovrebbe pronunciarsi sul progetto privato denominato ‘Water front’ localizzato sulle superfici adiacenti l’ex Cofa. A quel punto si è interrotta ogni possibilità di mediazione.
Domenica l’ultimo tentativo fallito.

«MAGGIORANZA OSTAGGIO DEI POTERI FORTI»
Fli sostiene di non comprendere il nervosismo della maggioranza «visto che in sala Giunta», ha detto Massimiliano Pignoli, «nell'incontro fra i capigruppo era stato un punto di incontro per apportare modifiche, anche perche' la nostra obiezione riguardava unicamente le procedure».
Pignoli ha ringraziato i consiglieri del Partito Democratico, di Rifondazione Comunista, Sel e Italia dei Valori «per aver dato prova di grande unita' e compattezza in aula e aver cosi' vinto una battaglia politica storica perche' c'era in ballo il futuro di un'area importante per la citta'. La cosa che mi ha meravigliato - ha detto ancora Pignoli - e' il fatto di aver constatato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che la maggioranza che amministra questa citta' e' sempre piu' politicamente ostaggio dei poteri forti. E questo e' un fatto gravissimo che io voglio oggi denunciare con forza. Noi abbiamo fatto ostruzionismo perche' non ci abbiamo visto chiaro sull'Accordo di Programma che e' sembrato un contenitore vuoto. Siamo contro la costruzione di palazzi, centri commerciali e negozi e alberghi, e riteniamo invece che quell'area debba diventare un polo di attrazione turistica per far ripartire l'economia cittadina». Il coordinatore cittadino Fabio Di Paolo, insieme al capogruppo Pignoli hanno poi aggiunto: «Su quell'area esiste un vincolo urbanistico stabilito da una Legge Regionale che prevede una destinazione a fini pubblicistici, cioe' finalizzata alla realizzazione di impianti, attrezzature e servizi pubblici o di pubblica utilita'. Non comprendiamo le ragioni che oggi impedirebbero alla Camera di Commercio di acquistare quelle aree visto che la scelta pianificatoria sarebbe comunque riservata al Comune di Pescara. Se l'ente camerale e' davvero interessato all'acquisto dell'ex Cofa stipuli l'atto di compravendita nei termini previsti dal protocollo d'intesa all'epoca sottoscritto».

TESTA: «OPPOSIZIONE IRRESPONSABILE»
Il presidente della Provincia Guerino Testa chiede che si convochi subito un tavolo per valutare «cosa si può e si deve fare per riprendere il discorso del rilancio di questa zona».
«Dobbiamo andare avanti senza esitazioni e senza perdere tempo», ha detto Testa, «con un atteggiamento maturo e responsabile, contrariamente a chi ha voluto mettere i bastoni tra le ruote a questa iniziativa. Forse il centrosinistra voleva evitare che la maggioranza in Consiglio comunale si appuntasse una stelletta sul petto o forse ci sono altri motivi o manovratori oscuri che mi sfuggono. Io preferisco pensare a Pescara e alle sue possibilità di sviluppo, e l'ex Cofa rappresenta un treno da non perdere. Chi ha qualcosa da dire lo faccia subito, per valutare se la Camera di commercio è d'accordo. Da parte nostra non ci saranno né battaglie ideologiche né barricate di alcun genere».
TESTA: «OPPOSIZIONE IRRESPONSABILE»
Il presidente della Provincia Guerino Testa chiede che si convochi subito un tavolo per valutare «cosa si può e si deve fare per riprendere il discorso del rilancio di questa zona».«Dobbiamo andare avanti senza esitazioni e senza perdere tempo», ha detto Testa, «con un atteggiamento maturo e responsabile, contrariamente a chi ha voluto mettere i bastoni tra le ruote a questa iniziativa. Forse il centrosinistra voleva evitare che la maggioranza in Consiglio comunale si appuntasse una stelletta sul petto o forse ci sono altri motivi o manovratori oscuri che mi sfuggono. Io preferisco pensare a Pescara e alle sue possibilità di sviluppo, e l'ex Cofa rappresenta un treno da non perdere. Chi ha qualcosa da dire lo faccia subito, per valutare se la Camera di commercio è d'accordo. Da parte nostra non ci saranno né battaglie ideologiche né barricate di alcun genere».